Sior Weber che no legi Apadurai

Il brillante Roberto Weber, mastermind of Swg and much more, nel suo nuovo blog nuovo di zecca, si chiede che fine abbiano fatto, oggi, quelle che secondo Dostoevskij sono le basi del potere: “il miracolo, il mistero e l’autorità”.

Purtropo no go tempo per leger fedor (o fiodor, o come lo vole’ ciamar voi), perche’ qua a belfast go un saco de altri libri de legger, anca quei ssai interessanti.

Invece. E brevemente, perche’ il sole mangia le ore.

Appadurai ha scritto qualcosa del tipo: l’immaginazione e’ diventata la pratica sociale piu’ significativa della post-modernita’. I cittadini o, piu’ spesso, i consumatori sono forzati a immaginarsi ruoli, identita’ sfaccettate, appartenenze a comunita’ immaginate che siano comunita’ nazionali, di amanti delle Nike, di nemici della Nike, eccetera. (semplifico, no?)

Se mi sembra abbastanza scontato come “il miracolo” sia stato sostituito da queste pratiche, mi resta il problema di come le autorita’ teorizzate da Dostoevskij (miracolo, mistero, autorita’) siano significative per il famoso cittadino qualunque.
A tentoni: non credo che per il cittadino qualunque l’autorita’ tradizionale sia piu’ cosi’ importante, anzi. Credo che si sia fusa col ‘mistero’ di doversi immaginare succubi di una societa’ immaginata troppo grande, ingestibile, intoccabile, inarrivabile.

Il godibile programma televisivo “le Iene” e’ godibile perche’ simula un rapporto tra cittadino e autorita’ che ci piacerebbe che esista: ma non esiste affatto. Per questo “le Iene” hanno successo: ci permettono di immaginare un rapporto di cui abbiamo bisogno.

Poi.
Invero i leader e i soggetti del mercato sono, chi in declino chi in irrefrenabile ascesa, ancora grandiosamente forti. E fanno bene a sentirsi tali perche’ tra loro e noi c’e’ il muro dell’immaginazione di societa’ intere. E queste autorita’ possono permettersi di dominarci, perche’ noi siamo e ancora a lungo resteremo soggiogati alle nostre pratiche di immaginazione – a quanto pare.

Viva.

(ho scovato il blog di Weber grazie al blog di Fiandra, che fa il figo e non mi ha nemmeno linkato. Ara sti vecci, cio’… ;) )

16 pensieri su “Sior Weber che no legi Apadurai

  1. messaggio ricevuto. però, che sodisfazion, mulo morbìn che fa l’ofeso!!!!

    scusa pardon, provvedo, prima che enrichetto mi cazzi fisicamente

    dove trovo appadurai?

  2. aggiungo che sfortunatamente, a quanto mi risulta, in italiano e’ stato tradotto solo quel libro mentre di articoli o libri interessanti curati da appadurai ce ne sono altri, anche.

  3. domando scusa, gò leto l’articolo con la tua intervista, me fà piazer che i te gabi interpelà, anche de lassù te son quà presente, un saludo

  4. Ciao fioi (se capisse subito che no so mulo, eh? Mi so da Mestre), mi saria queo che ga tradoto Arjun in italian. Volevo solo dirve che Modernità in polvere no se l’unico ivro tradoto. Ghe ne se un altro, SICURI DA MORIRE, sempre co la mia tradussion (stavolta un fià aiudà da un per de bravi tosi, ma go rivisto tuto mi), sempre da Meltemi. Xe una teoria su la violensa politica (etnica) bastansa interesante (anche se no cussì tanto come Modernity at Large, almanco par mi). Par chi che se proprio namorà de Arjun, mi go butà su qualche vecio compiuter un articolo su Grassroot democracy che go tradoto ani indrio, ma che Meltemi no ga mai publica. Chi ghe interesa pol domandarmelo co na meil che ghe lo giro. Go visto solo stasera sto blog (gero drio sercar notissie su James Surowiecki), credo che tornarò ancora parché me par ben fato e “ntiijente”. Ciao a tuti

  5. grande weber, finalmente online with us!

    e ti, no se pol no ver leto Fedor. anche solo il grande inquisitore, gran pezzo, in mezzo a un libro-capolavoro. mi vado a rilezer.

    mandi

  6. ma mi fedor go leto qualcossa… solo che no xe’ che desso riva weber e me dixi de lezer un libro e lora molo tuto e me meto a leger i fradei karamazov…. eh no ah… no xe miga che weber deta l’agenda del mio comodin!

  7. più che altro perchè per leggere i Fratelli Karamazov non solo devi mollare tutto, ma devi mollare tutto per qualche settimana.
    Però ne vale la pena.
    Entra sicuramente nei primi dieci libri che ti cambiano l’esistenza.

  8. Pingback: life insurance comparison

  9. Pingback: hit and run

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