Padoa Schioppa e tassa le rassegne stampa!

Giuglio, "L’artista multimediale", mi scrive ricitando RadioGladio di Sergio Messina: "Scusate se importuno, ma questa mi pare grave… Andate, leggete, firmate e diffondete. Ripristiniamo l’intelligenza, deh!". (il titolo di questo articolo, geniale, è anche di Giuglio).

Spiega Sergio Messina che in realtà ricita Adolgiso:

"il copyleft era ammesso sul web con la sola restrizione di citare rigorosamente la fonte editoriale e l’autore del pezzo. In altre parole: un comitato di quartiere che vuole documentare uno scempio ambientale archiviando articoli della stampa locale. Un’associazione di persone colpite da una malattia rara che vuole mettere a disposizione di tutti una rassegna stampa sui progressi scientifici del settore. Un’associazione pacifista che vuole denunciare, con prove giornalistiche, crimini di guerra e violazioni dei diritti umani. Bene – o meglio: male -, tutti questi soggetti sono costretti a pagare una tassa alle associazioni degli editori per continuare a svolgere le loro attività"

E ora firma la petizione di MediaWatch

8 pensieri su “Padoa Schioppa e tassa le rassegne stampa!

  1. Vi segnalo un piccolo paradosso esplicativo di questa puttanata legislativa: il testo che vedete qui sopra è di Adolgiso, che potrebbe quindi rivalersi (ai sensi di questa regola tonta) su di me. Oppure, se lui si distrae, potrei farlo io con Morbin…

  2. si pensava che il centro-sinistra almeno fosse un po’ più “serio e preparato” di quegli altri…
    allucinante.

  3. Copyleft sta gran cippa. E’ incredibile come riguardo a questa vicenda il termine rimbalzi a sproposito, da un sito all’altro senza che nessuno ne contesti l’utilizzo. COPYLEFT NON C’ENTRA NULLA, si chiama diritto di citazione. Sembrerà un dettaglio ma non lo è, le parole sono importanti, i concetti che rappresentano pure, l’accuratezza nel riferire le informazioni anche.
    Il post di Adolgiso è tutto sbagliato tanto per dire, visto che l’articolo va “aggiunto” a quello vigente e non lo sostituisce.

  4. Il commento di Massimo Moruzzi mi pare insieme giusto e sbagliato. Nella sostanza è corretto: l’espressione “copyleft” descrive tutt’altro e in questo contesto è quantomeno imprecisa.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Copyleft

    La dicitura corretta è quella riportata da Massimo, diritto di citazione. Sfortunatamente, sempre per la mia sensibilità, mi pare l’unica cosa corretta del suo post: non sono un fan dei formalismi, solo non capisco come mai si senta obbligato a usare un linguaggio da Neighboorhood Bully (cit).

  5. Ooops – scusate. Il commento a cui mi riferivo non e’ di Massimo Moruzzi, bensì quello sotto, di Antonio. Me ne scuso cogli interessati e con Morbin.

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