Senatore in fuga, candidato a sindaco AAA cerca attivisti digitali

Willer Bordon è un politico navigato che da anni si mette a cavalcare l’onda un attimo prima che quell’onda diventi popolare. Così, mentre sta dando le sue dimissioni da senatore per lasciare la barca che (secondo lui) affonda dell’Unione, ha aperto il suo blog e sta per lanciare i suoi Meetup, come Grillo e Howard Dean

15 pensieri su “Senatore in fuga, candidato a sindaco AAA cerca attivisti digitali

  1. ora mi spiego meglio…

    In passato è stato deputato del Partito Comunista Italiano, poi iscritto contemporaneamente al Partito Radicale. È anche stato un esponente del Partito Democratico della Sinistra, nato dalla trasformazione del PCI.

    Già sindaco di Muggia (Trieste), è stato eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1987.

    Nel 1993, con Ferdinando Adornato, uscì dal PDS per aderire al nuovo partito politico di centrosinistra Alleanza Democratica, fondato da Mario Segni.

    Dopo che nel corso del tempo AD si disfece, Bordon ne rimase a capo, per poi farla confluire in Unione Democratica. Nel frattempo fu sottosegretario ai Beni Culturali durante il governo Prodi I, Ministro dei Lavori Pubblici durante il governo D’Alema II e Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio durante il Governo Amato II.

    Bordon nel 1998 partecipò anche alla fondazione dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, e nel 1999 de I Democratici. Confluì insieme a I Democratici ne La Margherita: nel 2001 venne eletto al Senato ed è stato capogruppo del suo partito per la XIV legislatura.

    Alle elezioni politiche del 2006 è stato rieletto al Senato.

    Nel settembre del 2007 lascia la Margherita e con il senatore Roberto Manzione fonda una nuova Unione Democratica, in protesta contro il Partito Democratico da loro considerato sommatoria di partiti. Due mesi dopo il suo partito avvia una collaborazione stretta con i Liberal Democratici di Lamberto Dini ed altri fuoriusciti della Margherita.

  2. TEX Willer el ga visuo in mezo a “bora” e cossi el ga imparà a spostarse col vento…..in poche parole è un venduto!
    ciao Jessica
    Ps:se beo el to blog!

  3. del resto bordon scrive anche cose interessanti:

    Ho l’impressione che non si avverta la dimensione da Tsunami dell’ondata che sta per riversarsi complessivamente sul ceto politico e sulle sue istituzioni. Anche il sistema politico, e al suo interno l’organizzazione dei partiti, lungi dal correggere queste tendenze, si costituisce come un sistema di rendite, spesso difese da prassi consolidate, connotate dal privilegio quando non dall’illegalità. C’è un vuoto di credibilità di un intero gruppo dirigente.

    I privilegi vengono considerati insopportabili perché incardinati in un ceto politico che si giudica inefficiente. La gente sembra dirci: non ci fidiamo più di voi. Andatevene tutti a casa. Certo, c’è in questo una pulsione pericolosa, ma sarebbe sbagliato confondere la causa con l’effetto.

    L’ho detto e lo ripeto: l’antipolitica non è il contrario della politica, ma è il prodotto della cattiva politica. Oggi l’antipolitica troppo spesso sta a Palazzo. Sempre di più la politica si trova a negare la sua stessa radice, che ne fa servizio e rappresentanza degli interessi comuni, “tecnica specialistica” non fine a se stessa.Oggi la politica, è spesso autorappresentazione di interessi personali o al massimo di una nomenclatura nella quale la dimensione dell’interesse di “casta” finisce a volte per essere cemento superiore alle formali divisioni dello scacchiere politico.

    La “prima Repubblica” è crollata sotto il peso della sua insipienza, della sua arroganza, dell’abbandono di qualsiasi etica della responsabilità nel governo della cosa pubblica. La seconda, forse mai nata, rischia di implodere drammaticamente nel riprodursi statico e ormai francamente non più sopportabile di un rito già inaccettabile quindici anni fa.

  4. Sorry, leggendoti da Blak berry mi era sfuggito il piccolo particolare. La conclusione rimane la stessa (anche epr il tuo concittadino Bordon)

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