Dire sentendo e non pensando

Prorompo a casa di Jean e Amelia a quasi mezzanotte.
“Ecco l’enigma antropologico di oggi: e’ se e’ vero che quando uno parla nella stessa lingua o, addirittura nello stesso dialetto madrelingua, c’e’ uno scambio di emozioni molto diverso”.
Amelia, baba, risponde semplicemente sferrando un colpo al totalitarismo del social constructionism: “Ma certo! Quando parli nella tua lingua stai meno a pensare cosa dire, ‘senti’ (you feel) cosa devi dire senza pensarci… quella lingua fa parte di te, e’ una tua estensione”.

A pranzo Gabi mi aveva raccontato della sua ricerca sulla saudade dei brasiliani emigrati in Europa.
“In tre interviste a brasiliani, mi sono scoppiati a piangere, subito. Il Brasile per loro e’ speciale, e’ un luogo mitico. Sostengono che la profondita’ delle emozioni che li legano al Brasile e’ straordinaria”.
Ma scusa, Gabi, cossa vol dir? Cossa ghe manca esattamente del Brasil?
“Gli amici, la famiglia, le grigliate…”.
Ma le grigliate… le femo anche noi in Europa…
“Mah… dicono di fare le grigliate in una maniera speciale, con degli spiedi…”.

Un pensiero su “Dire sentendo e non pensando

  1. Pingback: direct loan plus loan dle consolidation

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>