El mulo Vassos Argyrou su tutti noi uguali

Ieri alla Scuola di Antropologia della Queen’s ha tenuto un seminario Vassos Argyrou, autore del libro “Anthropology and the Will to Meaning: A Postcolonial Critique“. Argyrou e’ un antropologo di professione, per cui fondamentalmente e’ costretto a usare quotidianamente i concetti prodotti da una disciplina che considera se’ stessa come la democratica per eccellenza, sia nella sua voglia di rappresentare piccole comunita’ sia nella sua voglia di raccontare chi non “ha visibilita’”.

Secondo Argyrou l’idea che sottosta’ all’antropologia e’ un dettato illuministico per cui “tutti gli uomini sono uguali” ed e’ degno per lo studioso trovare le similitudini e le uguaglianze nelle varie differenze che la storia ha appioppato a distinte comunita’ di persone. Come dargli torto.

Quello che sembra abbastanza sconcertante ma convincente del suo ragionamento – se visto in contrasto rispetto a quel dettato – e’ invece l’idea per cui l’essere umano e’ portato naturalmente a volersi distinguere da ogni altro. “Differentiation and distinction are in the nature of human being“.

In altre parole l’Occidente illuminato – e l’Antropologia come una dei suoi tanti emissari – organizza il proprio pensiero perche’ sia omnicomprensivo di ogni essere umano… perche’ tanto siamo tutti uguali ed e’ quindi proprio questo il motivo per cui e’ possibile democratizzare tutto e tutti (nel bene e nel male), dominare tutto e tutti (nel bene e nel male), andare a scoprire e a tamarrare tutto e tutti (nel bene e nel male). L’idea che tutti i 6 miliardi di persone siano uguali e’ insomma una forma di alienazione che riguarda immense necessita’ di generalizzare per i cittadini. Dargli torto?

James Clifford, citato da Argyrou, ha detto qualcosa come “l’antropologia e’ una forma di allegoria che l’Occidente racconta a se’ stesso”. Marc, research fellow alla Queen’s, gli ha fatto presente che Rousseau concepiva l’uguaglianza tra gli uomini come un atto di affetto piu’ che di ragionamento, insomma un atto politico dettato da un emozione. Eccetera…

13 pensieri su “El mulo Vassos Argyrou su tutti noi uguali

  1. eccetera??!
    Ueh Morbin, scrivi un post che trovo interessantissimo e ti fermi con un eccetera?
    Dai vai avanti, raccontaci un pò di sani scambi culturali in quel dell’Università di Belfast…

  2. massimiliano: ma la dichiarazione dei diritti dell’uomo – la conosco perche’ e’ citata da bono nei suoi concerti ;) – dice che “tutti gli uomini sono uguali…”
    marco: purtroppo questo e’ quello che so e ho capito dal seminario!
    ; )

  3. Mi pare che affermare che gli uomini sono tutti uguali, nel senso che hanno gli stessi diritti e doveri, non sia un detto illuministico, ma lo avessse affermato un ebreo crocifisso in palestina molti secoli prima. Che poi chi doveva applicare quell’annuncio nella vita quotidiana non è che si sia dato tanto da fare quella è un’altra storia.

    Ciao Enrico, è sempre un piacere leggerti

    Francesco da Roma

  4. ciao francesco (come mai a roma?!?) … ma mi sa che l’aveva detto qualche greco prima di lui ed e’ forse per questo che la cosa dell’ebreo ha avuto successo…
    ; )

  5. era un drago.
    ho letto un fantastico libro di stampaalternativa – edizioni millelire in cui si spiegava come il logo usato dai suoi seguaci fosse il piu’ grande brand inventato nella storia… e anche il piu’ semplice: due linee in croce!

  6. Allora è per questo che in nazismo ha fallito:
    era troppo complesso il logo della croce uncinata…

    scusa… ora sto scadendo nel profano…

  7. Enrico: la dichiarazione dice che «Gli uomini nascono e muoiono uguali nei diritti»
    Non che sono uguali tout court.
    C’è una bella differenza.

  8. L’antropologia non crede che gli uomini siano tutti uguali ma che abbiano semplicemente pari dignita’, cioè che tutto ciò che esprimano siano frutti dell’uomo stesso…certo che NON siamo uguali, un tungusa siberiano conosce centinaia di dei e demoni, noi uno solo…

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