[BELFAST - a cura dell'antropologo dei poveri] Raccolgo tracce sulle differenze generiche e generalizzate tra la societa’ italiana (ammesso che esista) e quello che vedo di quella britannica (ammesso che esista).
(1) “I thought that everybody weared uniforms! don’t you?“, mi ha esclamato e chiesto sorpreso il mio amico Gabi, inglese, quando gli ho fatto presente che no, nelle scuole in giro per l’Italia ed altre nazioni gli studenti non si mettono divise.
(2) A lezione ogni tanto dico delle castronate e/o mi esprimo incomprensibilmente con un inglese tutto mio. La cosa che mi fa imbestialire e’ che non mi fermano mai ma stanno zitti. “Siete troppo gentili, cazzo”, gli dico un giorno. Gabi poi mi ha spiegato che quando si trova tra spagnoli che lui frequenta frequentemente, lui strippa perche’ lo interrompono ogni due per tre. “You can not make any point”. No te se pol spiegar, insomma, no, se un te ferma ogni do per tre.
(3) Per strada la gente si muove come in tutto il mondo. Ma di meno. Muovono i loro arti un po’ di meno. Sono meno vistosi quando si spostano. Gesticolano di meno. Hanno un’andatura piu’ uniforme.
(Conclusioni provvisorie) Loro sono piu’ incasellati. Come in un esercito. Ma possono esprimersi di piu’. Ma sono piu’ controllati. Sono di piu’ un gruppo, una formazione, un’armata, ed e’ per questo che gli anglosassoni hanno spaccato il culo ai passeri nel corso degli ultimi secoli. Foucault sei contento? Ciao