I [ricercatori] precari si sentono «quasi» obbligati a salire in cattedra, oltre che per le loro materie con contratto a termine, anche per queste nuove supplenze gratuite a cui i docenti di ruolo hanno rinunciato. Per i precari, al contrario dei colleghi più anziani a tempo indeterminato, è più difficile dire di “no”. [...] Così i docenti di ruolo che invece hanno rifiutato le supplenze possono ottenere il nulla osta dalle loro facoltà per fare docenze a contratto, queste sì a pagamento, in altre università.
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