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	<title>Commenti a: Intervista a Fabio Metitieri: blog e altri nuovi ordegni</title>
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		<title>Di: User Generated Contents: rivoluzione o abbaglio? su Socialware</title>
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		<dc:creator>User Generated Contents: rivoluzione o abbaglio? su Socialware</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 17:21:23 +0000</pubDate>
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		<description>[...] 1) Il Web 2.0 è una moda, un&#8217; &#8220;operazione di marketing&#8221; che non ha nulla di rivoluzionario: in realtà l&#8217;aspetto sociale di Internet era già nel suo DNA sin dagli inizi del WWW creato da Robert Cailliau e Tim Berners-Lee. Non si è quindi inventato niente, anzi, in certi casi c&#8217;è stata addirittura una regressione. L&#8217;esplosione di migliaia di comunità differenti ha inoltre generato &#8220;mondi chiusi&#8221; che poco si parlano e da cui gli utenti prima o poi fuggono, per crearsi mondi propri e senza le regole definite dai social networks a cui si aderisce. 2) I Social Media e i Ventur Capitalist che spesso finanziano i progetti, sfruttando l&#8217;entusiasmo partecipativo degli utenti, stanno generando una bolla speculativa, secondo John C. Dvorak (blogger ed editorialista di PcMag), che esploderà con lo stesso clamore del famoso sboom della New Economy. Questo per l&#8217;incosistenza e la duplicazione di molte start-up, che nascono senza un&#8217;idea davvero innovativa e un vero piano di business per realizzare il ROI. 3) La tanto osannata democratizzazione dei contenuti, che fa rima con partecipazione e condivisione degli stessi, è un&#8217;utopia positivista e l&#8217;UGC sarebbe in realtà un fenomeno marginale. Dati alla mano impera la legge 89-10-1: dati 100 navigatori, 10 partecipano con contributi di basso profilo (commenti, preferiti, voti), uno solo partecipa attivamente pubblicando propri contenuti. Questa ineguaglianza partecipativa, secondo Michael Arrington, di fatto smonterebbe la retorica della socializzazione e dell&#8217;intelligenza collettiva, generando più che altro un&#8217; &#8220;intelligenza di pochi&#8221;: dei pochi che partecipano attivamente e che, consci del loro &#8220;potere&#8221; perseguono obiettivi di visibilità unendosi anche in &#8220;cordate&#8221; e gruppi che impediscono ai contenuti dei piccoli di emergere. 4) La Blogosfera, lontana da produrre un vero citizen journalism &#8220;alla Dan Gillmor&#8220;, alternativo alle logiche dei mass/old-media, finisce per essere solo una &#8220;macchina da post&#8221; che (de)genera solo un&#8217;immensa quantità di contenuto di scarsa qualità e spesso replicato, nascondendo solo dilettantismo, autoreferenzialità e nichilismo endemici. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] 1) Il Web 2.0 è una moda, un&#8217; &#8220;operazione di marketing&#8221; che non ha nulla di rivoluzionario: in realtà l&#8217;aspetto sociale di Internet era già nel suo DNA sin dagli inizi del WWW creato da Robert Cailliau e Tim Berners-Lee. Non si è quindi inventato niente, anzi, in certi casi c&#8217;è stata addirittura una regressione. L&#8217;esplosione di migliaia di comunità differenti ha inoltre generato &#8220;mondi chiusi&#8221; che poco si parlano e da cui gli utenti prima o poi fuggono, per crearsi mondi propri e senza le regole definite dai social networks a cui si aderisce. 2) I Social Media e i Ventur Capitalist che spesso finanziano i progetti, sfruttando l&#8217;entusiasmo partecipativo degli utenti, stanno generando una bolla speculativa, secondo John C. Dvorak (blogger ed editorialista di PcMag), che esploderà con lo stesso clamore del famoso sboom della New Economy. Questo per l&#8217;incosistenza e la duplicazione di molte start-up, che nascono senza un&#8217;idea davvero innovativa e un vero piano di business per realizzare il ROI. 3) La tanto osannata democratizzazione dei contenuti, che fa rima con partecipazione e condivisione degli stessi, è un&#8217;utopia positivista e l&#8217;UGC sarebbe in realtà un fenomeno marginale. Dati alla mano impera la legge 89-10-1: dati 100 navigatori, 10 partecipano con contributi di basso profilo (commenti, preferiti, voti), uno solo partecipa attivamente pubblicando propri contenuti. Questa ineguaglianza partecipativa, secondo Michael Arrington, di fatto smonterebbe la retorica della socializzazione e dell&#8217;intelligenza collettiva, generando più che altro un&#8217; &#8220;intelligenza di pochi&#8221;: dei pochi che partecipano attivamente e che, consci del loro &#8220;potere&#8221; perseguono obiettivi di visibilità unendosi anche in &#8220;cordate&#8221; e gruppi che impediscono ai contenuti dei piccoli di emergere. 4) La Blogosfera, lontana da produrre un vero citizen journalism &#8220;alla Dan Gillmor&#8220;, alternativo alle logiche dei mass/old-media, finisce per essere solo una &#8220;macchina da post&#8221; che (de)genera solo un&#8217;immensa quantità di contenuto di scarsa qualità e spesso replicato, nascondendo solo dilettantismo, autoreferenzialità e nichilismo endemici. [...]</p>
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		<title>Di: Stathis</title>
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		<dc:creator>Stathis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2007 05:56:18 +0000</pubDate>
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		<description>Cool...</description>
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		<title>Di: Achilleas</title>
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		<dc:creator>Achilleas</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2007 03:36:18 +0000</pubDate>
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		<description>Cool!</description>
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		<title>Di: Aleda</title>
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		<dc:creator>Aleda</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 21:00:10 +0000</pubDate>
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		<description>Nice!</description>
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		<title>Di: Ambrosios</title>
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		<dc:creator>Ambrosios</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 17:46:34 +0000</pubDate>
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		<description>Cool!</description>
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		<title>Di: Dionysios</title>
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		<dc:creator>Dionysios</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 16:22:24 +0000</pubDate>
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		<description>Sorry :(</description>
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		<title>Di: Arsenios</title>
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		<dc:creator>Arsenios</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2007 03:20:06 +0000</pubDate>
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		<description>Cool!</description>
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		<title>Di: Alexiou</title>
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		<dc:creator>Alexiou</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 13:23:49 +0000</pubDate>
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		<description>interesting</description>
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		<title>Di: Apostolos</title>
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		<dc:creator>Apostolos</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 03:42:30 +0000</pubDate>
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		<description>Nice!</description>
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		<title>Di: Tzannas</title>
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		<dc:creator>Tzannas</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 09:29:59 +0000</pubDate>
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		<description>Nice...</description>
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		<title>Di: Herakles</title>
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		<dc:creator>Herakles</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 07:35:02 +0000</pubDate>
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		<description>Nice!</description>
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		<title>Di: Theologos</title>
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		<dc:creator>Theologos</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 19:33:48 +0000</pubDate>
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		<description>Nice</description>
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		<title>Di: Ivan</title>
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		<dc:creator>Ivan</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 May 2007 09:48:37 +0000</pubDate>
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		<description>Nice</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nice</p>
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		<title>Di: Rodolfo Migliara</title>
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		<dc:creator>Rodolfo Migliara</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2006 07:40:20 +0000</pubDate>
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		<description>ho capito, grazie della precisazione, forse avevo frainteso quel passaggio.

Siamo d&#039;accordo sui blog &quot;comuni&quot;, che non fanno la rivoluzione, ma del resto non la fa nemmeno il telefono, eppure un pochino la vita l&#039;ha cambiata (e non necessariamente in meglio o in peggio, sono giudizi che lasciano il tempo che trovano)


Sui vib io ho una mia opinione: sono una proiezione di chi ne parla :)
Di per s&#233; sono una microcomunit&#224; come le altre - la differenza tra avere 20 lettori e 1000 &#232; insignificante se contiamo quanti blog e quanti lettori potenziali ci sono - ma alcuni di loro sono &quot;generalmente&quot; pi&#249; interessanti per qualche motivo: non si spiegherebbe se no perch&#233; catalizzano (un pochino) pi&#249; attenzione: il livello di autoreferenzialit&#224;, di link reciproco, di conversazione ricorrente &#232; identico in tutte le microcomunit&#224;, e l&#039;effetto trascinamento da altri media &#232; enormemente sovrastimato: un articolo di giornale su un blog porta pochissimi lettori - e qui serve essere un blogger per saperlo.
Spesso c&#039;&#232; molta ciancia, mi pare, ma se c&#039;&#232; solo quella credo che l&#039;effetto di interesse non duri molto (poi la ciancia ha un suo valore sia rappresentativo che comunitario da non sottovalutare). Alla fine serve anche un qualche tipo di qualit&#224;, fosse pure una qualit&#224; ruffiana di essere catalizzatore di proiezioni, positive o negative che siano. Del tipo: &quot;e che cavolo, quello lo dipingevo anch&#039;io&quot;. Bravo, fallo.

quanto all&#039;automobile, suppongo che il posto del passeggero non sia la stessa cosa (non che sia obbligatorio imparare a guidare, ma di certo se no la macchina non va avanti)
;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho capito, grazie della precisazione, forse avevo frainteso quel passaggio.</p>
<p>Siamo d&#8217;accordo sui blog &#8220;comuni&#8221;, che non fanno la rivoluzione, ma del resto non la fa nemmeno il telefono, eppure un pochino la vita l&#8217;ha cambiata (e non necessariamente in meglio o in peggio, sono giudizi che lasciano il tempo che trovano)</p>
<p>Sui vib io ho una mia opinione: sono una proiezione di chi ne parla <img src='http://www.morbin.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Di per s&#233; sono una microcomunit&#224; come le altre &#8211; la differenza tra avere 20 lettori e 1000 &#232; insignificante se contiamo quanti blog e quanti lettori potenziali ci sono &#8211; ma alcuni di loro sono &#8220;generalmente&#8221; pi&#249; interessanti per qualche motivo: non si spiegherebbe se no perch&#233; catalizzano (un pochino) pi&#249; attenzione: il livello di autoreferenzialit&#224;, di link reciproco, di conversazione ricorrente &#232; identico in tutte le microcomunit&#224;, e l&#8217;effetto trascinamento da altri media &#232; enormemente sovrastimato: un articolo di giornale su un blog porta pochissimi lettori &#8211; e qui serve essere un blogger per saperlo.<br />
Spesso c&#8217;&#232; molta ciancia, mi pare, ma se c&#8217;&#232; solo quella credo che l&#8217;effetto di interesse non duri molto (poi la ciancia ha un suo valore sia rappresentativo che comunitario da non sottovalutare). Alla fine serve anche un qualche tipo di qualit&#224;, fosse pure una qualit&#224; ruffiana di essere catalizzatore di proiezioni, positive o negative che siano. Del tipo: &#8220;e che cavolo, quello lo dipingevo anch&#8217;io&#8221;. Bravo, fallo.</p>
<p>quanto all&#8217;automobile, suppongo che il posto del passeggero non sia la stessa cosa (non che sia obbligatorio imparare a guidare, ma di certo se no la macchina non va avanti)<br />
 <img src='http://www.morbin.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: Fabio Metitieri</title>
		<link>http://www.morbin.it/enrico-maria-milic/interviste/intervista-a-fabio-metitieri-blog-e-altri-nuovi-ordegni/comment-page-1/#comment-1686</link>
		<dc:creator>Fabio Metitieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2006 23:45:37 +0000</pubDate>
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		<description>Rodolfo, non hai capito il succo del mio discorso. I blog con 10 lettori, usati come microcomunita&#039; e che fanno coda lunga, hanno il mio completo plauso.

Le mie critiche sono rivolte solo alle elite, ai Vib e ai teorici del blog come rivoluzione.

Quanto all&#039;automobile blog, da anni scrivo piu&#039; io sui blog, tra i commenti, di molti bloggher.
;-)


Ciao, Fabio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rodolfo, non hai capito il succo del mio discorso. I blog con 10 lettori, usati come microcomunita&#8217; e che fanno coda lunga, hanno il mio completo plauso.</p>
<p>Le mie critiche sono rivolte solo alle elite, ai Vib e ai teorici del blog come rivoluzione.</p>
<p>Quanto all&#8217;automobile blog, da anni scrivo piu&#8217; io sui blog, tra i commenti, di molti bloggher.<br />
 <img src='http://www.morbin.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ciao, Fabio.</p>
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	<item>
		<title>Di: Rodolfo Migliara</title>
		<link>http://www.morbin.it/enrico-maria-milic/interviste/intervista-a-fabio-metitieri-blog-e-altri-nuovi-ordegni/comment-page-1/#comment-1674</link>
		<dc:creator>Rodolfo Migliara</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2006 13:08:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.morbin.it/interviste/864/#comment-1674</guid>
		<description>L&#039;intervista &#232; interessante e molte cose dette condivisibili. Mi resta un&#039;impressione un po&#039; di bizzarria: insomma, voi riterreste &quot;completamente&quot; attendibile la descrizione di un&#039;automobile fatta da uno che non l&#039;ha mai usata? Non &#232; che la natura dell&#039;oggetto pretenda il suo uso perch&#233; ne sia fatta un&#039;analisi davvero coerente capace di ogliere le sfumature, che in un oggetto in cui si tratta di relazione con se stessi e con gli altri sono piuttosto importanti? Non dubito che vi sia una massa di dati &quot;oggettiva&quot; che deve guidare le riflessioni di un&#039;analista e costituire la massa di ci&#242; che dice, per&#242;, ecco, il tono fa la musica. E il tono non lo cogli se sei stonato.

Alcune delle cose che dice mi paiono infatti effetto di pregiudizio, specialmente il debole psicologismo e le fruste associazioni tra blogger e reality o desiderio di protagonismo o l&#039;ambizione di emergere. Non &#232; possibile che cos&#236; si assolutizzi una lettura che pu&#242; valere in qualche caso o soggettivamente, ma non &#232; significativa rispetto a ci&#242; che il mezzo fa e fa fare effettivamente? &#200; probabile che ci sia chi apre un blog per diventare famoso, poverino, ma c&#039;&#232; chi diventa noto  - non famoso - perch&#233; lo ha aperto, senza che fosse quello lo scopo, e noi finiamo per scambiare la causa con l&#039;effetto.
Stessa cosa per l&#039;elemento collaborativo, che a mio parere &#232; fondamentale proprio per la massa dei &quot;blog con 15 lettori&quot;, di cui 10 spesso sono altri blogger, con cui si scambiano informazioni, impressioni ecc. O la collaborazione &#232; significativa solo coi grandi numeri o su questioni epocali? Ma non si era detto che internet &#232; il regno della coda lunga? Infiniti piccoli eventi fanno slittare le pratiche di tutti quelli che li vivono, anche se i cambiamenti sono pi&#249; sotto traccia, meno roboanti, forse addirittura meno archiviabili tout court come &quot;positivi&quot; (o negativi)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intervista &#232; interessante e molte cose dette condivisibili. Mi resta un&#8217;impressione un po&#8217; di bizzarria: insomma, voi riterreste &#8220;completamente&#8221; attendibile la descrizione di un&#8217;automobile fatta da uno che non l&#8217;ha mai usata? Non &#232; che la natura dell&#8217;oggetto pretenda il suo uso perch&#233; ne sia fatta un&#8217;analisi davvero coerente capace di ogliere le sfumature, che in un oggetto in cui si tratta di relazione con se stessi e con gli altri sono piuttosto importanti? Non dubito che vi sia una massa di dati &#8220;oggettiva&#8221; che deve guidare le riflessioni di un&#8217;analista e costituire la massa di ci&#242; che dice, per&#242;, ecco, il tono fa la musica. E il tono non lo cogli se sei stonato.</p>
<p>Alcune delle cose che dice mi paiono infatti effetto di pregiudizio, specialmente il debole psicologismo e le fruste associazioni tra blogger e reality o desiderio di protagonismo o l&#8217;ambizione di emergere. Non &#232; possibile che cos&#236; si assolutizzi una lettura che pu&#242; valere in qualche caso o soggettivamente, ma non &#232; significativa rispetto a ci&#242; che il mezzo fa e fa fare effettivamente? &#200; probabile che ci sia chi apre un blog per diventare famoso, poverino, ma c&#8217;&#232; chi diventa noto  &#8211; non famoso &#8211; perch&#233; lo ha aperto, senza che fosse quello lo scopo, e noi finiamo per scambiare la causa con l&#8217;effetto.<br />
Stessa cosa per l&#8217;elemento collaborativo, che a mio parere &#232; fondamentale proprio per la massa dei &#8220;blog con 15 lettori&#8221;, di cui 10 spesso sono altri blogger, con cui si scambiano informazioni, impressioni ecc. O la collaborazione &#232; significativa solo coi grandi numeri o su questioni epocali? Ma non si era detto che internet &#232; il regno della coda lunga? Infiniti piccoli eventi fanno slittare le pratiche di tutti quelli che li vivono, anche se i cambiamenti sono pi&#249; sotto traccia, meno roboanti, forse addirittura meno archiviabili tout court come &#8220;positivi&#8221; (o negativi)</p>
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	</item>
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		<title>Di: Fabio Metitieri</title>
		<link>http://www.morbin.it/enrico-maria-milic/interviste/intervista-a-fabio-metitieri-blog-e-altri-nuovi-ordegni/comment-page-1/#comment-1127</link>
		<dc:creator>Fabio Metitieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2006 09:09:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.morbin.it/interviste/864/#comment-1127</guid>
		<description>Direi che concordo con i vostri due ultimi salomonici commenti, Berny ed Entrico, ed era questo uno dei contenuti principali - se non IL principale - di questa mia sbrodolata.
In fondo stiamo parlando di strumenti, solo di strumenti, alcuni piu&#039; forti in qualcosa, altri in qualche altro canpo, e tutti vengono poi piegati dagli utenti alle proprie esigenze, o addirittura distorti e abusati fino a diventare molto diversi da come erano stati concepiti.
In questo scenario, oggi abbiamo gia&#039; a disposizione un&#039;infinita&#039; di scelte e di opportunita&#039;, delle quali il blog e&#039; soltanto una e non puo&#039; e non deve essere mitizzata o addirittura vista come la pozione magica che, per esempio e per incanto, trasformera&#039; l&#039;organizzazione del lavoro o il modo di comunicare di una grande corporation (tanto per  riprendere una vecchia polemica sul quel passato incontro tra i Tramezzinari e Microsoft). O almeno non potra&#039; farlo da sola.
Anche sui blog collettivi sono d&#039;accordo e penso che siano l&#039;uso piu&#039; interessante che se ne possa fare. Peccato quindi che i tanti teorici nostrani del blogghing battano e ribattano sempre, solo e comunque sulla capacita&#039; del blog di essere lo spazio di UN individuo, lo specchio di una sola personalita&#039;, la casa privata di UN tenutario, e cosi&#039; facendo perdano una grande occasione, Imo.
Grazie ai commentatori qui, che sono stati i piu&#039; interessanti che ho letto su queste mie riflessioni.
Ciao, Fabio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Direi che concordo con i vostri due ultimi salomonici commenti, Berny ed Entrico, ed era questo uno dei contenuti principali &#8211; se non IL principale &#8211; di questa mia sbrodolata.<br />
In fondo stiamo parlando di strumenti, solo di strumenti, alcuni piu&#8217; forti in qualcosa, altri in qualche altro canpo, e tutti vengono poi piegati dagli utenti alle proprie esigenze, o addirittura distorti e abusati fino a diventare molto diversi da come erano stati concepiti.<br />
In questo scenario, oggi abbiamo gia&#8217; a disposizione un&#8217;infinita&#8217; di scelte e di opportunita&#8217;, delle quali il blog e&#8217; soltanto una e non puo&#8217; e non deve essere mitizzata o addirittura vista come la pozione magica che, per esempio e per incanto, trasformera&#8217; l&#8217;organizzazione del lavoro o il modo di comunicare di una grande corporation (tanto per  riprendere una vecchia polemica sul quel passato incontro tra i Tramezzinari e Microsoft). O almeno non potra&#8217; farlo da sola.<br />
Anche sui blog collettivi sono d&#8217;accordo e penso che siano l&#8217;uso piu&#8217; interessante che se ne possa fare. Peccato quindi che i tanti teorici nostrani del blogghing battano e ribattano sempre, solo e comunque sulla capacita&#8217; del blog di essere lo spazio di UN individuo, lo specchio di una sola personalita&#8217;, la casa privata di UN tenutario, e cosi&#8217; facendo perdano una grande occasione, Imo.<br />
Grazie ai commentatori qui, che sono stati i piu&#8217; interessanti che ho letto su queste mie riflessioni.<br />
Ciao, Fabio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: enrico</title>
		<link>http://www.morbin.it/enrico-maria-milic/interviste/intervista-a-fabio-metitieri-blog-e-altri-nuovi-ordegni/comment-page-1/#comment-1109</link>
		<dc:creator>enrico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2006 07:26:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.morbin.it/interviste/864/#comment-1109</guid>
		<description>ok. diciamo che ognuno di questi strumenti, valutato secondo vari indici, ha le sue specificit&#224;.
resto convinto , perch&#232; nato a durazzo :) , che il blog sia particolarmente efficace nel permettere a un singolo di esprimere s&#232; stesso in relazione alle sue competenze e capacit&#224;. certo, se parliamo di lavoro di gruppo allora il blog &#232; pi&#249; debole...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ok. diciamo che ognuno di questi strumenti, valutato secondo vari indici, ha le sue specificit&#224;.<br />
resto convinto , perch&#232; nato a durazzo <img src='http://www.morbin.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  , che il blog sia particolarmente efficace nel permettere a un singolo di esprimere s&#232; stesso in relazione alle sue competenze e capacit&#224;. certo, se parliamo di lavoro di gruppo allora il blog &#232; pi&#249; debole&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Bernardo Parrella</title>
		<link>http://www.morbin.it/enrico-maria-milic/interviste/intervista-a-fabio-metitieri-blog-e-altri-nuovi-ordegni/comment-page-1/#comment-1090</link>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jun 2006 01:46:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.morbin.it/interviste/864/#comment-1090</guid>
		<description>well, salomonicamente si potrebbe dire che email, newsgroup, blog sono solo strumenti - come pure il telefono e ancor piu&#039; il cellulare - il punto sta nel modo in cui li si usa, o abusa; anzi, una delle lezioni piu&#039; calde della rete e&#039; proprio l&#039;inter-operabilita&#039; e l&#039;inter-connessione e il multiuso contemporaneo di questi strumenti

nel senso che imho non ce n&#039;e&#039; uno &quot;superiore&quot; all&#039;altro, perche&#039;, appunto, il &quot;bisogno di espressione perosnale&quot; esiste nei geni di internet e di chi la usa, meglio la comunicazione interpersonale

la rivoluzione di questa orizzonatlita&#039; e questi bisogni e questi strumenti e&#039; un dato di fatto, meglio vedere come usarli al meglio collaborativamente piuttosto che farsi belli, rimpinzarsi l&#039;ego, o pavoneggiarsi perche&#039; &quot;gestisco quattro blog, fo&#039; tutto mi&#039;&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>well, salomonicamente si potrebbe dire che email, newsgroup, blog sono solo strumenti &#8211; come pure il telefono e ancor piu&#8217; il cellulare &#8211; il punto sta nel modo in cui li si usa, o abusa; anzi, una delle lezioni piu&#8217; calde della rete e&#8217; proprio l&#8217;inter-operabilita&#8217; e l&#8217;inter-connessione e il multiuso contemporaneo di questi strumenti</p>
<p>nel senso che imho non ce n&#8217;e&#8217; uno &#8220;superiore&#8221; all&#8217;altro, perche&#8217;, appunto, il &#8220;bisogno di espressione perosnale&#8221; esiste nei geni di internet e di chi la usa, meglio la comunicazione interpersonale</p>
<p>la rivoluzione di questa orizzonatlita&#8217; e questi bisogni e questi strumenti e&#8217; un dato di fatto, meglio vedere come usarli al meglio collaborativamente piuttosto che farsi belli, rimpinzarsi l&#8217;ego, o pavoneggiarsi perche&#8217; &#8220;gestisco quattro blog, fo&#8217; tutto mi&#8217;&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: enrico</title>
		<link>http://www.morbin.it/enrico-maria-milic/interviste/intervista-a-fabio-metitieri-blog-e-altri-nuovi-ordegni/comment-page-1/#comment-1064</link>
		<dc:creator>enrico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2006 08:28:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.morbin.it/interviste/864/#comment-1064</guid>
		<description>bernardo, sono d&#039;accordissimo su tutti i tuoi rilievi.
mi sembra per&#242; che nella tua analisi, similmente a quanto accade per metitieri, ci sia un sottovalutare o meglio un ghettizzare involontariamente la spinta decisiva all&#039;autoespressione e all&#039;essere visibilmente attivi in rete che viene fornita dai blog.
come dice fabio, i blog non sono nient&#039;altro che un cms, semplificato e per questo pi&#249; accessibile al comune mortale.
un forum, un newsgroup o l&#039;email permettevano di avere questa visibilit&#224; riconducibile a una singola persona e alle sue idee, pur scadenti in alcuni casi? la risposta secondo me &#232;, palesemente: no.
mi sembra che fabio c&#039;azzecchi quando indica come vero concorrente dei blog le pagine personali di myspace. queste - come le pagine personali di una comunit&#224; come www.giovani.it - intercettano lo stesso bisogno ovvero su quello di espressione personale, che &#232; vecchio quanto l&#039;uomo e i dipinti rupestri. 
sar&#224;, il blog, uno strumento meno collaborativo di altri? vero. ma garantire a ogni connesso di essere attivo e partecipe con la sua identit&#224; all&#039;interno della sfera pubblica &#232; una vera rivoluzione. credo molto pi&#249; marcata di persone che collaborano per addivenire a conclusioni in discussioni che &#232; un fatto che, seppur con modalit&#224; diverse e meno orizzontalit&#224;, &#232; accaduto frequentemente nei luoghi sociali dell&#039;era contemporanea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bernardo, sono d&#8217;accordissimo su tutti i tuoi rilievi.<br />
mi sembra per&#242; che nella tua analisi, similmente a quanto accade per metitieri, ci sia un sottovalutare o meglio un ghettizzare involontariamente la spinta decisiva all&#8217;autoespressione e all&#8217;essere visibilmente attivi in rete che viene fornita dai blog.<br />
come dice fabio, i blog non sono nient&#8217;altro che un cms, semplificato e per questo pi&#249; accessibile al comune mortale.<br />
un forum, un newsgroup o l&#8217;email permettevano di avere questa visibilit&#224; riconducibile a una singola persona e alle sue idee, pur scadenti in alcuni casi? la risposta secondo me &#232;, palesemente: no.<br />
mi sembra che fabio c&#8217;azzecchi quando indica come vero concorrente dei blog le pagine personali di myspace. queste &#8211; come le pagine personali di una comunit&#224; come <a href="http://www.giovani.it" rel="nofollow">http://www.giovani.it</a> &#8211; intercettano lo stesso bisogno ovvero su quello di espressione personale, che &#232; vecchio quanto l&#8217;uomo e i dipinti rupestri.<br />
sar&#224;, il blog, uno strumento meno collaborativo di altri? vero. ma garantire a ogni connesso di essere attivo e partecipe con la sua identit&#224; all&#8217;interno della sfera pubblica &#232; una vera rivoluzione. credo molto pi&#249; marcata di persone che collaborano per addivenire a conclusioni in discussioni che &#232; un fatto che, seppur con modalit&#224; diverse e meno orizzontalit&#224;, &#232; accaduto frequentemente nei luoghi sociali dell&#8217;era contemporanea.</p>
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