Libertà di stampa sui media italiani

Dal blog di Beppe Grillo (post 1 e post 2):

“La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video… La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.

Rete 4 abusiva da mandare sul satellite: non pervenuta. Legge sul conflitto di interessi: non pervenuta. Corruzione di giudici per l’acquisto della Mondadori: non pervenuta. Televisione pubblica occupata dai partiti: non pervenuta. Wi Max regalato alle società di telecomunicazioni: non pervenuto. E voi, dipendenti infedeli che avete tradito il vostro elettorato, vi occupate, senza alcun mandato, di mettere sotto controllo la Rete? Ma chi siete? Chi vi autorizza?

Il prossimo V-day sarà dedicato all’informazione, sto decidendo la data. Chiederemo due cose:
- l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria
- l’abolizione dell’ordine dei giornalisti

Il pm che indaga su Mastella e Prodi: “strategia della tensione”

Dal Corriere.it:

«Le intimidazioni istituzionali, le pallottole, la richiesta di trasferimento da parte del ministro, e da ultimo l’avocazione di un’altra mia indagine e la fuga di notizie sull’iscrizione del ministro tra gli indagati, tutto questo è opera di una manina particolarmente raffinata»

Da quand’è che si trova sotto tiro?
«Da quando ho cominciato a indagare sui finanziamenti pubblici europei. Da allora, è scattata la strategia delle manine massoniche. Questo di oggi è solo l’ultimo atto. Staremo a vedere quali saranno i prossimi, visto che ormai sono considerato un elemento “socialmente pericoloso”»

Pregiudizi maschilisti nella concettualizzazione dei blog

Marchetto, Costa e io abbiamo scritto che lo stereotipo dei blog come alfieri della “conversazione on-line” sia solo un mito usato da qualche blogstar per affermare la superiorità del suo medesmo modello di blog (e quello che dentro ci scrive). Non esistono, non per caso, miti diffusi e dominanti che esaltano il blog come affermazione dell’espressione individuale creativa, della piccola socialità attorno a dei testi personali che raccontano la vita di ogni giorno. Queste cose le scrivevamo negli appunti per l’interpretazione dei dati di DiarioAperto.

Ora, mi imbatto in questa analisi di Susan Herring (e altri), forse la più prolifica autrice di articoli accademici a livello internazionale sul tema di generi e contenuti dei blog. Herring (vedi la sua home personale), tre anni prima di noi (sob!), scrive:

the apparent gender and age bias in contemporary discourses about weblogs arises in part as a result of focus on a particular blog type, the so-called “filter” blog, which is produced mostly by adult males. We argue that by privileging filter blogs and thereby implicitly evaluating the activities of adult males as more interesting, important and/or newsworthy than those of other blog authors, public discourses about weblogs marginalize the activities of women and teen bloggers, thereby indirectly reproducing societal sexism and ageism, and misrepresenting the fundamental nature of the weblog phenomenon. We conclude by advocating a broader characterization of weblogs that takes into account the activities of a majority of blog authors, and more research on weblogs produced by women and teens.

Weber: “Siamo nell’era dell’ansia”

Rvnet pubblica un interessante intervento di Roberto Weber, Swg, a una delle assemblee triestine per la costituzione del Partito Democratico. “Siamo nell’era dell’ansia”, dixi sior Weber. Highlights:

“la gente attende risposte pragmatiche su una serie di punti…
- la gente chiede sicurezza, la sicurezza vera, in giro per le strade e a casa (dalla violenza insomma, ndm)…
- ha paura dei cambiamenti climatici… è un tema che produce la massima insicurezza (sul futuro, ndm)…
- il cambiamento della legge elettorale…
- una risposta al precariato nel mondo del lavoro…
- il ricambio della classe dirigente… siamo un paese che tende un pochino alla stagnazione, no?…
la gente di centro sinistra è generosa, disponibile a dare tanti soldi alla politica (anche finanziandola coi propri soldi, cioè, ndm)…
voi candidati al Partito Democratico non dovete dargli il sol dell’avvenire, ma risposte pragmatiche”

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Ecco il video:

Dialogo al centro civico

Sono tornato a Trst da una settimana. Ieri, le impiegate in centro civico intente a sbabàr de colleghi e capi. Da una di loro afferro un frammento di dialogo:

"… Zà de questo te capissi come gavemo 24 condannai in Parlamento… Xè da zò, fin su…"

Intanto Matteo C., el mulo triestìn, me informa che sua mamma ha smesso di comprare i quotidiani e si informa solo tramite i blog, cioè tramite quello di Beppe Grillo. Allegria!

Rizzo e Stella: nuovi aumenti dei costi della politica

A parte gli sbalorditivi fatti riportati sull’aumento dei costi del Parlamento (“non vogliono capire”), sottoscrivo in pieno i punti di vista piu’ politici di Stella e Rizzo oggi sul Corriere:

certo, non tutto quello che ha detto il «giullare- à-penser» genovese può essere condiviso. Dall’invettiva del «Vaffanculo Day» lanciata in un Paese che ha bisogno come dell’ossigeno di un linguaggio più sobrio fino all’appoggio alle tentazioni di rivolta fiscale…

Ma quale autorevolezza hanno per liquidare Grillo quanti per anni e anni non sono riusciti a dimostrare la volontà, la capacità, la credibilità, la forza per cambiare sul serio questo Paese?…

Noi abbiamo visto piuttosto crescere una nuova consapevolezza. Quella che «prima» del legittimo diritto di ognuno di noi di sentirsi di destra o di sinistra, abbiamo tutti insieme un problema: una politica che ha allagato la società. E che, come dimostra il dibattito di queste settimane, non ha la forza non solo per risolvere i problemi ma neppure per metterli sul tavolo….

Insomma: viva le istituzioni, viva il Parlamento, viva i partiti. Però diversi: diversi. E soprattutto: è antipolitico chiedere che certi politici italiani la smettano di essere così presuntuosi da pretendere di identificarsi automaticamente con la Democrazia?

Il Foglio mi scrive…

… e questa sara’ l’ultima volta, visto questo mio post. Ecco la mail che mi e’ pervenuta:

Abbiamo iniziato una campagna di “commentizzazione” dei blog. Oggi abbiamo fatto tre pezzi, uno su “la bufala della democrazia blogsferica”, uno su “la rete? tempo rubato allo shopping”, uno su “il trombonismo internettiano. Che palle”. Volevo chiederti se ti andava di rispondermi a queste domandine. Dove è inutile un blog. Perché è utile. serve davvero a qualcosa? Serve a chi scrive o serve a chi legge? Eppoi dirmi anche una cosa sul perché è tutto una bufala e perché invece no.
Ovviamente è un pezzo ironico, scherzoso, senza prenderci troppo sul serio (calcola che quasi tutti qui al Foglio abbiamo più un blog, naturalmente).
Quindi se ti va mi risponderesti via mail o mi fai uno squillo.
Il pezzo devo farlo oggi, quindi anche se non ti va mi faresti sapere?
Grazie mille

Nel frattempo, nei blog col pageranking piu’ alto, nessuno commenta o approfondisce che cosa stia succedendo tra strumenti digitali vari, meetup, blog e Beppe Grillo. Oppure lo fa male. E questo non vuol dire che il Foglio lo faccia bene, vuole solo dire che il Foglio fa politica coscientemente.

Quando Eugenio Scalfari si scaglia contro

Cosa vuol dire quando barbacandida si scaglia frontalmente contro 300 mila persone che hanno firmato, tranquille e senza violenza, contro il sistema che pare incarnato da Scalfari – l’uomo che oltre ad aver fondato uno dei piu’ importanti luoghi di opinione di sinistra, ha sostenuto nel tempo Craxi, le enormi manchevolezze dei diesse contemporanei e cosi’ via? La risposta certo non puo’ essere slegata dal percorso umano di Scalfari e dal contesto in cui e’ incastonato il suo quotidiano, ma lasciamo stare la risposta. Valga solo l’osservazione che Scalfari cita: 1 volta sola la parola “internet”, 2 volte “blog”, 2 volta “rete” all’interno del suo lunghissimo articolo.

Propongo invece, rispetto alle critiche di Massimo Mantellini all’attivismo politico di Grillo, alcuni criteri di analisi che forse possono dare qualche chiave in piu’ per capire le motivazioni di Grillo e quelle dei 300 mila che hanno firmato a sostegno della legge “contro i privilegi dei parlamentari” (punti in linea di massima che condivido, malgrado Luttazzi).
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