Carico qua (in .doc) la seconda parte delle bozze della mia ricerca sui Meetup legati a Beppe Grillo: i capitoli 3 e 4. La ricerca è stata condotta a Trieste, Napoli e Prato.
In questi capitoli sintetizzo il mio punto di vista e, spero, quello dei miei intervistati in merito a 1) la capacità di incidere dei Meetup nel gioco politico locale e 2) qual è l’agenda politica degli attivisti dei Meetup.
Alcuni tratti salienti:
- malgrado il profondo scetticismo verso l’efficienza e la moralità dei partiti e di chi è presente nella politica ‘tradizionale’, ogni gruppo locale dei Meetup si trova a gestire rapporti piuttosto pacifici con sindaci, assessori e consiglieri comunali
- i risultati più significativi tra i Meetup su cui ho lavorato sembrano essere quelli del Meetup napoletano: Grillo e gli attivisti sul territorio hanno dato un importanto contributo allo stop della privatizzazione dell’acqua in Campania
- I Meetup sono anche in contatto, e vi collaborano, con una nutrita serie di associazioni e comitati civici sui territori. Non solo sono i Meetup a cercare la collaborazione con le strutture senza fini di lucro presenti sul territorio ma c’è anche un numero (crescente?) di associazioni che vede positivamente la collaborazione coi Meetup. Uno degli attivisti di Napoli, Manlio Converti (ha un blog) analizza quella che a lui sembra una tendenza nazionale: “I Meetup tendono a acquisire le competenze dei vecchi gruppi associativi e politici che si sono esauriti e portano nuova linfa a queste istanze”.
- Ho individuato sei tematiche in cui, di solito, ricadono le preoccupazioni più importanti dell’agenda politica dei Meetup locali: ambiente e energia; mobilità e accessibilità all’ambiente; acqua pubblica; e-democracy; democrazia diretta; economia alternativa
- I Meetup hanno una spasmodica attenzione alla ricaduta pubblica delle proprie iniziative, soprattutto sui media. Pertanto sono spesso discusse collegialmente – in riunioni piuttosto accese – le modalità con cui comunicare un’iniziativa. In sintesi, i Meetup sono coscienti del potere importante dei media nel gioco politico. In queste dinamiche, sfruttano il nome di Grillo a loro favore. Ma non sfruttano localmente appieno internet e gli strumenti che Grillo, a livello nazionale, ha fatto sì diventassero cruciali per questo movimento; meglio, secondo loro, sfruttare volantinaggi, giornalini di carta e la comunicazione orale faccia a faccia
Scarica:
- bozze del capitolo 3 e capitolo 4 della ricerca sui Meetup legati a Grillo (.doc)
c’è un passaggio nel mio testo in cui dico che i MU sono decisamente influenzati, nella loro agenda politica, dai temi trattati ‘nazionalmente’ dal blog di grillo.
va notato che questa mia affermazione non poggia, ancora, su un’analisi quantitativa sistematica dei contenuti del blog di grillo.
importante dire, poi, come il ventaglio di contenuti ‘nazionali’ di grillo siano più o meno gli stessi anche nei suoi spettacoli, a cui partecipano decine di migliaia di persone (tra cui i meetuppers) e che sono scaricabili dalle reti p2p.
Bata con ‘sti word! Leggiti questo interessante documento: http://www.gnu.org/philosophy/no-word-attachments.it.html
BaSta!
stallmann: “Gli allegati Word sono fastidiosi, ma soprattutto impediscono alle persone di passare al software libero”
falso,
openoffice legge benissimo word.
se il formato doc è standard questo non significa che io sostenga le politiche monopoliste di microsoft.
fosse per me, li costringerei a modificare tutta la loro politica di mercato.
porca pupazza, bel lavoro mulo, bel lavoro!
no so cossa dirte de più parché no go critiche de farte…
Enrico scrive:
“falso,
openoffice legge benissimo word.
se il formato doc è standard questo non significa che io sostenga le politiche monopoliste di microsoft.”
Purtroppo non lo legge benissimo, per diversi motivi; al massimo puoi dire che lo legge benino.
Se tu scegli lo standard sbagliato, scartando altri standard, stai di fatto esprimendo un sostegno.
purtroppo ms word è meglio di openoffice.
i file che salva in doc mi consentono di salvare dei file più raffinati graficamente.
quindi uso word e salvo in doc.
la mia non è una scelta politica ma di mera utilità.
bramo il giorno in cui open office sarà meglio di ms word. così, ora, non è.
TORNANDO SULLA RICERCA:
- mi sembra sempre abbastanza bizzarro che i meetupper non usino strumenti come myspace, facebook, giovani.it, catene di sant’antonio via sms o e-mail…
- è bizzaro che pochissimi meetupper non siano autori di blog sulla realtà locale… blog locali che, tra l’altro, potrebbero essere certamente interessanti visto che la mole di informazioni e la qualità dei contenuti all’interno delle riunioni dei meetup è spesso alta e significativa.
bizzarro…
nè tantomeno ci sono discorsi o pratiche circolanti nel movimento in merito all’utilizzo strategico di mezzi così efficaci nel passaparola come gli instant messenger (msn, skype, ecc.).
MA NON SARA’ CHE…
grillo di questi strumenti (altri blog oltre a quello suo, myspace, messenger, ecc.) proprio non ne parla sul suo blog e nei suoi spettacoli. o meglio: parla da tempo di skype come strumento utile a risparmiare sulle spese telefoniche ma non come strumento per informarsi e mobilitarsi collettivamente.
se è vero che l’agenda locale dei temi dei meetup è dettata da grillo, non sarà anche che grillo ha una grossissima influenza sulle modalità organizzative dei meetup (www.meetup.com incluso, ovviamente)?
“On January 20, 2001, President Joseph Estrada of the Philippines became the first head of state in history to lose power to a smart mob. More than 1 million Manila residents, mobilized and coordinated by waves of text messages, assembled at the site of the 1986 “People Power” peaceful demonstrations that had toppled the Marcos regime”. (Rheingold, 2002, p. 157)
ATTIVISTI/CITTADINI FILIPPINI PIU’ RAFFINATI TECNOLOGICAMENTE DEGLI AMICI DI GRILLO?
cf.
Rheingold, H. (2002). Smart mobs. Cambridge, MA: Basic Books.
(ok, il mio blog serve per farmi ragionare con me stesso, compatitemi…)
SULL’INCISIVITA’ DEL MOVIMENTO.
copio-incollo dai miei appunti:
A metà ottobre mi sono ritrovato a osservare una manifestazione a Trieste per la chiusura di una fabbrica presente in un popoloso quartiere della città. Giuliano Fogar, leader dei comitati civici e attivista di un circolo locale da ben prima dell’ingresso dei Meetup nella vita politica, nella sua perorazione col megafono ha iniziato a usare una serie di concetti che derivano chiaramente dalla retorica di Grillo. I consiglieri comunali di Trieste così diventano per Fogar “quattro amici” o meglio “i nostri dipendenti”, i giornalisti del quotidiano locale diventano servi del potere politico e economico.
SUL CLIMA GENERALE IN CUI IL MOVIMENTO OPERA E SUL RUOLO DI GRILLO COME MEGAFONO E OPINION-MAKER DELLA “SFIDUCIA DEGLI ITALIANI”:
Una lunga sequenza di persone a cui ho raccontato gli scopi della mia ricerca, anche se non direttamente legate ai Meetup, si sono dette favorevoli a “quello che dice Grillo” – e mi è capitato più di una volta di sentire o leggere on-line persone che affermano “di volersene andare dall’Italia”.
Scrive Diamanti (2007):
“A un primo sguardo, la chiave di lettura di questo decimo “Rapporto sull’atteggiamento degli italiani verso lo Stato”, condotto da Demos per la Repubblica, è la stessa degli ultimi anni. La sfiducia. Ha sfondato ogni limite. Nei confronti delle istituzioni, soprattutto, ha raggiunto un livello mai raggiunto dal 2000 ad oggi… La “sfiducia apatica”, però, va oltre. Non evoca pessimismo, ma eclissi del futuro. Incapacità di guardare e di pensarsi oltre il presente. Anche perché, oggi, il linguaggio della politica e delle istituzioni risulta largamente incomprensibile. Due italiani su tre, d’altronde, ritengono che, ormai, non vi siano più grandi differenze tra i partiti. Certo: metà di essi pensa che “senza partiti non vi sia democrazia”; ma l’altra metà, di riflesso, la pensa in modo diverso. Anzi, circa il 40% sostiene che, anche senza partiti, la democrazia possa funzionare egualmente bene.”
scolta, ma le elucubrazioni sul fatto che i grillini usino poco skipe, messenger, flickr, dove portano? nel senso, c’è un deficit di ‘tecnologizzazione’ oppure il fatto che il dialogo e le modalità di comunicazione sono un pò calate dall’alto non permette lo sviluppo di altri canali comunicativi? è questa la domanda?
non so bene dove mi porta…
forse sul fatto che da una parte (opinione pubblica nei media main stream) non percepisce il livello di tecnologizzazione di questo movimento (che viene definito generalizzando e sbagliando come “popolo dei blog”). dall’altra la gente in sto movimento non è particolarmente raffinata dal punto di vista dell’uso della tecnologia ai fini dell’informazione e della mobilitazione
famosi anche in francia:
http://www.la-croix.com/article/index.jsp?docId=2326726&rubId=786
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