Marchetto, Costa e io abbiamo scritto che lo stereotipo dei blog come alfieri della “conversazione on-line” sia solo un mito usato da qualche blogstar per affermare la superiorità del suo medesmo modello di blog (e quello che dentro ci scrive). Non esistono, non per caso, miti diffusi e dominanti che esaltano il blog come affermazione dell’espressione individuale creativa, della piccola socialità attorno a dei testi personali che raccontano la vita di ogni giorno. Queste cose le scrivevamo negli appunti per l’interpretazione dei dati di DiarioAperto.
Ora, mi imbatto in questa analisi di Susan Herring (e altri), forse la più prolifica autrice di articoli accademici a livello internazionale sul tema di generi e contenuti dei blog. Herring (vedi la sua home personale), tre anni prima di noi (sob!), scrive:
the apparent gender and age bias in contemporary discourses about weblogs arises in part as a result of focus on a particular blog type, the so-called “filter” blog, which is produced mostly by adult males. We argue that by privileging filter blogs and thereby implicitly evaluating the activities of adult males as more interesting, important and/or newsworthy than those of other blog authors, public discourses about weblogs marginalize the activities of women and teen bloggers, thereby indirectly reproducing societal sexism and ageism, and misrepresenting the fundamental nature of the weblog phenomenon. We conclude by advocating a broader characterization of weblogs that takes into account the activities of a majority of blog authors, and more research on weblogs produced by women and teens.
Guarda se ti piacciono… a proposito del partito “Democratico”:
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