morbìn!

La batalia dei ovi. Ma mi cossa c’entro coi ortodossi? E perchè la Nato sa zà tuto?

mar 21st 2008
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ovi.jpgDe co iero putel, mio papà (o forsi sua mama) me gaveva insegnà sto zogo: la batalia dei ovi.

Insoma, ogni Pasqua se trovemo a casa mia e zoghemo coi ovi duri colorai e co le decalcomanie.

E, co iero putel, pensavo che tuti zogassi a sta bataglia dei ovi che funziona cussì: xè un scontro un contro un, de do de lori che xè sentai intorno ala tola, un di fronte de l’altro; e ognidun tien un ovo duro in man; e ognidun tenta de romper l’ovo de l’altro, prima co la punta de l’ovo quela più aguza e, secondo e eventual terzo raund, co le punte de drio, quele più tonde.

Ala fine xè un ovo che xè el campion de Pasqua come el suo proprietario.

E dopo, co son diventà più grandeto, go capì che solo a casa mia se zogava sto zogo che no go mai trovà nissun altro a Trieste che lo zogassi.

middlesex.jpgTutto questo fino a due mesi fa. Quando leggo questa pagina di quello stupendo romanzo che è Middlesex di Jeffrey Eugenides (io ho letto la versione stampata nel 2004 negli Oscar Mondadori), che racconta le vicende di alcuni emigrati greci in America:

… adesso il mio fratellino di cinque anni e Jimmy Papanikolas tengono in mano un uovo ciascuno. Dipinte con il colore del sangue di Cristo, altre uova sono dentro una ciotola della sala da pranzo. Uova rosse anche sulla mensola del camino. E appese nei sacchettini di stoffa sopra le porte.

Zeus ha liberato tutti gli esseri viventi da un uovo. Ex ovo omnia. L’albume è diventato cielo, il giallo si è trasformato nella terra. Durante la Pasqua greca facciamo ancora il gioco delle uova. Jimmy Papanikolas tende passivamente il suo, mentre Chapter Eleven lo assale per colpirlo con l’uovo che ha scelto lui. Se ne rompe sempre uno solo dei due. “Ho vinto” grida Chapter Eleven. Adesso tocca a Milton sceglihere un uovo dalla ciotola. “Questo mi sembra buono. Robusto come un blindato Brinks”. Lo alza. Chapter Eleven si prepara a colpirlo, quando mia madre batte un colpo sulla spalla di mio padre interrompendo il gioco” (pag 244-245).

E dopo vado a Belgrado. Ne parlo con Maria, la mula de Mate: discoverzo che la batalia dei ovi è un gioco che va per la maggiore anche nella pasqua serba. Tanto che, a pasqua, Maria da bambina se ne andava a scuola, come tutti, col suo uovo duro per sfidare gli altri bambini.
Che robe. Ma mi e la mia famiglia cossa c’entremo coi ortodossi? Chisàdio…

Sempre precisi, quelli della Nato sono gli unici a riportare sul web la stessa tradizione a proposito dei bosniaci, stavolta (vedi l’ultimo paragrafo). Glom.


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10 Responses

  1. Gaspar scrive:

    Da sempre a casa mia si gioca alla guerra delle uova di Pasqua, come da tradizione Polacca.

    Ciao Enrico, buona Pasqua!

  2. enrico scrive:

    gaspar: stupendo.
    dalla polonia, alla serbia, alla bosnia, alla grecia, a trieste… fino alla romania. ecco infatti un aggiornamento:

    francesco b. mi informa che anche la famiglia di sua moglie, che è rumena e ortodossa, osserva la stessa tradizione giochereccia. accompagnano la sfida tra le uova con delle formule religiose che qua non ripeterò. (francesco, scrivile ti dei che mi no me ricordo)

    enrico marc., noto creativo telematico euroregionale, mi chiede delle specificazioni:
    - ma, nel mentre della tenzone, si può nascondere l’uovo all’avversario?
    - risposta: no, non si può. le estremità dell’uovo si devono sempre confrontare, a culo (dell’uovo) scoperto.

    altra domanda del creativo:
    - e se nello scontro tra le due uova si rompono le estremità del guscio di entrambi i concorrenti?
    - risposta: in cotal caso entrambi i giocatori devono girare l’uovo e usare l’altra estremità, che sarà per forza di cose quella più tonda e più debole. va notato come raramente capiti che in uno scontro tra uova dure si frantumino le punta contrapposte delle due uova…

  3. mattia scrive:

    a me sembra che in uno tra i vari romanzi locali che ci facevano leggere al Galilei, c’era questa scena raccontata. Ma la vecchiaia mi impedisce di ricordare il nome di tale libro. Azzarderei Svevo…ma ribadisco, la vecchiaia.

  4. enrico scrive:

    mattia, boh, no go memoria più per quei ani cussì lontani dela nostra giovineza.
    e poi, dopo aver visto el sito che te me ga segnalà…
    ma alora forsi la mia tradizion la vien da “Urbania (Marche)”???

  5. antonio scrive:

    In Polesine “el scosso di ovi” (il cozzare delle uova come gara) era molto diffuso tanto che in una frazione di Rovigo, Boara Polsine si facevano le gare sulle banche dell’ Adige e coinvolgevano tutto il paese.
    ciao beo.

  6. laura russo scrive:

    ciao enrico
    mio nonno era greco … io da piccola ho sempre giocato alla battaglia delle uova….
    ah! se ci fossimo confrontati prima non ci saremmo sentiti così soli e incompresi per le tradizioni ortodosse… :)

  7. gino scrive:

    la notizia è certa!!!al ministero dell’educazione e dello sport della repubblica slovena,il sottosegretario del ministro si scopa allegramente una sua “sottoposta” (pare che si tratti di una certa tina usaj)che sta facendo carriera molto in fretta!!!la notizia mi è confermata da una amica che lavora nello stesso ministero.tutto il mondo è paese…

  8. gino scrive:

    ma io volevo fare uno scherzooooo………ah,ah

  9. flavio scrive:

    dev’essere proprio una gran puttanona!!!vabè,tutto il mondo è paese..

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