Giovanni Boccia Artieri sostiene, mi pare, che la “classe media digitale” sia diventata il nuovo fenomeno dominante in termini quantitativi tra chi abita la rete, in Italia.
Bene.
Invece, non mi convince quando sostiene che le pratiche di questa gente siano “superficiali” (…in rete possiamo sdoganare solo le pratiche degli intellettualoni?).
Non mi convince, soprattutto, quando sostiene come questi cittadini abbiano “un’idea della Rete [...] solo associata a stretti interessi personali che oscillano fra informazione ed intrattenimento”. Non credo che questi cittadini abbiano “un’idea della rete”. Quella ce l’hanno, mi pare, solo gli intellettualoni. Questi cittadini usano la rete senza teorie preconcette: perchè l’hanno vista usare e emulano quell’uso senza tante filosofie.
(grazie a Enrico Marchetto)