Prima settimana a Belfast

Allora. Paola dice che gli "uao" entusiasti e i "vai così" mi pompano troppo. Ma chi cazzo penso di essere?
Dopo. Secondo fonti rodrigueziane, Massi dice che sono "pazzo", Noveo che sono "mona".
Poi. Giuglio, l’artista multimediale, dice che mentre lui (risate finte del pubblico) sta là a "Studenti", io con moglie e figli (risate finte del pubblico) sto a Belfast a fare lo sgargiulino.

 

A questi commenti rispondo dopo. La prima persona con cui ho parlato a Belfast per più di 13 secondi è stato un clochard del Botanic Garden dal nome Cyril. Mi ha indottrinato per un’ora su temi del tipo:
- lui è una persona molto istruita che si è fatta da solo, nella sua stanza chino sui libri
- lui parla inglese con un accento comprensibile (vero, a differenza dei suoi concittadini) perchè è una persona istruita
- Belfast è un posto figone perchè non è come la Repubblica d’Irlanda, no no. Questa è la terra natia di Lord Kelvin quello della scala di temperatura dello zero assoluto e la sua statua è là dietro ah sì no te vedi, qua girano un sacco di macchine italiane tipo Ferrari e Lamborghini (boh, mai viste in sti giorni), alla università dove andrai ci sono 6 premi nobel (visti gnanche quei)
- "yes, irish pronunciation is really difficult for me". no gavessi mai ditto ciò. "irish?, seguono 15 minuti sulle differenze tra irlandesi e quelli che abitano qua, i quali debbono essere apostrofati come britannici". al che gò capido da che parte el sta.

 

Gli occhi dei bambini irlandesi e dei ragazzini irlandesi non sono come quelli delle nostre parti. Sono di un blu-azzurro intenso. Ma soprattutto hanno uno sguardo duro, quasi feroce. Sono occhi da adulti, come. E’ come se il loro dna non gli consentisse l’innocenza dei nostri bambini. Mah, sarà la storia di questi posti e blah blah. 

Domenica di 8 giorni fa sono andato a West Belfast. C’è un muro-di-Belfast che divide le due parti, quella cattolica e quella irlandese. Mattoni, posti di blocco, ferraglia, grate. La chiamano peace line. Fino a 1 anno fa,  il grattacielo che sovrasta l’inizio di West Belfast anc Divis Tower, aveva gli ultimi due piani occupati dall’esercito. Era un’occupazione che durava dal 1996 e serviva alla British Army per tenere sotto controllo gli spostamenti della gente.   

 

Questa qua sopra è la peace line.
Ora commenterò le perplessità e le profonde critiche dei miei detrattori.
"Nei sogni inizia la responsabilità" (W. B. Yeats, citato nel primo testo di studio del mio Master)
"Straniero, fa che le tue scelte siano avventuruose" (C. S. Lewis, originario di Belfast anch’egli)
"Un uomo con un pene piccolo è quello migliore. Un uomo così non ti fa male" (da ‘Nisa, storia di una donna boscimane’ di Marjorie Shostak)

(tutti i miei lettori e non sono invitati a venire a trovarmi ma dixeme per tempo. ma siete invitati o no? i miei lettori o no e non? scusate per i ritardi su bora.la che sapete ma sono pieno di studio e di casini, presto ci metto una pezza. questo qua sotto è l’edificio figone della mia università. ciao)

 

Tipo i “conservatori” italiani

Tipo un Casini o un Fini o un Berlusconi. E’ David Cameron, leader dei conservatori anc come il partito di destra in Gran Bretagna. In questi giorni ha lanciato webcameron, una sorta di video-blog o blog condito da video nel cui sito, tra l’altro, c’è un open blog dentro cui ogni utente registrato può scrivere. Giusto perchè passavano di lì, i ragazzi di webcameron hanno anche postato i video su YouTube (il video qua sotto è il primo clip introduttivo, "clean politics", in cui il politico è alle prese con piatti sporchi, moglie, figli e politica).


"… state attente BBC, ITV, Channel 4, siamo la vostra nuova concorrenza", dice Cameron ammonendo le grandi tv tradizionali britanniche. 

Ha detto un rappresentante dei conservatori a The Guardian, sulla prima pagina di sabato: "Per noi è una vera sfida far vedere che capiamo il web: è aperto, non è manipolato e dobbiamo prendere dei rischi.
Bisogna accettare che la gente al giorno d’oggi non vuole più essere marcata nella stessa maniera ‘sono conservatore’ o ‘sono laburista’. Vedo che ci stiamo aprendo a una organizzazione della nostra campagna più rotonda dove non si fa promozione per far eleggere la gente, ma per fare in maniera tale che la promozione sia una spinta al cambiamento
". 

Sorvolando sulla discutibile e sottintesa teoria per cui web-tv e blog possano essere la spina dorsale di una campagna di aggregazione di una comunità (fino a che non lo vedo, non ci credo), mi sembra che sia marziana l’apertura nei confronti del comune cittadino navigatore per quanto riguarda:
– la possibilità fornita ai cittadini di scrivere loro stessi il messaggio politico
– l’idea di lasciar manipolare ai navigatori i messaggi con la faccia di Cameron

Ve lo immaginate Casini/Fini/Berlusconi che… (ma anche Prodi/D’Alema/Rutelli/Bertinotti che…) 

Tutti i consumi sono uguali? No.

Non avete visto Giselle Buendchen (anc The Body) ma io sì che su un inserto del Times dice che è "una grande fan del cuore di Bono" e non avete visto The Body che è la nuova faccia di (Red).

la mula giselle

Ma cosa è (Red)? (oltre ha avere un account su Flickr?) E’ un azienda fondata da Bono Vox, con cui collaborano Armani, Converse, American Express, Motorola, Gap. Una parte dei proventi dei prodotti di quest’azienda vanno ad acquistare medicine per curare l’Aids in Africa. Da febbraio (Red) ha già tirato su circa 7 milioni di euro, di cui metà già stanziati.

 

Fare beneficienza e ricordarsi di "chi sta male", diciamo, è sempre stata una gran rottura di balle condita da sensi di colpa sprizzati da campagne e campane ricorrenti. Bono Vox la sa lunga e sa che i consumi sono l’unico modo condiviso nella società occidentale di rapportarsi alla sfera pubblica, cioè all’impegno pubblico nella comunità – non quella del pub, o dell’osmizza, o del baretto… Altro che la politica, quella ve bene per i poveri D’Alemi.

 

Come dire ehy sì bravo bella idea mulo Bono? Basta comprare uno dei prodotti dal sito di (Red)

Dal Manifesto di (Red):
All things being equal, they are not.
As first world consumers, we have tremendous power. What we collectively choose to buy, or not buy, can change the course of life and history on this planet.