morbìn!

Libertà di stampa sui media italiani

ott 21st 2007
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Dal blog di Beppe Grillo (post 1 e post 2):

“La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video… La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.

Rete 4 abusiva da mandare sul satellite: non pervenuta. Legge sul conflitto di interessi: non pervenuta. Corruzione di giudici per l’acquisto della Mondadori: non pervenuta. Televisione pubblica occupata dai partiti: non pervenuta. Wi Max regalato alle società di telecomunicazioni: non pervenuto. E voi, dipendenti infedeli che avete tradito il vostro elettorato, vi occupate, senza alcun mandato, di mettere sotto controllo la Rete? Ma chi siete? Chi vi autorizza?

Il prossimo V-day sarà dedicato all’informazione, sto decidendo la data. Chiederemo due cose:
- l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria
- l’abolizione dell’ordine dei giornalisti


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20 Responses

  1. essaouira scrive:

    se te va sul blog de Francescato i te spiega tuto perchè xe intevegnu el ministro

  2. Massimo Moruzzi scrive:

    non so se basta un vaffanculo al mese, in sto paese…

    e la storia di de magistris come la mettiamo ?

  3. enrico scrive:

    per quanto riguarda la comunicazione , credo che con la storia di de magistris hanno ben che sputtanato il cosiddetto successo delle primarie di una settimana prima…
    travi a vista nella nuova sede del partito democratico, libertà d’informazione scomparsa, giustizia che non solo non viene riformata come bisognerebbe ma anche viene ostacolata dalla politica.
    allucinante

  4. enrico scrive:

    scrive travaglio, oggi, sul blog di grillo:

    Appena un pm apre un fascicolo sugli amici di un ministro, se ne chiede il trasferimento (del pm, non del ministro). Anche se la richiesta non sta in piedi, non importa: quando il magistrato arriverà al sodo, salendo di livello dagli amici del ministro al ministro stesso, il ministro sosterrà che il pm lo fa perché ce l’ha con lui. E, col gioco delle tre carte, riuscirà a convincere qualche alto magistrato a scambiare le cause con gli effetti e a scippare l’indagine al pm per “incompatibilità”. Come se fosse il pm ad avercela col ministro, e non il ministro ad avercela col pm.

  5. Francesco B scrive:

    Sinceramente il V-Day dell’informazione mi entusiasma anche più di quello della politica. La spallata alla politica rischia sempre di far aprire ulteriori spazi ai tecnocrati e burocrati non elettivi, che già oggi imperversano; vedi proprio le varie Authority volute da nessuno e al di sopra di qualsiasi controllo popolare. La lotta per l’informazione, invece, colpisce uno dei nostri cancri e non vedo come si potrebbe far meglio.

  6. enrico scrive:

    condivido in pien…

  7. Francesco B scrive:

    …dimenticavo: son curioso de veder se Santoro e Travaglio (giornalisti) i lo seguirà ancora.

  8. enrico scrive:

    su travaglio, visto che si autoritrare come eroe senza macchia, sono sicuro che continuerà ad appoggiare grillo.
    su santoro, ‘paraculo’ com’è: idem
    : )

  9. roberto scrive:

    Catena corta anche per i bloggers, non appena s’è capito (ce ne hanno messo di tempo…) che anche quelli (leggi Grillo) potevano dare fastidio all’establishment.
    Non più circoli autoreferenziali, ma movimenti di opinione? Ci vuole l’authority! Quello che mi preoccupa è la risposta della politica al cambio epocale della comunicazione via web. Si usano ancora gli strumenti del medio evo: controllo e potenziale repressione.

  10. enrico scrive:

    francesco russo dice sul suo blog che semplicemente in cdm non si sono accorti di cosa stavano scrivendo.
    fosse così, vista l’incompetenza, sarebbe ancora peggio

  11. “Voglio dire ai giovani che non basta aderire a campagne sociali su Internet, bisogna anche scendere in piazza per dar voce al proprio dissenso”.
    (Robert Redford, ottobre 2007)
    Vediamoci, dunque.

  12. enrico scrive:

    non sono così d’accordo sullo scendere in piazza
    mi pare l’extrema ratio…
    poi dalle nostre parti (ts, almeno) non è mai stata una cosa popolare… ovvero di successo

  13. Prendi l’invito dello scendere in piazza come un incoraggiamento a partecipare in maniera attiva e non solo sulla rete (vedi le persone che si sono trovate per manifestare rispetto alla Ferriera). E comunque, sarebbe bene ogni tanto manifestare il proprio dissenso sulla pubblica piazza con un bel megafono, in attesa che la rete e l’so di essa si diffonda. Una nota di carattere politoco-sociologico. Qualche sera fa mi sono recato al consiglio comunale di Cordenons con la mia videocamera per filmare i nostri consiglieri in seduta pubblica. Questo ha causato qualche malumore sia a destra (la minoranza) che a sinistra (la maggioranza), quando invece sarebbe utile mandare l’intera seduta del consiglio in streaming e renderla poi disponibile sul sito comunale. Questo è quanto accade in una città del profondo nord-est, nel 2007 e in pieno web 2.0. Sarebbe interessante discuterne più dettagliatamente. Ma qualcosa dirò anche nel mio blog.

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