Ciampi dice no, che lui non ci sta, che l’Italia di oggi è infinitamente migliore di quella del ’92. . Sulla base di quali criteri?
Bertinotti dice che l’aumento dell’astensionismo a queste politiche è colpa della crisi della politica. Illuminante!
Ma chi dice cose interessanti è il solito uomo dietro le quinte. D’Alema tenta di parare il didietro al sistema politico nazionale spiegando al pianeta – come se il pianeta non lo sapesse – che c’è un grosso pericolo di credibilità della politica – proprio come all’inizio degli anni ’90. Così, in altre parole, dice al mondo: ehy, io lo so che le cose non vanno così bene con la nostra elite romana, però io sono buono e voglio riformare veramente questo sistema. Insomma, lui è buono, non c’entra molto con chi sta al governo o all’opposizione, al massimo dispensa saggi consigli come un indovino.
Facile così.
ci vuole la rivoluzione..con il sangue che scorre..non vedo altre soluzioni
Veramente, questa sfiducia nella politica non la trovo, in altri paesi europei.
E’ invece molto più diffusa nei confronti della UE – ma d’altronde quando a decidere è una commissione non votata dai cittadini, beh.. si chiama ancora democrazia?
L’unica può essere un cambio della classe dirigente, anche se (come quasi sicuro) solamente di facciata. Ci vogliono regole che favoriscano questo benedetto ricambio.. p.e., ma che ci fa ancora lì, Andreotti?
superp. s.
ma, sopratuto, cossa nasi che go tacado scriver per talian? Argh
e se le regole le fanno quelli che devono essere cacciati…
mah
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