Emozioni e riti a Belfast

Ti racconto i miei ultimi giorni a Belfast.
Sono solo, senza patatini. Ho consegnato la bloody dissertation su “Emotions and Identity on the island of Lussìn”. Catarsi e incontri con umani: li vorrei in questi ultimi giorni.

kellys cellars mapDomenica sera decido di andarmene da solo, di nuovo, da Kelly’s Cellars, lo splendido pub che sta quasi in centro, ma quel giusto scentrato verso il quartiere operaio di Falls road.

Non c’è tanta gente. Un gruppo di studenti da tutto il mondo, una manciata di irlandesi della working class, el vecio del local e mi. E un tipo, polacco e trentanni.

Il polacco inizia a cianciare con gli studenti, con un accento polacco e con un accento di Belfast allo stesso tempo. Continua a leggere

Aggiornamento di Morbìn.it da WordPress 1.5 a WordPress 2.2

Dopo troppo tempo, forse, ho aggiornato il software che fa funzionare Morbìn.it, che per chi non lo sa si chiama WordPress.

Per chi ne sa e passa di qua, qualche problema mi è capitato:

- le categorie sono scomparse… non le ho mai usate nel layout (solo tag di Ultimate Tag Warrior) ma nel backend c’erano e ora non ci sono più. Bastanza mal, diria. Qualcuno ha suggerimenti?

- Ultimate Tag Warrior funziona solo con la versione 2.2 di WordPress. Avevo installato all’inizio la versione 2.3 ma questo plugin fondamentale non funzionava e ho fatto marcia indietro.

- Chi sa come modificare il title della pagina tag.php? Sarebbe molto utile per far uscire il sito meglio su Google.

- C’è qualcuno che ha esperienze di integrazione di WordPress con Bbpress? Vorrei installare il forum cugino di WordPress per dare più spazio all’interattività tra alcuni aficionados di questo blog, tipo quelli che si scannano sul Kirby (sotto questo post siamo arrivati a oltre 300 commenti).

- Se voglio inserire codice Adsense dopo l’ultimo post del loop di WordPress, come faccio? Insomma vorrei che ci fosse pubblicità tra il primo post in alto nella schermata della home e quello successivo.

“Ho visto che studi a Belfast. Sarei intenzionato a fare un dottorato…”

Marco E. de Trieste me scrivi:
"Ho visto che studi alla Queen’s di Belfast. Io sarei intenzionato a cominciare un dottorato in scienze farmaceutiche alla Queen’s di Belfast.

ECCO LA MIA GUIDA A COME ACCEDERE A UN DOTTORATO IN GRAN BRETAGNA, CON I PROBLEMI BASE DA RISOLVERE 

Beh, intanto ho finito il Master in antropologia a fine settembre. Una figata. Mi sarebbe piaciuto rimanere là (o da qualche altra parte in Gran Bretagna) a fare un PhD. Ma non ce l’ho fatta a trovare dei finanziamenti per la cosiddetta maintenance (mantenimento) che vuol dire uno stipendio attorno alle 1000 sterline (se vuoi chiamale "pound"!).

— "DIFFICOLTA’ PER ENTRARE?" —

Prima di tutto. Come si accede a un corso di studio di phd (dottorato) alla Queen’s o in Gran Bretagna in genere? Quanto è diversa la procedura di ammissione al dottorato rispetto all’Italia?

1) Le differenze tra Italia e Gran Bretagna sono abissali perchè, come si vede dai punti di seguito, si valutano le idee e le persone sulla base di un processo coerente e sensato che non si riduce a un esamucolo di ammissione al dottorato su cui spesso gravano (parlo dell’Italia) mostruose raccomandazioni e baronati vari.

2) Devi pensare molto bene a una proposta per il tuo research proposal o project proposal (proposta di progetto di ricerca). E’ il primo e più importante criterio di valutazione della Scuola/Facoltà a cui fai domanda.
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SpiderJan

 

Alice deve mettere la tenda alla finestra. La ciol el scagneto ma no la ghe la spunta coi brazi corti fin ai ganzi. Jan varda la scena dal letto.
"Mamma, non ti preoccupare. Ci penso io che sono Spaidermain. Spaidermain vola e ce la fa ad arrivare fin lassù".

"Papà, guarda che io posso volare. Sono Spaidermain".
"Dei, vedemo. Svola".
Jan salta.
Ridemo.

"Jan, metite le calze, no te pol andar in giro coi pie nudi".
"No, Spaidermain non ha le calzette. Ha le ciabatte".
(Ah). "Metite le zavate alora".
"Non ce le ha neanche le ciabatte".

 

 

Le foto di questi scampoli non rappresentativi di felicità sono scattate a Pliskovica / Pliscovizza della Madonna

Libertà di stampa sui media italiani

Dal blog di Beppe Grillo (post 1 e post 2):

“La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video… La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.

Rete 4 abusiva da mandare sul satellite: non pervenuta. Legge sul conflitto di interessi: non pervenuta. Corruzione di giudici per l’acquisto della Mondadori: non pervenuta. Televisione pubblica occupata dai partiti: non pervenuta. Wi Max regalato alle società di telecomunicazioni: non pervenuto. E voi, dipendenti infedeli che avete tradito il vostro elettorato, vi occupate, senza alcun mandato, di mettere sotto controllo la Rete? Ma chi siete? Chi vi autorizza?

Il prossimo V-day sarà dedicato all’informazione, sto decidendo la data. Chiederemo due cose:
- l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria
- l’abolizione dell’ordine dei giornalisti

Il pm che indaga su Mastella e Prodi: “strategia della tensione”

Dal Corriere.it:

«Le intimidazioni istituzionali, le pallottole, la richiesta di trasferimento da parte del ministro, e da ultimo l’avocazione di un’altra mia indagine e la fuga di notizie sull’iscrizione del ministro tra gli indagati, tutto questo è opera di una manina particolarmente raffinata»

Da quand’è che si trova sotto tiro?
«Da quando ho cominciato a indagare sui finanziamenti pubblici europei. Da allora, è scattata la strategia delle manine massoniche. Questo di oggi è solo l’ultimo atto. Staremo a vedere quali saranno i prossimi, visto che ormai sono considerato un elemento “socialmente pericoloso”»

El mulo Messina is back

Sergio Messina (who iz Sergio Messina?) è tornato a bloggare sul suo blog.
Viva! Ritornano testi indipendenti.

p.s.
leggo ora che il suo sito è dedicato a Jorge Luis Borges. Ma io non ho mai letto JLB. Rimedierò, adesso che ho finito con Master in Antropologia e ammeniccoli vari. Intanto sto leggendo ‘Infinite Jest‘ di David Foster Wallace. Stupendo, per ora.
Poi. Da domenica a martedì ho fatto la mia solita visita biennale o triennale (a seconda della fortuna) a qualche pronto soccorso per un carino attacco d’asma. Poca allegria. Ma una pinta de cortisone (altro che Guinness) e son come novo. A parte le endovene di cortisone, mi sono letto le 600 pagine di ‘What is the What’, il nuovo clamoroso libro di Dave Eggers basato sull’incredibile odissea fra guerre, leoni, deserti, campi profughi, Osama Bin Laden e Stati Uniti di Valentino Achak Deng.

In America sono più le donne a bloggare degli uomini

Secondo uno studio di Synovate condotto ad agosto, 8 americani su 10 sanno cos’è un blog e metà di loro ne ha visitato almeno uno. Ma, più importante:

“More women than men are bloggers, with 20% of American women who have visited blogs having their own versus 14% of men”.

Dentro gli appunti su DiarioAperto speravamo e speriamo che le cose siano in cambiamento anche da noi:

“nella fascia tra 18 e 24 anni il nostro campione è composto per il 52% da donne. Di converso il 60% dei rispondenti di età tra 45 e 64 anni è di sesso maschile. Nel complesso l’età media delle rispondenti di sesso femminile è di 29,6 anni mentre quella degli uomini è di 32,7 anni. Sembra, insomma, che dentro DiarioAperto le donne giovani siano la maggioranza e che un… futuro ‘roseo’ si debba avverare all’interno dei blog in italiano”

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Paola S., brillante studiosa di letteratura yiddish e amica, mi fa notare che xè come Virginia Woolf. Copio-incollo alcuni spunti dal blog Modern Matriarch a proposito di una riflessione su Woolf, donne e testi:

Ladies are only admitted to the library if accompanied by a Fellow of the College or furnished with a letter of introduction” (Virginia Woolf, 1929, “A Room of One’s Own”).

A Room of One’s Own satirically addresses the obstacles and prejudices encountered by women writers. With this novel, Woolf attempts to define women’s place in literary history. When researching the subject of women and writing at the British Museum, the narrator asks:

Have you any idea how many books are written about women in the course of a year? Have you any notion how many are written by men? Are you aware that you are, perhaps, the most discussed animal in the universe?

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Pregiudizi maschilisti nella concettualizzazione dei blog

Marchetto, Costa e io abbiamo scritto che lo stereotipo dei blog come alfieri della “conversazione on-line” sia solo un mito usato da qualche blogstar per affermare la superiorità del suo medesmo modello di blog (e quello che dentro ci scrive). Non esistono, non per caso, miti diffusi e dominanti che esaltano il blog come affermazione dell’espressione individuale creativa, della piccola socialità attorno a dei testi personali che raccontano la vita di ogni giorno. Queste cose le scrivevamo negli appunti per l’interpretazione dei dati di DiarioAperto.

Ora, mi imbatto in questa analisi di Susan Herring (e altri), forse la più prolifica autrice di articoli accademici a livello internazionale sul tema di generi e contenuti dei blog. Herring (vedi la sua home personale), tre anni prima di noi (sob!), scrive:

the apparent gender and age bias in contemporary discourses about weblogs arises in part as a result of focus on a particular blog type, the so-called “filter” blog, which is produced mostly by adult males. We argue that by privileging filter blogs and thereby implicitly evaluating the activities of adult males as more interesting, important and/or newsworthy than those of other blog authors, public discourses about weblogs marginalize the activities of women and teen bloggers, thereby indirectly reproducing societal sexism and ageism, and misrepresenting the fundamental nature of the weblog phenomenon. We conclude by advocating a broader characterization of weblogs that takes into account the activities of a majority of blog authors, and more research on weblogs produced by women and teens.