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Luca Lani sui social network e internet in Italia (e le web-tv!)

nov 14th 2007
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giovaniit_logo.jpgIn Italia c’è anche un “social network” prodotto esclusivamente in Italia da un’azienda con sedi a Roma e Milano. Oltre a essere la mia ex azienda, ho anche partecipato alla creazione di questa comunità virtuale nel 2004, che poi si chiama Giovani.it. Trasferimmo una parte dei servizi di comunità virtuale di Studenti.it dentro un nuovo dominio e marchio, Giovani.it. Oggi il sito, prodotto da quest’azienda che ho lasciato a inizio del 2006, fa oltre un milione di utenti al mese.
lucalani.jpgHo intervistato via e-mail Luca Lani, che di questa azienda di cui parliamo, StudentiMediaGroup Spa, è il principale artefice e amministratore delegato, e che di Giovani.it oggi è la più importante mente creativa. Luca Lani ha 34 anni, ha una laurea inutile in giurisprudenza, bazzica con internet almeno dal ’96 e ha due figlie. Quando eravamo amici, siamo stati i nostri testimoni di nozze. E’ molto timido e ha un suo blog personale di cui non fa pubblicità
; )
Qua sotto l’intervista…

- In Italia si parla tanto di social network prodotti in America. Ma da anni esiste Giovani.it, una comunità virtuale interamente pensata e prodotta in Italia. Puoi spiegarmi qual è il posizionamento del vostro sito sul mercato rispetto a siti che mi paiono vostri concorrenti come Facebook, Myspace e Bebo?

Come sai, non abbiamo lanciato Giovani.it dopo aver visto Myspace e Facebook. La nostra community esiste dal 2000 (e già all’epoca avevamo profili, IM, blog) e quindi abbiamo solo cercato nel tempo di migliorarla ed aggiornarla. Purtoppo siamo nati in Italia e non in California e quindi oggi abbiamo 1 milione di iscritti e non 50 milioni.
E’ evidente che non è facile reggere il passo a colossi che hanno 500 sviluppatori e che non devono a fine anno preoccuparsi del fatturato.
Per spiegare il nostro posizionamento potremmo usare il paradosso dell’aborigeno di corrado guzzanti.
I social network ti permettono si essere amico di tutti in tutto il mondo. Cosi puoi parlare ed essere amico di un aborigeno australiano
Ma alla fine che cazzo ti devi dire con un aborigeno australiano ?

Uso il paradosso per dire che non necessariamente un grande database è la scelta migliore.
Pensiamo che un sito interamente ed *esclusivamente* italiano, possa avere notevoli vantaggi per gli utenti.
Una base utenti SOLO italiana e una forte localizzazione SOLO italiana rendono tutto piu snello e permette al social network di interfacciarsi con la vita reale delle persone (eventi nella mia città, amici della mia scuola, appunti della mia classe, etc)
Un social netowork mondiale viceversa ha ha una base utenti sterminata ed è molto facile imbattersi in spam, ed in sovrabbonzanda di informazioni e input.
E molti amici, gruppi, eventi, di fatto NON sono utilizzabili nella vita reale dell’utente.

Quindi in sostanza pensiamo che un ambiente più piccolo e protetto e localizzato possa essere un punto di forza.
Inoltre stiamo cercando di spingere l’utenza ad abbandonare l’anonimato, e ci distinguiamo anche con una serie di servizi per gli studenti abbiamo solo noi.

Inoltre non ci interessa fare un grande numero di utenti ma ci interessa avere utenti fedeli che usano la piattaforma sempre.
Ad oggi il 25% degli utenti che fanno login si sono iscritti prima del 2004. Sfido a vedere quanto utenti di myspace iscritti oggi saranno ancora attivi e faranno login dopo 2011.
Per questo più che i tassi di incremento mensile degli iscritti guardiamo i tassi di ritorno e il numero di login giornaliere.

- Perchè un utente italiano dovrebbe iscriversi al vostro sito e non a questi altri siti?

Un utente deve iscriversi e si iscriverà a molti social network contemporaneamente.
Il tema è quale poi userà veramente e durevolmente.
Siamo ancora nell’epoca della scoperta. Bisogna vedere cosa alla fine è veramente utile.

Inoltre c’è già una differenziazione : Myspace è cruciale e utile per chi ha band emergenti o fa musica, Badoo è perfetto per chi vuole fare dating, Facebook per tenere traccia di amici etc.

Noi abbiamo il plus di avere una serie di servizi unici per gli studenti italiani, abbiamo il vantaggio di avere una vera piattaforma blog integrata, ed abbiamo il vantaggio della localizzazione e di un database pulito ed esclusivamente italiano.
Alla fine passate le mode vedremo cosa è più utile.

- Do per scontato che la politica dei partiti tra gli utenti di Giovani.it sia quasi assente e non per colpa loro. Che gli interessi degli utenti di Giovani.it siano molto la ricerca e il consolidamento di amicizie. Che, generalmente, si identifichino in gruppi di amici e si differenzino da altri in base a tanti “consumi”, tra cui come si vestono, quello che bevono e mangiano, i luoghi che frequentano, i servizi web che usano. Ti pare che chi sta in queste comunità virtuali, grazie all’enorme flusso di persone e informazioni con cui si confronta, riesca a costruirsi un qualche senso critico rispetto al potere del marketing?

La domanda è troppo complicata per una intervista. Sintetizzando credo che i giovani NON abbiamo gli strumenti per costruire un senso critico rispetto al potere del marketing. E’ erò vero che hanno un senso di scetticismo di fondo verso ogni potere costituito, e quindi la anche verso la marca.
Insomma, banalizzando il giovane italiano è impreparato ma anche diffidente.

Riguardo alla politica, essa è ben presente con modalità classiche ma anche innovative, ecco alcuni esempi dei gruppi: quello di Alleanza Nazionale, uno contro Prodi, uno contro la costruzione di una base americana a Vicenza, quello dei Giovani Comunisti… Cosi come la politica è molto molto presente nei forum…

- Ok, allora tu dici che non c’è abbastanza senso critico tra i giovani di Giovani.it (e sarebbe interessante capire di cosa parliamo, forse oggi Google li rende a prescindere critici sui marchi visto che hanno a disposizione molte informazioni su un singolo prodotto, ma visto che non ne hai voglia andiamo avanti). Quindi, scusa se sono diretto, ma come credi cambi la vita delle persone un sito come il tuo? Se la cambia…

La socialità non vuol dire essere maggiormente critici o autonomi.
I social network permettono di condividere (foto, pensieri, amicizie) ma non necessariamente da questa condivisione nasce maggiore criticità.
La vita delle persone non cambia con un sito come Giovani.it. Semplicemente la vita si trasferisce su internet.
Le stesse logiche delle vita reale adesso sono in digitale.

Ovvio che l’accesso a tutte le informazioni potrebbe in linea teorica dare maggiore criticità e consapevolezza all’individio. Ma se alla base c’è una mente critica, aperta e fertile.
E la scuola di oggi, e l’educazione di oggi… predispone i giovani ad un atteggiamento critico?

- Perchè di questa generazione in rete, in sostanza, c’è una sola azienda in Italia che si occupa di questo settore? Cosa vuol dire per il sistema editoriale italiano?

Il sistema editoriale italiano non ha neanche capito quello che succede.
Tra qualche anno passerà un treno sopra le loro teste, e già oggi i ricavi sono in picchiata.
I giovani la sera non guardano piu la tv, stanno su internet.
Purtoppo il settore pubblicitario è però molto indietro e non capisce ancora questo, quindi pochi investimenti.
Quindi poche aziende.

- Che tipo di valori e comportamenti pensi che un sito come Giovani.it promuova, implicitamente o esplicitamente, ai suoi utenti?

Il valore fondamentale del rispetto delle idee altrui.
Dentro giovani.it trovi di tutto e di piu, e quindi devi accettare che esistono ed esisteranno persone che la pensano diversamente da te.
Quindi è una palestra in un certo senso.

- Gli utenti di Giovani.it credo siano concentrati soprattutto sulla fascia 17-21. Ci sono grandi problemi collettivi che hanno da affrontare queste persone? C’è speranza?

No, sono concentrati sopratutto sulla fascia 19-22.
Il grande problema è il precariato.
Anche se per molti è uno slogan perche sono loro che preferiscono stare in famiglia.

- Qual è l’episodio scaturito dalla comunità gli utenti di Giovani.it, che ti ha emozionato di più e che ti pare possa essere rappresentativo della vita in rete di questo milione e passa di utenti che, secondo dati di mercato, si connettono al mese a Giovani.it?

I moltissimi utenti che si sono conosciuti in rete e poi si sono sposati o hanno fatto figli.
Oppure quelli che sono iscritti dal 2000 ed ancora oggi sono lì che attivamente partecipano ai forum.
Io li ammiro….. per questo attaccamento.

- Senti, Giovani.it è un sito ibrido: oltre ai blog e ai profili-vetrina delle homepage degli utenti, ci sono anche un sacco di contenuti. Così, pare, riuscite a vendere molta più pubblicità che arriva semanticamente associata al contenuto che stai navigando. State sbagliando tutto o chi dice che la pubblicità sarà sempre più associata alle “conversazioni” degli utenti è lui che non c’ha capito niente?

Questo è un tema centrale. In verità nessuno è riuscito a monetizzare i social network. E’ un tema serio e divertente, poco discusso che approfondiamo un’altra volta.
Gli spender vogliono sopratutto stare con ADV sui contenuti.
Per questo Giovani.it è un ibrido, social network, ma anche canali tematici con contenuti.
Offriamo due prodotti in uno ai nostri utenti e facciamo felici anche gli investitori.
Il rischio è ovviamemente di avere un ibrido…ci stiamo lavorando su

- Senti, puoi parlare male delle web-tv perpiacere?

Le web-tv non hanno senso.
Il palinsenso lo fa il navigatore scegliendo tra milioni di video. Gli basta un minuto.
E’ cosi e basta.

- Se tu avessi un miliardo di euro da investire, oggi, che tipo di servizio ti piacerebbe offrire agli utenti di internet in Italia? Insomma, cosa manca?

Un nuovo e VERO quotidiano.
Ma basta molto meno.
per il resto… hanno fatto tutto gli americani.

- Passi tutta la tua giornata in ufficio o in giro tra Roma e Milano… mille email, telefonate, beghe. Perchè ha senso per te sto lavoro? Che senso darai a questi momenti tra 20 anni?

Spero che tra 20 anni non mi debba girare indietro ed avere la sensazione di aver buttato via il tempo.
Spesso ho questa idea.
Però altre volte mi piace e mi diverto. La nuova release di Giovani.it l’ho seguita direttamente, scrivendo un progetto di 150 pagine.
Un mese di lavoro intero, tutto agosto.
E’ stato il miglior mese dell’anno per me.


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6 Responses

  1. Massimo Moruzzi scrive:

    anche Joost quindi è da buttare, per voi?

  2. enrico scrive:

    io penso che ci siano pochi grandi piattaforme basate sul video che, in senso creativo, politico o “di business” possano aver senso.

    in linea di massima, mi pare logico come un unico sito come youtube basti e avanzi per ogni cristo che vuole pubblicare la sua roba e condividerla efficientemente con la gente connessa in giro per il pianeta.

    non capisco perchè uno dovrebbe crearsi la sua piattaforma o utilizzarne un’altra.

    peer to peer esclusi, ovviamente.

    joost, è un’altra roba. mi devo fare un’idea al proposito… ma insomma…

  3. orione scrive:

    “La vita delle persone non cambia con un sito come Giovani.it. Semplicemente la vita si trasferisce su internet.”

    “Un mese di lavoro intero, tutto agosto.
    E’ stato il miglior mese dell’anno per me.”

    Mister Verde è tornato!

  4. enrico scrive:

    beh,
    effettivamente sono frasi un po’ forti.
    :)

  5. Enrico toro scrive:

    Penso che in Italia non ci sia più nulla di veramente nuovo da 6 anni.

    E’ questo il motivo del successo delle piattaforme straniere. Perché sono innovative, divertenti…

    Noi cosa abbiamo fatto di nuovo? Virgilio che è diventato Alice che è tornato Virgilio?!?!?

    La verità è che non si investono soldi nella rete da anni, nessuno rischia. Aumenta l’investimento nell’ADV ma i veri soldi vengono tutti dall’estero.

    News Corp sta investendo molto, così come gli alti colossi americani e Inglesi. Da noi chi investe??? L’Espresso non fa altro che replicare i contenuti che ha sul web… è questa la verità.

  6. [...] Intervista di Morbin.it a me sui social network. [...]

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