Te se ricordi dele api?

Glom. Dalla mailing list di Italieni – Internazionale:

Ultimamente in Italia c’è un alta mortalità di api causata dall’inquinamento. Lo scorso anno gli insetti si sono ridotti del 30/50 per cento, ha dichiarato l’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici). La moria di api sta causando gravi conseguenze economiche:
finora sono stati persi circa 250 milioni di euro e la crisi minaccia di espandersi anche ad altri settori agricoli. Vai all’articolo di El Pais

Sono troppo avanti

4 minuti fa, in virtù del mio nuovo cell Nokia E51 sono diventato troppo avanti.
Tramite la connessione wi-fi dell’ufficio, ho usato Fring per usare Skype per chiamare la mia amica Verena (mia! perchè sono avanti!) che, all’interno della lan del suo ufficio, usa xlite per telefonare ovvero stare su Skype.
L’audio era come quello di 25 anni fa quando “per vedere com’era” chiamavo da casa mia a gente in Cina a caso.
Ma sono troppo avanti, cioè.

A questo punto mi manca di aprire un mio blog personale e andare a un barcamp.

Senatore in fuga, candidato a sindaco AAA cerca attivisti digitali

Willer Bordon è un politico navigato che da anni si mette a cavalcare l’onda un attimo prima che quell’onda diventi popolare. Così, mentre sta dando le sue dimissioni da senatore per lasciare la barca che (secondo lui) affonda dell’Unione, ha aperto il suo blog e sta per lanciare i suoi Meetup, come Grillo e Howard Dean

Importanza dei media secondo i Meetup e utilizzo del marchio “Grillo”

Ieri sera e stamattina ero a Treviso, dove sono stato ospite dello splendido Fabio Marzella. Così ho partecipato alla riunione di uno dei due Meetup di Treviso e ho potuto conoscere una persona straordinaria che è Giorgio Marangon, classe 1969, imprenditore edile a Treviso e (spero si possa dire) prossimo candidato nella lista civica vicina a Grillo nel comune della Marca. Ho intervistato Giorgio stamattina. Pubblico di seguito alcune considerazioni sulla percezione dell’importanza dei media in politica, secondo Giorgio, e sull’utilizzo del marchio ‘Grillo’ secondo Fabio – le pubblico qua perchè non sono sicuro di riuscire a pubblicare tutto nella versione finale della mia ricerca sul movimento degli “Amici di Grillo”.

Giorgio mi segnala questo passaggio da un libro che sta finendo di leggere, “Tav in Val di Susa – Un buio tunnel nella Democrazia”, di Marco Cedolin. Eco un toco del libro:

L’importanza dell’informazione nella nostra società contemporanea è enorme, così come spaventoso si rivela il potere concentrato nelle mani dei grandi media che gestiscono la costruzione della realtà. Quasi tutto ciò che conosciamo e travalica le mura della nostra casa, della fabbrica o dell’ufficio in cui lavoriamo e della ristretta cerchia dei nostri amici e delle nostre conoscenze non esiste nella sua vera natura, bensì in quella in cui i media hanno ritenuto di rappresentarlo” (Cedolin 2006: 90).

Fabio Marzella, sociologo indipendente e attivista nel movimento a Treviso, mi dice che per lui la capacità mediatica del movimento si basa molto sull’immagine di Grillo nelle redazioni della stampa locale. “Il nome di Grillo viene utilizzato come forte richiamo mediatico per ottenere il ‘consenso’ dell’opinione pubblica, un po’ come un marchio di garanzia”, secondo Fabio.

Diversi attivisti che ho intervistato mi hanno fatto notare come il fatto che ogni iniziativa proposta dai Meetup sia associata al nome di Grillo faccia pubblicare molto più facilmente le notizie riguardanti le attività del gruppo sui media locali. Questo tipo di dinamica, probabilmente, sta alzando sensibilmente la capacità o almeno la potenzialità di incidere nella vita politica locale da parte di questi Meetup.

I giornalisti, insomma, sembrano attendere niente altro che un evento legato a Grillo o almeno al suo nome. Tanto che a Trieste, il quotidiano locale raccontava erroneamente come la manifestazione la fabbrica Lucchini fosse stata organizzata dal Meetup di Grillo assieme a un insieme non definito di altre organizzazioni. Era vero piuttosto il contrario, come detto: il Meetup era solo uno dei componenti di una serie di comitati di cittadini che alla fine sono riusciti a portare in piazza almeno 500 persone.

Cantastorie reloaded

Non sono solo i blogger a essere identificati come i nuovi cantastorie (o storyteller) postmoderni: come dicevamo Marchetto, Costa e io per Swg nel nostro articoli sui blogger come nuovi story-teller, à-la Benjamin 2.0. Non solo si moltiplicano nelle università anglofone gli studi e i corsi sul digital story-telling. Anche Nokia, in Italia, propone a ogni consumatore di diventare un cantastorie digitale… Ecco l’inserzione pubblicitaria di Nokia N82 che appariva poco fa su Repubblica.it:

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V-Day 25 aprile 2008 sull’informazione: per una agenda mediatica un po’ più indipendente dal Pollaio

Beppe Grillo ha lanciato (vedi il video) per il 25 aprile 2008 un nuovo Vaffanculo-Day, dalla sua plancia di comando anche in virtù dela sua profonda influenza su un movimento politico-mediatico di oltre 60mila persone da lui creato. Per il giorno della Liberazione 2008, il comico (leader politico? megadirettore editoriale? ispiratore e scatenatore?) propone a tutti i gruppi locali degli ‘amici di Grillo’ di organizzare una raccolta firme per un referendum abrogativo di alcuni privilegi della ‘casta’ dei giornalisti e delle case editrici in Italia:

V-Day, giorno del vaffanculo 2008.

Vaffanculo ai media questa volta, e al quasi miliardo di euro pubblici (glom!) che ogni anno sovvenzionano un sistema mediatico italiano che, secondo un autorevole studio internazionale, è stato ritenuto un sistema semi-libero, un sistema mediatico da semi-democrazia insomma.

Tanti miei amici che si sentono progressisti e democratici mi dicono che Grillo è un populista, un demagogo, che parla solo lui e non ascolta gli altri e che, come dice il caporedattore dell’Espresso Giglioli, “se questo è il futuro della politica in Rete fa veramente schifo“. Continua a leggere

Capacità di incidere e agenda politica degli amici di Grillo

Beppe Grillo Meetups Carico qua (in .doc) la seconda parte delle bozze della mia ricerca sui Meetup legati a Beppe Grillo: i capitoli 3 e 4. La ricerca è stata condotta a Trieste, Napoli e Prato.

In questi capitoli sintetizzo il mio punto di vista e, spero, quello dei miei intervistati in merito a 1) la capacità di incidere dei Meetup nel gioco politico locale e 2) qual è l’agenda politica degli attivisti dei Meetup.

Alcuni tratti salienti:

- malgrado il profondo scetticismo verso l’efficienza e la moralità dei partiti e di chi è presente nella politica ‘tradizionale’, ogni gruppo locale dei Meetup si trova a gestire rapporti piuttosto pacifici con sindaci, assessori e consiglieri comunali Continua a leggere