Rieducazione nell’era berlusconiana

 

Dal registro di classe: "Questa non è una classe, ma una fattoria composta da animali vari quali: vacche, porci, galli, somari e qualche fattore che per addomesticare gli animali rutta in maniera vergognosa. Impossibile fare lezione". (tratto dal sito ScuolaZoo.Com)

 

Noi invece nella prestigiosa sezione A del liceo Galilei di Trieste eseguivamo i rumori della notte: quando la prof. (Rambelli in particolare, detta anche Ramba) era girata a scrivere sulla lavagna, si alzavano i versi di numerosi animali notturni, tra cui il gufo, il gatto, il lupo, ecc. Era uno dei tanti momenti fantastici di anarchia e divertimento che ho passato a scuola.

In questi giorni sta avendo, pare, un grande successo il sito ScuolaZoo.Com che raccoglie video da tutta Italia ripresi da studenti che mostrano professori karateki, studenti che ballano alle spalle dei prof, salti della cattedra, studenti che fanno colazione o si mangiano una pasta in aula, fughe dalla classe dalla finestra, and much more: ho passato un’allegra sera in famiglia di venerdì santo, tutti con le lacrime, a ridere con questi video (autori di ScuolaZoo, siete dei miti).

E dopo mi imbatto nella rassegna stampa di Scuola.Zoo, appunto. E’ una raccolta di articoli e video di testate locali e nazionali, che sale d’importanza parallelamente alla crescita del numero di commenti ai post del blog di ScuolaZoo, cifre di commenti che qualsiasi blogger italico (BeppeGrillo escluso) si sognerebbe di raggiungere. Il livello del lavoro dei giornalisti nella maggior parte dei casi è allarmante – forse è veramente troppo tempo che non sono consueto con la tv o i giornali nazionali.

Malgrado gli autori di ScuolaZoo giustamente si smarchino, questo è stato bollato da vari reporterz come "il sito del bullismo". Due esempi possono servire a capire il ruolo dei media tradizionali: quelli di due servizi trasmessi dalle reti Mediaset.

StudioAperto
per bocca del noto mezzobusto Claudio Brachino: "Un altro scandalo a scuola… una ragazza in topless ripresa col videofonino… vi mostriamo le immagini tratte… dal sito del bullismo… ecco un altro video-choc… una giovane si lancia in un goffo strip-tease…". La verità è che la ragazza fa vedere le tette per 50 centesimi di secondo durante un intervallo… forse la redazione di StudioAperto non ha mai visto i film mandati da Italia1 in prime time (milioni di telespettatori) o non si è mai recata su una spiaggia d’estate dove migliaia di teen ager si denudano in bikini oppure, omioddddiooo, anche in topless.
Già me l’immagino i giornalisti di Italia1 quando, per la prima volta nella loro vita, andranno al mare quest’estate: "Scandalo sulle spiagge italiane… Sodoma e Gomorra… ecc."

Invece, il Tg5 (l’ammiraglia), fa peggio: "In un video a scuola… tre studenti armati di ombrelli giocano a fare i terroristi… in rete è finito addirittura un finto rapimento… una moda davvero stupida e pericolosa…". Orwell sarebbe entusiasta. Il blog Pollicino risponde alla psicopolizia di Mediaset così: "Se l’avessero fatto su Zelig o su qualsiasi altra trasmissione televisiva che avremmo detto? Forse esercizio legittimo della satira". Non serve aggiungere altro.

Mi sembra palese come al crescente traffico su ScuolaZoo abbia contribuito il passaparola sui blog dei video di YouTube – che si copiano e incollano agevolmente da un blog all’altro, assieme alla mega cassa di risonanza delle tv e della stampa. Così, secondo i dati di YouTube, i video più visti di ScuolaZoo si sono attestati in una settimana dalla loro messa on-line attorno alle 50 mila visite.

Ma il ruolo dei media tradizionali, di Mediaset in particolare, è molto più ambiguo dell’amplificazione del successo. Nella definizione della popolarità appiccicata da questi giornalisti c’è anche un marchio d’infamia – certamente ingiustificato se si osa dire che ScuolaZoo è il sito del bullismo. Il bullismo implica un atto di sottomissione, verbale o fisicamente violenta, di un debole da parte di altri più forti.

Come si può sostenere che gli studenti siano i più forti nella griglia obbligata della scuola, fatta da docenti, presidi, orari, libri? Non lo so. Qual è il collegamento del bullismo di cui sembra essere vittima il suicida Matteo con ScuolaZoo? Non ne ho idea…

Per me gli studenti che fanno le scimmie a scuola sono un’alterazione del sistema: e mi esaltano. E’ il contenitore-scuola che li vuole normalizzare preparandoli (malamente visto il livello dei docenti) alla nostra società come individui con una certa moralità, già decisa nei processi di quella scuola su cui gli studenti hanno veramente poca influenza.
E quando questi studenti pubblicano on-line sè stessi nella sfera pubblica rappresentano un’alterazione delle regole ancora più pervasive della moralità – una moralità silenziosamente forzata dai media: "Un altro scandalo…".
Ma molti ragazzi, non tutti, che passano per YouTube, sanno che quel futuro di TG-CINQUI e StudiAperti non gli appartiene. E la loro resistenza e la loro ironia mi esaltano.

6 pensieri su “Rieducazione nell’era berlusconiana

  1. mah… cazzate ne abbiamo fatte tutti, la scuola è spesso solo ‘normalizzante’ e poi magari non premiante, la società fuori magari ha già regole sue, e spesso in Italia non trasparenti… tutto vero.

    però far vedere video come questo
    http://scuolazoo.blogspot.com/2007/04/per-non-farsi-interrogare.html

    a me fa un po’ paura, perchè è un incitamento a fare delle cazzate potenzialmente pericolose (anche se è vero che le si fanno comunque, anche senza YouTube: io al liceo avevo un amico che è salito sul tetto della palestra durante l’intervallo per vincere una scommessa, per dire).

  2. eh già…
    secondo me hai colto nel segno.

    (fra parentesi questo tipo che salta dalla finestra immagino che non sia la prima volta che salti da questa altezza – e ho visto fare cose dal vivo simili, per cui non credo ci sia niente di così folle)

    che i video raccolti da questo sito rappresentano qualcosa che già esiste…
    ammesso che gli autori del sito potrebbero essere più espliciti nell’avvertire dei pericoli e nel condannare la violenza di certe azioni, non credo che facciano nulla di male.
    anzi, mi sembra che riequilibrino il perbenismo e il moralismo dei giornalisti di cui sopra, riequilibrano rapporti di potere assurdi nelle scuole e rendano esplicita l’incapacità di molti docenti.

  3. noi non avevamo delle telecamere nei telefonini…anzi,noi non avevamo nemmeno il cellulare al liceo.che peccato non aver filmato quel che succedeva nel nostro adorato galilei!

  4. Pingback: Tremate, il finto bullismo è arrivato! at Bora.La

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