

Per saperne di piu’ sul regime di Pinochet abbracciato dai sorrisi di Giovanni Paolo 2, leggi la storia di Pinochet su Wikipedia.


Per saperne di piu’ sul regime di Pinochet abbracciato dai sorrisi di Giovanni Paolo 2, leggi la storia di Pinochet su Wikipedia.
Rimembro… ma per portare il vangelo ovunque bisogna pure contrattare con i tiranni… in quell’occasione Giovanni Paolo II chiese pure al dittatore di allentare le maglie del regime, cosa che nessun illuminato paese del blocco comunista pensò di fare….
condivido in parte
solo in parte perche’ “allentare il regime” mi sembra un po’ pochina come pretesa
(non so cosa c’entrano i comunisti in questo caso)
i comunisti xè come el prezzemolo me par….
bravo Malicche! mi ero dimenticata di queste immagini…
se hai tempo prima o poi leggi Le irregolari- Brueno Aires Horror Tour, di Massimo Carlotto
ciao
a dire il vero il Papa ha incontrato anche Berlusconi
Eh, la storia ne è piena di coincidenze e foto come queste. La Chiesa è un’entità politica oltrechè religiosa. Sta nel gioco delle cose.
insomma… non sta proprio nel gioco delle cose avere un libro che dice “bianco” (la bibbia) e una pratica come quella delle foto che dice “nero”…
ma cos’hai capito, Enrico! E’ Pinochet che vogliono fare santo subito! anche se in effetti, io non so se farei santo uno che si accompagna col polacco, corresponsabile di 30 milioni di contagiati HIV nell’Africa nera…
già….
; )
Muerto Pinochet: Victor y Salvodor viven siempre:
Siamo in cinquemila, qui,
In questa piccola parte della città.
Siamo in cinquemila.
Quanti siamo, in totale,
Nelle città di tutto il paese?
Solo qui
Diecimila mani che seminano
E fanno marciare le fabbriche.
Quanta umanità
In preda alla fame, al freddo, alla paura, al dolore,
Alla pressione morale, al terrore, alla pazzia.
Sei dei nostri si son perdi
Nello spazio stellare.
Uno morto, uno colpito come non avevo mai creduto
Si potesse colpire un essere umano.
Gli altri quattro hanno voluto togliersi
Tutte le paure
Uno saltando nel vuoto,
Un altro sbattendosi la testa contro un muro,
Ma tutti con lo sguardo fisso alla morte.
Che spavento fa il volto del fascismo!
Portano a termine i loro piani con precisione professionale
E non gl’importa di nulla.
Il sangue, per loro, son medaglie.
La strage è un atto di eroismo.
È questo il mondo che hai creato, mio Dio?
Per tutto questo i tuoi sette giorni di riposo e di lavoro?
Tra queste quattro mura c’è solo un numero
Che non aumenta.
Che, lentamente, vorrà ancor più la morte.
Ma all’improvviso mi colpisce la coscienza
E vedo questa marea muta
E vedo il pulsare delle macchine
E i militari che mostrano il loro volto di matrona
Pieno di dolcezza.
E il Messico, Cuba e il mondo?
Che urlino questa ignominia!
Siamo diecimila mani
In meno che producono.
Quanti saremo in tutta la patria?
Il sangue del Compagno Presidente
Colpisce più forte che le bombe e le mitraglia.
Così colpirà di nuovo il nostro pugno.
Canto, che cattivo sapore hai
Quando devo cantar la paura.
Paura come quella che vivo,
Come quella che muoio, paura.
Di vedermi fra tanti e tanti
momenti di infinito
in cui il silenzio e il grido
sono i fini di questo canto.
Ciò che ho sentito e che sento
Farà sbocciare il momento.
(Victor Jara, trad. Riccardo Venturi)
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