“L’antipolitica sono loro”

Sacrosanto editoriale di Travaglio apparso ieri sull’Unita’:

“E a Villanova di Bagnacavallo sono quattro gatti, perlopiù di una certa età, e chissà come han fatto a sapere che c’erano i banchetti visto che non l’ha detto nessuna tv e quasi nessun giornale. Ma se a Villanova di Bagnacavallo si firma ancora, forse questa non è antipolitica: questa è superpolitica.
È antipolitica difendere la dignità del Parlamento infangata dalla presenza di 24 pregiudicati e un’ottantina di indagati, imputati, condannati provvisori e prescritti? È antipolitica chiedere di restituire la sovranità al popolo con una legge elettorale qualsiasi, purchè a scegliere gli eletti siano gli elettori e non gli eletti medesimi? È antipolitica pretendere che la politica torni a essere un servizio che si presta per un limitato periodo di tempo (dieci anni al massimo), dopodichè si torna a lavorare o, se s’è mai fatta questa esperienza, si cerca un lavoro come tutti gli altri? È antipolitica chiedere rispetto per i magistrati e dire grazie a Clementina Forleo e ai giudici indipendenti come lei?”

Geniale, c’è poco da fare

Dal discorso di Beppe Grillo a Bologna:

“Siete VOI che dovete riprendere in mano la vostra vita. Ritornare a fare politica ogni giorno. Al supermercato, a scuola, sul lavoro, al semaforo, nella natura, nel vostro condominio.
Non c’è nessuno dall’altra parte del muro. Se bussate, la porta rimarrà chiusa. Non credete più ai giornali e alle televisioni.
Mentono, mentono.
Banche, media, politica, grandi aziende sono la stessa cosa. Le stesse persone. Un mostro che divora il Paese, che vi fa credere quello che vuole, che intervista in ginocchio prescritti, mafiosi, corrotti e corruttori.”

Ora vediamo come se la cava la classe politica e, per esempio, i cittadini che andranno a votare per el primarie del Partito Democratico. Io, intanto, emigro a Belfast per altre due settimane per consegnare la mia tesi di master (“il ruolo delle emozioni nella costruzione dell’identità politica dei lussignani”) e per presentare un pezzo di questa a una conferenza accademica internazionale. In Italia no, non saprei dove presentarla questa tesi e probabilmente dentro l’università interessa poco. I motivi? In questi giorni Beppe Grillo ce li ricorda bene.

State dietro a Bora.La, curatelo e voletegli bene in questi giorni che non ci sono (insomma, autori: postate!)…

2 modi di comunicare. E la sostanza?

Oggi mi sono imbattuto in due interessanti video legati alla politica. Quello in cui Francesco Russo (margherita) si candida come segretario del Partito Democratico in Friuli – Venezia Giulia e quello di Beppe Grillo che vorrebbe mandare ‘affanculo’, in sostanza, l’intera classe politica che ci ritroviamo.
Gli stili sono straordinariamente diversi: accogliente e dialogante quello di Russo, arrembante e spaccatutto quello di Grillo. In qualche maniera questa differenza mi preoccupa perchè mi sembra significativa di come Russo e Grillo vogliano rappresentare due prese di posizione del cittadino molto diverse.

Qual è lo stile (e non c’è stile senza contenuti), tra Grillo e Russo, che rappresenta maggiormente i cittadini? C’è ancora spazio per lo stile di Russo senza un taglio netto e significativo col passato dei partiti? E l’iniziativa di Grillo servirà davvero a questo invocato taglio netto?
Con questi video che girano e blog di politici atutalè, ad ogni modo, la cosa si fa interessante…

Il video di Francesco Russo:

Il video di Grillo per il Vaffanculo Day:

(per chi vuole curiosare e capirne di più: ecco il gruppo di sostegno a BeppeGrillo di Trieste)

“E tu?” E mi fazzo question time per Russo / 1a puntata (?)

russo sul piccoloOggi su ‘Il Piccolo’, giornale ufficiale di Apatic City (© Zacchigna), Francesco Russo si è comprato un box pubblicitario sulla prima pagina: a pubblicizzare il suo nuovo blog, chiedendo a te e a me, “E tu?”.
Cioè: dopo che lui, Francesco Russo, 38 anni, triestìn, politico e professore universitario associato, gà scelto (“Io ho scelto”), el ne chiedi cossa femo noi.

Mi allora fazzo question time per Russo – visto che’l xè blogger volessi che ‘l me rispondi sul suo blog, no? The big conversation, i la ciama questa sui blog…

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Se fossi un cittadino romano…

… sarei un po’ incazzato che questo adesso si fa i tour promozionali per la sua candidatura di questo partito “democratico”. Ma perchè, mi chiederei, l’ho votato a Sindaco?

Do you remember Prima Repubblica?
La carica di primo cittadino romano era sfrontatamente funzionale alla contrattazione di potere col sistema partitico nazionale. In barba al tempo da dedicare ai cittadini di quella località.
Talis qualis.

Il piacere di essere ‘italiani’

- Bono Vox a proposito dell’impegno di Prodi sulla riduzione del debito: “we met with the Italian prime minister, Romano Prodi, and to be fair to the situation, the United States underpromised and has overdelivered; Italy overpromised and is really underdelivering” (Associated Press)

- Il New York Times sull’inquinamento in Italia: “While Europe’s other big polluters — Germany and Poland — have reduced emissions since 1990, Italy’s emissions have increased. This year, the European Commission deemed Italy’s plan for emission reduction to be inadequate, and the country faces billions of euros in fines unless it corrects the problem”

- Prodi a proposito dell’accesso dei giovani al mondo del lavoro: ““il posto non l’ho mai lasciato a nessuno neanche ai giovani. I giovani devono poter competere sfidando se stessi. Ho visto tanti giovani vecchi sponsorizzati da potenti, che poi si sono rivelati incapaci“ (tratto dal blog di un noto conferenziere, che giustamente irride Prodi)

Hotel Raphael? Sì, grazie

Ciampi dice no, che lui non ci sta, che l’Italia di oggi è infinitamente migliore di quella del ’92. . Sulla base di quali criteri?
Bertinotti
dice che l’aumento dell’astensionismo a queste politiche è colpa della crisi della politica. Illuminante!

Ma chi dice cose interessanti è il solito uomo dietro le quinte. D’Alema tenta di parare il didietro al sistema politico nazionale spiegando al pianeta – come se il pianeta non lo sapesse – che c’è un grosso pericolo di credibilità della politica – proprio come all’inizio degli anni ’90. Così, in altre parole, dice al mondo: ehy, io lo so che le cose non vanno così bene con la nostra elite romana, però io sono buono e voglio riformare veramente questo sistema. Insomma, lui è buono, non c’entra molto con chi sta al governo o all’opposizione, al massimo dispensa saggi consigli come un indovino.

Facile così.