Fiumicino e il prestigio dell’Italia

Ieri pomeriggio ero in partenza dall’aeroporto di Fiumicino. Nell’area "B" delle partenze, proprio là dove ci si imbarca, torme di viaggiatori attoniti di tutto il pianeta in passaggio evitano la esagerata pozza che si è formata sulla moquette per una perdita dai tubi dell’aria condizionata sul soffitto. Il personale dell’aeroporto – o forse qualche passante – ha tentato di metterce na pezza con un cestino della monnezza, pieno di rifiuti:

 

Atterriamo a Trieste con un’ora di ritardo. Aspetto per un 20 minuti un bagaglio che non arriva come quello di molti altri. Faccio una fila di un’altra mezz’ora per lasciare i dati miei e del bagaglio. 12 ore dopo non so ancora dove sia finita sta borsa.

Lunedì Alberto bloggava un’altra storia sullo stato patetico della stazione ferroviaria dello stesso aeroporto romano.

 

Internet e giovani: stessa sfiga

A StudentiMediaGroup, giustamente, in questi giorni ci speravano che uscisse qualche bell’articolo con spazi di rilievo sull’autorevole giornale economico d’Italia, in cui si raccontassero le vicende del gruppo di persone in gamba che hanno costruito dal nulla – o che magari oggi ancora gestiscono – una delle più significative aziende del web italiano.

Invece martedì è uscito un piccolo articolo in basso a pagina 15 del Sole24Ore in cui il tema principale non sono i prodotti o le persone che lavorano a StudentiMediaGroup. La notiziona dovrebbe essere il ritorno del "pioniere del web", Paolo Ainio

Domanda retorica: non sarà mica che web e giovani appaiono ancora come una roba sfigata e di second’ordine in sto paese? Se della percezione di sfigatezza dell’internet ne sappiamo, leggete cosa dice Time (nella sintesi di Luca Sofri) a proposito della gerontocrazia nel nostro paese… 

La sorella andicappata della Tv

"Mediaset è cattiva, fa una tv di partito!". Urka. E allora che cosa ci inventiamo per contrastare quel cattivone di Berlusconi? I Diesse, nel loro solito stile masochista, lanciano il più inutile degli strumenti on-line di campagna di consenso politico: la web-tv di partito.

Già avevo sputtanato ampiamente questo residuato dei media tradizionali (a proposito di Corritore e in una mia lezione) che si tenta di riproporre in tutte le salse anche in rete, ma vale la pena forse soffermarsi su come le menti del partito principale della sinistra (una volta sinistra era innovazione, avanguardia, futuro, ecc.) non riescano a fare di più che riproporre nel loro piccolo la strategia berlusconiana di rapporto tra partiti – media – cittadini.

Sembra che, se per 30 anni la tv è stata il principale erogatore di cultura, politica e modelli di vita, allora non ci si possa inventare nuovi modelli per far emergere culture, sapere, fare politica. Dice Moretti: "Berlusconi, negli anni, ha cambiato le nostre teste… lascia dietro di sé macerie, e si tratta di macerie culturali, politiche, istituzionali, etiche, psicologiche".

Se Berlusconi è stato il padrone di quel mezzo di comunicazione per decenni, ora sperando di diventare fighi e potenti quanto lui gli si fa il verso con la sorella andicappata della televisione tradizionale che è la web-tv. Ma internet, grazie a dio, serve ad altro. Ditelo ai Diesse, grazie.

Acqua sull’inferno, fuoco al paradiso

Ieri è apparso un grande articolo di Slavoj Zizek sul New York Times. Una perla:

"La lezione del terrorismo di oggi è che, se Dio esiste, tutto quanto è permesso, compreso il far saltare in aria migliaia di innocenti passanti – almeno per quelli che dichiarano di agire direttamente per volontà di Dio, visto che un collegamento diretto a Dio giustifica la violazione di ogni considerazione e lacciuolo umano. In breve, i fondamentalisti sono diventati proprio come i "senzadio" stalinisti comunisti".

Yuhuuu! Miglioriamo i prodotti!

Una fascia crescente della popolazione si sta disfando, nelle sue identità più profonde, di valori come croci, falcimartello, identità locali, familiari & much more. Fosse per me sarei piuttosto poco indulgente verso il sistema di aziende, marketing, prodotti.
Invece sentite che dice un’utente di Ciao.it, a proposito di una ricerca di mercato cui ha partecipato: "ho risposto volentieri perché quello dei capelli (i miei sono grassi) è un mio problema (mi son detta: "Dai che magari la tua opinione servirà a migliorare qualche prodotto e ti risolvono il problema!)… (e poi figata…se lo shampoo entra in commercio, quando leggeremo sull’etichetta testato su 100 donne con questo tipo di capelli…una sarò io!!!)".
Invece di istinti piromani verso un sistema di scaffali da supermercato in cui, come dice Appadurai, siamo schiavi o al massimo selettori, ci sono masse di cittadini consumatori che mettono al centro del proprio orizzonte uno shampoo, come migliorarlo, come dare una mano a quell’azienda che lo produce. Essi vivono.
essi vivono (img tratta dal film di Carpenter)

Cosa succede a chi guarda troppa tv

Chi guarda troppa tv si convince che la normalità sia una sparatoria da film americano. I due sondaggi di Repubblica.it e Corriere.it sulla nuova legge sull’autotutela armata vedono in entrambi i casi la maggior parte dei navigatori a favore di questa legge.
Questo, alla fine però, non mi stupisce visto il contesto culturale proposto dai grandi media negli ultimi vent’anni. Mi fa incazzare la testadicazzaggine ovvero la mancanza di responsabilità verso la comunità di chi approva queste leggi. Solo demagogia.