(mia intervista a Richard Stallman per conto del Corriere delle Telecomunicazioni)
“Non sono così gentile coi miei ospiti” ti aggredisce Richard Stallman. E un po’ per carattere, un po’ per posa intellettuale, il leader del movimento del software libero (o free software) non fa proprio niente per metterti a tuo agio.
Il Corriere delle Telecomunicazioni lo ha incontrato a Roma ad aprile in un abitazione privata a margine di un seminario.
Stallman, a piedi nudi e in maglietta verde da cui straborda una pancia di dimensioni notevoli, tracagnotto, occhi piccoli, è più un profeta di dogmi etici che un “politico” interessato a indicare i compromessi che potrebbero dar concretamente fastidio a Bill Gates.
Alla fine dell’intervista per salutarci ci ha (maliziosamente?) augurato “happy hacking” e, invece del biglietto da visita tradizionale – che in inglese si dice “business card” – ci ha dato la sua “pleasure card”: “sharing good books, good food and exotic music and dance, tender embraces, unusual sense of humour – Richard Stallman – 5XX Tech Square…”
Come può il software libero migliorare le attività economiche di un’azienda?
Personalmente, non voglio iniziare con questo e la ragione è che un argomento secondario. La libertà è più importante. Non sono contro gli affari ma non penso che siano la cosa più importante. Questo tema riguarda i diritti umani.
Ma questo è un giornale rivolto a un pubblico di uomini d’affari o che comunque sono interessati all’aspetto economico del problema…
E’ importante che ascoltino questo tipo di argomenti. Ma io non voglio guardare al mondo con i loro occhi.
Sono in disaccordo con quel modo di vedere il mondo e quel modo di vedere il mondo è, oggi, il più grande problema del mondo. Perchè influenza tutti gli aspetti della vita, non solo i computer.
Ma c’è un modo di vivere che è organizzato in una certa maniera. Siamo tutti troppo coinvolti nel lavoro e, spesso, abbiamo poche energie per fare qualcosa per questo tipo di “campagna”. O no?
Bisognerebbe essere meno coinvolti nel lavoro, perchè forse non è la cosa realmente importante. Il nostro lavoro, di solito, ci remunera molto di più di quello che sarebbe necessario per rimanere vivi.
Stiamo stravolgendo il modo di vedere le nostre vite. Dobbiamo fermarci. Siamo convinti, erroneamente, che fare così tanti soldi sia la stessa cosa che procurarci da mangiare per sopravvivere.
Ok, decido che hai ragione e mi metto a lavorare meno ore. Potrei incominciare a preoccuparmi di “lotte” etiche. Ma ancora, come faccio a procurarmi uno stipendio? E insomma: tu come sopravvivi?
C’è qualcosa che mi sta per uccidere? Nessuno sta tentando di uccidermi. Nella tua domanda sembra che io sia in un pericolo imminente di morire.
Se intendi come mi guadagno da vivere questa è un’altra domanda. Mi guadagno uno stipendo con i miei “speeches”. Negli anni ’80 venivo pagato per cambiare e migliorare i “programmi liberi” che avevo scritto e in alcuni casi per insegnare.
E’ una tale vergogna quando la vita di una persona è circondata dai soldi, quando la vita di una persona è spesa nel fare cose infelici che questa persona fa solo perchè è un modo di fare soldi. Lo faccia qualcun altro il suo lavoro!
… Un sacco di persone non coinvolte nell’IT non conoscono che cosa sia il free software ma sanno che cos’è Windows…
Stai parlando di due cose diverse.
Secondo me quello che una persona comune si chiede su questo argomento è: “perchè dovrei cambiare Windows, perchè dovrei preoccuparmene”. Sbaglio?
Non voglio che il mio pensiero sia quello di altra gente. Se non capiscono e io ho provato a spiegarglielo, essi non possono capire. Per fortuna io capisco.
Free software significa libertà, una specifica libertà. E’ la stessa libertà che abbiamo in cucina quando usiamo delle ricette; una buona cucina ha bisogno di ricette, ed è utile potersi copiare la ricetta o modificarla a piacimento; puoi cucinare una ricetta modificata a tuo piacimento e se è buona i tuoi amici potranno copiarsela…
Come per il software, così in cucina se qualcuno non ci fornisse questo tipo di libertà ci sentiremmo oltraggiati. Bisogna imparare ad apprezzare la libertà, sapendo cosa vuol dire.
Ma non credete che prima di tutto la libertà deva essere “user-friendly” e vicina al cittadini comuni? Voglio dire: se vado su un portale trovo un sistema operativo in free software antagonista di Windows che sia semplice da installare immediatamente sul mio hard-disk?
Puoi trovare molta gente che sa i siti da cui scaricare. Windows è facile da far funzionare perchè è già preinstallato sul pc.
Per quanto riguarda i sistemi operativi in free software sicuramente puoi trovare qualcuno che te li installa per te e troverai gente che è felice di installarli per te. Se riguarda il tuo business sicuramente puoi trovare qualcuno nella nostra comunità che te lo installerà.
Non bisogna partire per forza tutto per una volta, puoi iniziare a usare il free software che può coesistere con Windows, e quando ci sei abituato usarlo e eliminare Windows. Nelle aziende lo stesso: prima installarlo, poi imparare pian piano a usarlo, quindi passarci definitivamente.
Come si sta accrescendo la coscienza sul free software in Europa e in Italia in paragone agli Usa?
Non ne ho idea. Non mi sono fatto un opinione a riguardo perchè non ho fatti su cui basarmi. Quello che posso dire è che i governi in Europa stanno incominciando ad essere più consapevoli.
Il governo olandese ha intrapreso una politica di adozione del free software per i prossimi anni. Questi enti stanno riconoscendo che per loro è importante essere in controllo del software che usano. Col free software tu e gli utenti utilizzate il software.
Individualmente puoi controllare quello che vuoi, ma se non sei particolarmente interessato allora la comunità degli utilizzatori del software lo sarà. Il risultato è che il software non ti controlla, non ha funzioni maliziose ed indesiderate, significa che non devi rispondere a regole che non hai deciso tu.
Come sta andando la raccolta dei fondi a favore della Free Software Foundation?
Ora sta andando bene. Recentemente è partito un programma di membership tramite il quale si può diventare membri associati della Fsf. Siamo partiti a dicembre e ora abbiamo più di 800 iscritti, soprattutto negli Stati Uniti. Questo ci dà buoni finanziamenti.
Riceviamo anche un finanziamento dall’Unesco per la Free Software Directory, che ha l’intenzione di essere una lista accuratamente verificata di tutte le soluzioni free software. Il lavoro è lungo perchè sono molte di più delle 2000 classificate fino ad ora.
Se tu avessi alcuni alcuni miliardi di dollari nelle tue mani per pubblicizzare qualcosa sul web, che sito pubblicizzeresti e con che slogan?
Non li spendere in pubblicità. Ma è una domanda che non ha connessione nella realtà. Fsf li spenderebbe in sviluppare software. Forse li spenderemmo in pubblicità “politica” chiedendo alla gente in Europa di preoccuparsi del software che utilizzano.
E’ un tema politico su cui potresti scrivere un altro articolo. Ogni volta che viene sviluppato un software questo può contenere dei pericoli.
Che cosa pensi del conflitto degli Usa contro l’Iraq?
Sono contro questa guerra ma non sono un pacifista perchè non c’è un buon motivo per farla e perchè non credo che Bush porterà mai la democrazia e la libertà in nessun paese. Sicuramente non fa così negli Stati Uniti. Ci sono guerre che avrei supportato, come la prima guerra del golfo o la guerra in Afghanistan, non per via dell’11 settembre, ma per via dei talebani che avrei voluto vedere scacciati molto prima dell’11 settembre.
Roma, Trastevere, sabato 22 marzo 2003
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