morbìn!

Partecipazione, emozioni e territorio nei Meetup legati a Grillo

dic 22nd 2007
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Ieri al Mittelcamp ho presentato una bozza della mia ricerca etnografica sui Meetup ‘gli amici di Grillo’ condotta per conto di Swg. Ho condotto la ricerca partecipando a iniziative a Napoli, Prato e Trieste, conducendo interviste vis-a-vis in queste città e via internet con partecipanti ai Meetup sparsi in giro per l’Italia.

Pubblico qua la bozza del testo del frammento di ricerca che ho presentato ieri, intitolata: COMUNITÀ, PARTECIPAZIONE E EMOZIONI SUL TERRITORIO.

Commenti e critiche sono benvenuti!

Oltre al file di testo, trovate anche la mia presentazione powerpoint bilingue (inglese-italiano) usata ieri sullo stesso tema e, qua sotto, un breve video di introduzione al movimento legato a Grillo:


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18 Responses

  1. Fabio scrive:

    varda che adesso te lezo par ben ciò! e dopo digo mi se te ga scrito giusto!

  2. enrico scrive:

    mitico fabio!

  3. enrico scrive:

    aggiungo alcune cose, come appunti, rispetto a questo capitolo:

    - la ricerca del censis sullo stato dell’italia dice che quest’ultima si è ridotta a una “poltiglia”, a un “insieme inconcludente di “elementi individuali e ritagli personali” tenuti insieme da un sociale di bassa lega, e senza alcuna funzione di coesione da parte delle istituzioni (Censis 2007, pagina 7).

    i meetup con cui sono entrato in contatto rappresentano proprio l’opposto di questa tendenza proposta dal censis: simili (anche se non identiche) origini sociali dei partecipanti e grosso sforzo per trovare una coesione per degli obbiettivi simili…

    - in questa dinamica di coesione il ruolo delle emozioni dentro il gruppo (vedi il meetup di napoli) mi sembra cruciale!

    - diversi ricercatori hanno notato come dei movimenti che fanno delle emozioni un loro elemento coesivo sono stati attaccati nel corso della storia, e demoliti, perchè le emozioni non sarebbero ‘razionali’, ‘efficienti’, ‘utili alla collettività’. il tipo di critiche che arriva a questo movimento mi sembra interessante, da questo punto di vista.
    sono fiducioso su una resistenza almeno di medio periodo di questo movimento perchè i meetup sono organizzati tramite internet, è gente che si può sempre tenere in contatto via mail, che tiene sempre in vita delle proprie rappresentazioni del proprio gruppo… sui meetup stessi o altrove

    - andrebbe evidenziato il fatto che gli attivisti di questo movimento (e probabilmente, immagino, tutti quelli iscritti ai meetup ma non-attivi e i lettori del blog di grillo) stanno costruendo assieme una, o più di una, nuove dinamiche di comunità immaginate: quello che mi interessa in particolare è come l’idea dei problemi e dell’identità dello stato, negli ultimi 100-200 anni costruiti socialmente in termini di massa dalla tv, ora stia cambiando…
    gli autori dei messaggi sono una rete fatta da individui (tra cui grillo stesso) e da gruppi… i riceventi di questi messaggi sono i componenti stessi della rete e le persone che vi stanno accanto (familiari, amici, colleghi)…
    e solo raramente, questi messaggi vengono irradiati in termini di massa fuori da questa rete. in altre parole queste tecnologie digitali stanno, forse, costruendo nuovi discorsi d’identità indissolubilmente legati alla tecnologia stessa.
    domande:
    quanto sono discorsi alternativi a quelli di solito propagati dai mezzi main-stream?
    quanto arrivano a toccare le masse non dentro queste reti?
    magari il sentimento di pessimismo rilevato dal censis è anche un po’ condizionato dalla pars destruens del movimento dei meetup che, va detto, demolisce lo stato attuale dell’italia spesso e volentieri.

    - va aggiunto infine che, sempre secondo censis, internet ha raggiunto una penetrazione di “massa”: 44,9% (censis 2007, pagina 87)

  4. Fabio scrive:

    è una domanda ingenua, ma forse utile per chiarire la discussione: quali caratteristiche definiscono il movimento dei meetup un movimento ‘emozionale’? nel senso che le ‘ragioni’ o gli ‘argomenti’ ci sono. E poi, tutti i movimenti allo stato nascente sono emozionali, appunto in quanto ‘stato nascente’, è quando cominciano ad istituzionalizzarsi che prende il sopravvento la razionalità regolatrice.
    Aspetto una risposta, ho letto volentieri la bozza del capitolo 6 e devo dire che tutti i punti che sollevi sono interessanti e azzeccati.

  5. orione scrive:

    oh, ma per fare ficca-ficca con aryannafi basta sentire con te?

  6. enrico scrive:

    si dice fiki-fiki.
    telefonare gugol.

  7. enrico scrive:

    fabio:

    per me il fatto che sia emozionale dipende da una serie di dati che ho riscontrato nelle mie interviste e nella mia partecipazione. i miei intervistati sottolineano come delle ‘good vibes’ che percepiscono nell’interazione nel gruppo siano necessarie alla loro partecipazione. e anche io, a napoli, ho SENTITO un’atmosfera particolare, decisamente positiva: e qua mi metto io, con la mia capacità di avere emozioni, come interprete di queste interazioni emozionali.

    dopo, che grillo usi una retorica fortemente emozionale mi pare un dato evidente ma su cui non mi soffermo troppo perchè, per ora, è fuori dalle necessità della mia analisi…

    concordo su quanto dici, sul fatto che l’emozionalità di un gruppo è legata al momento e a come questo gruppo percepisce la realtà.
    io penso che a napoli stiano molto lavorando sul fatto di mettere sempre tutto in discussione e questo sia la grossa motivazione che rende il tutto molto emozionale… così mi appare, almeno contrastando le dinamiche interne dei napoletani e quelle di altri gruppi.

    in genere, per tutti i meetup, penso che il loro ‘essere emozionali’ dipenderà da come il resto della società accoglierà avanti le proposte di grillo e di questi gruppi.

    che dici?

  8. Fabio scrive:

    grazie per la risposta enrico. Quindi il fatto di ‘essere emozionale’ è legato ad una specie di modello, il meetup napoletano?

  9. enrico scrive:

    beh,
    effettivamente il MU napoletano è un caso a parte.
    non penso sia considerato da qualcuno come modello degli altri meetup (non mi risulta) ma certamente risolve originalmente gli altri problemi anche tramite queste strategie ‘emozionali’.

    anche gli altri meetup però hanno dei momenti di fervore emozionale nelle loro riunioni, come ho scritto. per esempio quando si parla di problemi locali nella vita cittadina che fanno emergere storie di vita vissuta dei partecipanti, che si scaldano di fronte a inefficienze, sfighe varie, episodi divertenti.

    quello che mi sembra interessante, tornando al MU napoletano e in confronto agli altri, è che tutti i MU affrontano problemi simili. a napoli vengono affrontati socialmente con una presenza di corpi emozionati molto più diffusa e evidente.
    insomma: da una parte le emozioni sono presenti nella gente e dall’altra non con quel tipo di qualità.
    questo mi interessa per capire come le emozioni sono legate o meno a dinamiche politiche, dal punto di vista più teorico…

  10. Ho pubblicato il video dell’intervento di Enrico Marchetto al Mittelcamp. Qui il link: http://maigret.typepad.com/ideepercordenons/2008/01/enrico-marchett.html . Pensate di mettere on line anche le slide? Ciao.

  11. enrico scrive:

    stavo pensando, sempre per intuizioni e poco sulla base di testi e/o dati:

    pensiamo al successo del movimento di howard dean in america nel 2003-2004: gente che tramite meetup.com si trovava sulla base di un ventaglio di temi ‘nazionali’, quindi non calati nei problemi della singola piccola quantificabile vivibile percepibile comunità locale – comunità locale che si ritrovava con entusiasmo a sostenere dean e a discutere di come essere attivi per howard dean…

    non sarà che è proprio la struttura ‘lasca e libera’ dei meetup, che spinge le persone a ritrovarsi ma non dà suggerimenti sulla struttura organizzativa, a stimolare l’entusiasmo (=… le emozioni…) della gente? il fatto di essere finalmnte liberi da strutture organizzate e stabilite da altri, anche con degli obbiettivi (almeno parzialmente) da crearsi ex-novo?!?

    il fatto di potersi trovare sulla base di alcuni temi e valori che si condividono è la base. e questi qua si ritrovano nei meetup. ma è più un contenitore o una piattaforma di lancio. dopo, la gente, sa di poter volare assieme decidendo per conto loro e in liberà che fare…

    (chiaramente tutto questo ha a che fare molto col MU di napoli e meno con altri…)

  12. enrico scrive:

    MI SEMBRA INTERESSANTE NOTARE COME

    TUTTI, COMPRESO GRILLO, FACCIANO FATICA A INQUADRARE STO MOVIMENTO. SARA’ QUESTA DIFFICOLTA’ AD ETICHETTARLO COME UNO DEGLI ELEMENTI SCATENANTI QUESTE SENSAZIONI DI LIBERTA’ SEGNALATE DA ALCUNI INTERVISTATI?

    COPIO-INCOLLO DAI MIEI APPUNTI:

    Il 17 novembre a Bologna, Beppe Grillo in una riunione nazionale dei gruppi locali ha commentato così il Vaffanculo-Day dell’8 settembre 2007di settembre: “Si sono materializzate 1 milione e mezzo di persone, che si sono materializzate attraverso la rete. In 250 città d’Italia. La nostra forza iniziale è stata la disgregazione, non l’unità, l’opposto di un partito. Senza organizzazione, unità, congressi. All’inizio abbiamo fatto una cosa che nessuno di noi sapeva cos’era… nessuno di noi aveva capito un cazzo cosa eravamo. Ed è stata la forza di non farci collocare in nessun sistema politico, mentre facevamo politica in strada” (Grillo 2007 – Bologna).

    Se neanche il leader riesce a inquadrare il movimento non sorprenderà che, dopo il V-Day, l’insieme degli “amici di Beppe Grillo” e delle persone che si sono mobilitate in quella giornata è stato definito da molti politici, giornalisti e opinionisti come un movimento “d’opinione di natura antipolitica”. Scalfari su Repubblica ha sintetizzato il punto di vista di molti: questo movimento sarebbe il sintomo di un “anarco-individualismo” dilagante, spia di nuove “invasioni -barbariche” nel dibattito politico e andrebbe inquadrato come l’anticamera della dittatura (Scalfari 2007a contra Sartori 2007 e vedi la sintesi di Povoledo 2007).

  13. enrico scrive:

    nel sottocapitoletto 1) sulla partecipazione, mi pare sbaglio a:
    - confondere prassi organizzativa
    - e richiamo ideologico alla partecipazione

    forse sarebbe da mettere nella intro, fuori dal punto 1), che il richiamo alla partecipazione è uno dei richiami diffusi e più ideologici del movimento.
    e spiegare nel 1) come, invece, concretamente si affronta questo problema della partecipazione nei MU e con che ricadute pratiche per la soddisfazione degli attivisti.

    la cosa va anche legata al punto del capitolo 3 su come la partecipazione ai meetup sia una risposta concreta di cittadini frustrati dal declino sociale delle comunità in cui vivono: come se dicessero: non ne possiamo più di come vanno le cose, diamoci da fare…

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