Motivazioni per salvare Taranto

Da Repubblica: "Il Comune di Taranto non ha più niente. Neanche un solo miserabile euro [...] Un buco di quasi 500 milioni, un sindaco rovesciato dagli scandali, stipendi d’oro che hanno arricchito un clan di burocrati".
Ora ti chiedo: per quale motivo i soldi delle mie e vostre tasse (tarantini esclusi, si capisce) dovrebbero pagare la salvezza di quella comunità?
Io di motivi non ne trovo.

17 pensieri su “Motivazioni per salvare Taranto

  1. mi chiedo, un Comune può fallire? è una azienda che può dichiarare bancarotta? forse è una mia ignoranza, ma ne dubito. E allora bisogna trovare una risorsa per riequilibrare i conti. Che sia questo lo scopo delle tasse di scopo che si vogliono introdurre? Come un’azienda ha i suoi dividendi, i Comuni poco virtuosi hanno i loro sottraendi per tutti i suoi cittadini (che hanno democraticamente eletto il sindaco). un federalismo di fatto.

  2. Ora ti chiedo: per quale motivo i soldi delle mie e vostre tasse (tarantini esclusi, si capisce) dovrebbero pagare la salvezza di quella comunità?

    Perchè semo in Italia e in Italia funziona cussì. Perchè scandalizzarse tanto? No se pol pretender de andar a sventolar tricolori e al stesso tempo pretender moralità, rigor e senso etico asburgici. Questa xe l’Italia… cossa pretendè? L’importante xe vinzer qualche mondiale de balon ogni tanto, dopo che comandi pur i furbastri e i disonesti, chi se ne frega.

  3. perchè scandalizzarse tanto? perchè non si può continuare a concepir come dati di fatto queste situazioni…. eppure non è la prima volta che capita, no… eppure la nostra vita la facciamo andare avanti, paghiamo le tasse per servizi mediocri e per pagare i servizi di altre comunità in giro per l’italia con cui non so se abbiamo poi così tanto da spartire.

    ok, bela la puntada sul balòn… però non stemo pensar anche che l’atacamento al balon sia l’atacamento alla naziòn… se no semo fora strada…

    i zoghi (giochi per i non-triestini) sarà importanti, ma xè sempre discinti dala quotidianità dele persone….
    e ghe vol poco a ciavarsene dela nazionale….

  4. aggiungo che “non far parte della stessa presunta comunità nazionale” significa prima di tutto non votare per gli stessi partiti per cui si vota a taranto.

  5. Questi xe i partidi votadi a Taranto.

    http://elezioni.comune.taranto.it/raggruppamenti.php?tipo=SE&sez=0

    Ma i “boni” sta tuti da una parte e i “cativi” dal’altra? Mi no ghe credo… destra e sinistra frega uguale, xe entrambi born to eat, il malcostume xe trasversale, xe la mentalità de un popolo e de una comunità nazionale de cui no me sento parte perchè la mia Patria comincia a Muja e finissi a Duin.
    E chi resta de votar che no xe anche a Taranto?

  6. muja= muggia
    duin = duino
    la distanza che le separa la vedi qua con google maps
    ;)

    cenerentola:
    infatti xè quel che penso, rispetto all’italia. tutti i partiti nazionali hanno grossi problemi nel riuscire a rappresentare veramente comunità locali così diverse. anzi, non è che hanno problemi: non ci riescono e ci sono dati storici per questo.
    penso che la comunità nazionale italiana (come per molti versi ogni comunità nazionale, ma la nostra in particolare) sia una enorme finzione che ci costringe a preoccuparci e a confrontarci con problemi e culture radicalmene diversi dai nostri.

    abbiamo provato a stare assieme per 150 anni. forse può bastare…
    chiaramente non so quale sia la via d’uscita, ma mi sento più vicino all’euroregione che alle regioni di taranto e roma.

  7. ah, usti, giusto la Venezia Giulia conti come casa, eh? :-)

    sì, 150 anni posson bastare, ma qui abbiamo la Lega, mica CIU come in Catalunya. Ecco, andare a Barcelona, quella sì che potrebbe essere una buona idea…

  8. Posso solo dire, che un comune PUO’ fallire, se un sindaco decide di RUBARE tutti i soldi comunali, costruendo imbrogli e portandoli a termine, avvalendosi di persone che ricattate e complici, contribuiscono alla riuscita di questo. Ora, io, da tarantina, posso dire questo: nessuno è in obbligo di aiutare nessuno, anche se questo pensiero è discutibile. Contrariamente, chi non vive cinque mesi senza stipendio, non può capire. Capisco anche chi non vive il problema, lo ritiene che questo, sia lontano anni luce dalla propria vita.

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