Uno studio dell’Uni di Udine sulla moria di api

AGRICOLTURA: MORIA API, STUDIO UNIVERSITA’ UDINE

(ANSA) – UDINE, 23 MAR – Individuare e studiare le malattie e
i parassiti che potrebbero essere fra le cause della moria di
api mellifere in corso da alcuni anni in Italia e in altri
Paesi: e’ l’obiettivo del progetto di ricerca biennale avviato
da un gruppo di esperti del dipartimento di Biologia e
protezione delle piante dell’Universita’ di Udine, finanziato
con 180 mila euro dal ministero delle Politiche agricole.
I ricercatori friulani realizzeranno un inventario dei piu’
importanti patogeni presenti negli alveari italiani grazie alla
collaborazione con l’Istituto di genomica applicata del Parco
scientifico e tecnologico di Udine.
Lo studio dell’Ateneo friulano fa parte del programma di
ricerca nazionale ApeNet promosso dal ministero, e coordinato
dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in
agricoltura, per cercare le cause del fenomeno e pianificare
strategie di intervento adeguate.
La moria di colonie d’api ha probabilmente diverse cause,
anche concomitanti, oltre alle malattie: parassitosi,
agrofarmaci, pratiche apistiche, modificazioni ambientali e
climatiche e la gestione del territorio.

Xè robe de vantarse

La valutazione nazionale 2008 della mia Scuola di Antropologia di Belfast:

The 2008 RAE results have confirmed Queen’s University’s reputation as a world leading centre for research in Anthropology. The exercise shows that 35% of Anthropology research at Queen’s is world leading (4*). Only two other Anthropology departments in the UK performed at this top level.

Anthropology was one of the three subject areas within the University to achieve the highest grade of world leading research. The Unit returned 100% of its staff.

For more information on research being undertaken in Anthropology at Queen’s, see:

http://www.qub.ac.uk/schools/AnthropologicalStudies/

DiarioAperto 2009: parte la ricerca su territori italiani e il loro rapporto con Facebook & co.

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Abbiamo messo on-line, come Swg e i partner che ci stanno dando una mano, il sito ufficiale di quella che speriamo sarà la prima grande indagine sugli utenti italiani dei social network. L’obbiettivo è raccogliere dati sul tipo di dinamiche che i social network (siti come Facebook, MySpace, Linkedin, ecc.) enfatizzano rispetto alle culture del territorio (tradizioni, idiomi locali, comunità culturali locali, eventi legati a questi filoni), al loro aspetto politico (leghismo, autonomismo, ecc.) e ai consumi legati a un certo territorio (cibo, turismo, notizie).

A partire dalla prossima settimana intendiamo far rispondere al questionario della ricerca almeno 2000 utenti di Facebook et similia. Fino a lunedì, potete mandarci proposte di domande da porre a questi utenti.

Dal mio articolo di presentazione dell’indagine:

non esistono dati pubblici e accessibili a tutti dove si analizzino il profilo sociodemografico degli utenti dei social network e la loro relazione col territorio italiano. Tramite la ricerca ‘DiarioAperto 2009’ intendiamo colmare questo vuoto. A promuovere la ricerca sono la società di ricerche Swg assieme a Regione Veneto, Fondazione Campagna Amica, Studenti.it, Università di Tor Vergata, il Sole-24Ore.com e la piattaforma digitale dell’inserto tecnologico di questo quotidiano, Nova100.com.

Intanto grazie mille ai prestigiosi blogger ed amici Massimo Mantellini e Vittorio Pasteris, che ne hanno già parlato.

Storia d’Italia 1990-2009

Tramite il blogger Massimo Mantellini, leggo l’’editoriale di Giovanni de Mauro su Internazionale che era in edicola cinque giorni fa:

Se uno dovesse riassumere in poche righe gli ultimi quindici anni di storia politica italiana potrebbe dire questo: il più caro amico di uno dei leader che simboleggiò la corruzione della classe politica del paese diventò l’uomo più ricco, l’imprenditore più famoso, il premier più amato, il leader del partito più votato; il segretario dell’ex partito neofascista diventò presidente della camera, terza carica dello stato; uno dei dirigenti dello stesso partito fu eletto sindaco della capitale; l’opposizione fu sciolta in modo democratico e le venne affidato il compito di autodistruggersi; gli ultimi dirigenti di quello che fu il più grande partito comunista dell’Europa occidentale lasciarono spontaneamente la guida a un uomo della Democrazia cristiana, il loro avversario storico; il resto della sinistra si divise così tante volte che alla fine raggiunse proporzioni omeopatiche; a raccoglierne l’eredità fu soprattutto un magistrato; intanto in tutto il paese si diffuse il fenomeno delle ronde. Ma è quello che venne dopo che fa paura.
Giovanni De Mauro

Università di Messina: i precari lavorano gratis, mentre i docenti di ruolo percepiscono doppi stipendi…

Racconta il Corsera:

I [ricercatori] precari si sentono «quasi» obbligati a salire in cattedra, oltre che per le loro materie con contratto a termine, anche per queste nuove supplenze gratuite a cui i docenti di ruolo hanno rinunciato. Per i precari, al contrario dei colleghi più anziani a tempo indeterminato, è più difficile dire di “no”. [...] Così i docenti di ruolo che invece hanno rifiutato le supplenze possono ottenere il nulla osta dalle loro facoltà per fare docenze a contratto, queste sì a pagamento, in altre università.