Mi rendo conto di non essere la persona più brava a comunicare quello che pensa. Magari le mie ricerche ogni tanto sono carenti in questo.
Ma quando sento interventi come quello di Giovanni Pola di Connexia all’”Osservatorio Multicanalità: la multicanalità lascia o raddoppia” di Nielsen (segnalato da Pandemia) mi chiedo davvero come e perché operatori del settore della ricerca su internet siano volutamente così astrusi, difficili da capire, pieni di gergo e che sembrerebbero solo interessati a vendere fumo. Solo per rendermi antipatico, segnalo alcune delle espressioni marziane (difficili da capire, potrebbero essere dette più semplicemente, oppure semplicemente sbagliate) usate nell’intervento di Connexia:
- “marketing and sales”
- “la complessità è oggi un fattore da cui non possiamo prescindere”
- “driver”
- “la televisione nata su internet è nativamente interattiva”
- “la filiera si è disgregata”
- “i motori di ricerca capiscono veramente la mia necessità”
- ”clienti reloaded”
- ”clienti open minded”
- ”influenzer” -> parola che in inglese non esiste
- ”un contenuto spazialmente georeferenziato”
- ”outernet”
- ”in qualche modo bucando lo schermo bidimensionale”
- “adesso i mercati sono intelligenti”
- adesso bisogna gestire quella che noi chiamiamo la conversazione di massa” -> sì, voi, non quattro autori americani dieci anni fa
- “community branded”
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Ciao!
innanzitutto ti ringrazio dei commenti, in effetti è difficile prevedere la platea che si ha davanti e mi rendo conto che il linguaggio era forse troppo tecnico e magari carte cose erano un po’ difficili.
Una cosa sola però, ci terrei a dirla…
http://en.wikipedia.org/wiki/Influencer_marketing
Influencer (con la C, anche nella presentazione era così) esiste…
Dai, a parte gli scherzi, fa piacere essere bacchettato, quando necessario…
A presto,
G
ehehe
ma anche io lavoro nel settore
eppure questi termini non li uso
ooops, è sparito il mio commento… ciao!
?!?