3 ottobre la Sapienza di Roma, il più grande ateneo d’Italia e d’Europa, ha eletto il proprio rettore. Luigi Frati, da 17 anni preside di Medicina e Chirurgia1. diventa il terzo rettore consecutivo della Sapienza di Roma con uno o più figli nella sua stessa università. Nel suo caso, entrambi sono stati chiamati (ed uno di questi nella sua stessa facoltà) quando egli era già preside. Ma in facoltà gli fa compagnia anche la moglie, ex insegnante di lettere al liceo, ora ordinaria di Storia della Medicina.
Segnalo, oltre al solito Raffaele Simone, anche questo libro di Roberto Perotti. Dalla quarta di copertina:
L’università italiana sta morendo di nepotismo, scarsa selezione nel vagliare il corpo docente, mancanza di incentivi alla produzione scientifica, incapacità di individuare prospettive da seguire da parte di chi ha il compito di governarne l’evoluzione. L’università italiana non è produttiva né equa, non facilitando la mobilità sociale. Praticamente ogni ministro ha legato il proprio nome a una rivoluzione dell’università, suscitando dibattiti infiniti su ogni comma di legge. Ma un osservatore esterno che guardasse ai risultati invece che ai mille rivoli delle normative non si accorgerebbe di nulla. Ciò che serve è una cosa sola: abbandonare l’illusione di poter controllare tutto dal centro e introdurre invece un sistema di incentivi e disincentivi efficaci. Questo saggio è la fotografia impietosa di una catastrofe educativa che pesa sul futuro dell’Italia. Ma anche la coraggiosa proposta di alcune riforme semplici e radicali, per rompere definitivamente con decenni di palliativi. Un sistema dove sia nell’interesse stesso degli individui cercare di fare buona ricerca e buona didattica ed evitare comportamenti clientelari. Un sistema in cui ogni ateneo possa fare quello che vuole, ma dove chi sbaglia sia chiamato a pagare. Un sistema che elimini la straordinaria iniquità attuale, in cui le tasse di tutti finanziano l’università gratuita dei più abbienti.
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Mah
El tuo discorso, sinceramente, me par offtopic con la protesta.
OK coi incentivi, grembiulini, ecc.
I fatti xe altri: Tremonti ga de ripianar debiti assurdi, e per questo el fa dei tai. Bei grandi, tra l’altro.
Baroni o no baroni, quanti soldi spendi l’Italia nel università e ricerca? Sempre tropi, disi quei che xe a favor de sta legge.
I dati però xe altri! varda qua, fin al fine…
http://www.youtube.com/watch?v=IjzPGXlfFX8
E zerca de capir che in Italia le priorità xe aumentar i fondi, per garantirse un futuro miglior, no viceversa!
Una volta che gavemo dado sto punto per scontado, parlemo pur del resto.
non son d’acordo,
la priorità xè aver un sistema che possi, potenzialmente, funzionar
se el pol, potenzialmente funzionar perchè i suoi mecanismi xè dignitosi, alora e solo alora te lo pol finanziar
visto come va le robe in Italia, te par più probabile che vadi a finir come digo mi, che se taia e dopo se vivacchia per decenni, o che stranamente tra 6 mesi vien fora una megariforma con finanziamenti graduali, con mecanismi funzionanti?