I Meetup di Grillo: internet è diventato credibile per fare politica

E’ uscita oggi la ricerca che ho curato per conto di Swg sul multiforme movimento degli “Amici di Grillo”. La ricerca ha una metodologia etnografica (non è un sondaggio, insomma!). Ci ho messo così un po’ di mestiere antropologico imparato a Belfast nell’ultimo anno.

Ho lavorato a questo testo realizzando interviste approfondite con dodici attivisti del movimento, tra cui alcune splendide persone come Roberto Fico del Meetup di Napoli. Otre a Napoli, sono stato un intervistatore e un osservatore partecipante di eventi anche a Trieste, Prato e Treviso.

Non è una ricerca che viene fuori con qualcosa di contro o a favore di Grillo o, meglio, del movimento che è stato da lui scatenato e che a lui spesso si ispira. Tento di carpire il punto di vista di chi è attivo nel movimento. Quali sono le emozioni che spingono la gente a partecipare su Meetup.com e fuori da internet. Come internet influisce sull’organizzazione di questo movimento. Cosa c’è di originale nelle idee, cioè nelle azioni di questi cittadini.

Qua trovate la pagina con i documenti della ricerca: una sintesi di 5 pagine più accessibili a tutti e il documento completo di 67 pagine (pdf) con svariate citazioni di intervistati, interpretazioni approfondite e un po’ di letteratura comparata.

La ricerca è stata ripresa in esclusiva da Massimo Mantellini e Punto Informatico con l’editoriale della settimana e un’intervista a me. Massimo piglia quello che anche per me è l’aspetto più importante e concreto che viene fuori dai miei dati ovvero dalla mia interpretazione: che i forum dei Meetup sono considerati dagli “Amici di Grillo” come un luogo credibile per discutere di politica. Visto che questo movimento raggiunge un audience variegata e di massa, mi sembra di aver così intercettato un trend piuttosto importante per la politica che parla in italiano o lingue simili…

Ho segnalato la ricerca come thread dei forum dei Meetup con cui ho interagito: quello di Napoli; di Trieste; di Treviso; di Prato. Poi, c’è un thread aperto anche sulla board nazionale dei Meetup.

Della ricerca ne hanno parlato anche Valerio Fiandra su Bora.La e, brevemente, Stefano Vitta.


Avevo presentato un pezzetto della ricerca a dicembre: ecco il video girato da Mauro Del Pup in occasione del Mittelcamp di dicembre che è anche pubblicato qua sopra. Ricordo che assieme a Francesco Biasiol avevamo prodotto un piccolissimo videoclip in inglese di presentazione di Grillo e di grillini e cicale. E c’è una presentazione powerpoint che avevo curato, anche quella per il Mittelcamp.Aggiungo che sono un po’ nauseato dell’incapacità di realizzare qualcosa di significativo per il cambiamento politico: i Meetup mi hanno dato raramente la sensazione di poter essere un agente in questo senso.

Una ottima eccezione è data dal Meetup di Napoli dove ci sono dei brillanti pensatori e delle “brave persone” (ammesso che questo epiteto voglia dire qualcosa…).

A parte questi cittadini napoletani, c’è da sbattere la testa per terra. Qualche presa di posizione come quella in questo post di Francesco Russo ogni tanto mi fa ravvivar qualche speranza ma subitanea ritorna la sensazione che siamo tutti impigliati in una ragnatela di interessi e traiettorie che nessuno, o nessun gruppo, ha la volontà ferma di modificare. Ci vorrebbe uno stop, emozionale e denso di contenuti. Azioni significative, di rottura e palesemente lungimiranti. Stop?

Parla come un grillino, ma non gli basta internet: vuola una tv

Niente titoloni dei grandi giornali per lui. Ma “Francesco Di Stefano, patron di Europa 7, si era aggiudicato una concessione nazionale” per un canale televisivo nazionale. Ora l’Unione Europea gli ha dato ragione. Ecco cosa dice in un articolo di Repubblica:

“In base a quello che hanno stabilito lo stesso ministero e la stessa Autorità sulle comunicazioni, so che alcune reti utilizzano frequenze eccedenti, cioè in esubero. E tra queste, c’è anche Retequattro che non ha neppure una concessione, ma un’autorizzazione transitoria”.

“È un festival di colpe! Vede, in questo momento provo una grande gioia. Ma l’amarezza è ancora più grande. La colpa è di tutte le istituzioni, di tutti i governi, di tutti i ministri che si sono succeduti in questi anni. Sono tutti ugualmente colpevoli di questa ingiustizia”.

“il centrosinistra ha tradito soprattutto il popolo italiano. Bastava un decreto-legge per mantenere gli impegni. Sono passati quasi due anni e non hanno concluso niente”.

“Non mi riconosco né nella destra né nella sinistra. Voglio avere a che fare solo con gente seria”