L’emergenza ambientale – in Regno Unito

Qua sui grandi media del Regno Unito e nel dibattito politico che vi è dipinto si parla un giorno sì e un giorno sì dei cambiamenti climatici e di come la politica deve affrontare questa emergenza. Non esagero se in questo mese avrò visto almeno un paio di volte l’intera copertina di The Guardian dedicata a questi temi (The Guardian è il quotidiano britannico che per posizionamento è piuttosto simile alla nostra La Repubblica). Uno spazio simile viene dedicato all’emergenza da molte altre testate.

Oggi il primo ministro Tony Blair e il suo successore designato, Gordon Brown, hanno presentato il rapporto Stern sulla questione ambientale.

Ha detto Blair, secondo quanto riporta The Guardian on-line: "Il disastro non accadrà in qualche lontano futuro fantascientifico, ma nel periodo delle nostre vite. A meno che non agiamo ora… queste conseguenze, sono tanto disastrose quanto irreversibili… Non c’è niente di più serio, più urgente, più bisognoso di una guida politica".

Secondo la sintesi del rapporto Stern fatta da The Guardian, "tre elementi di indirizzo politico sono richiesti per una risposta reale: la gestione del prezzo del carbone, politiche sulla tecnologia e efficienza energetica". I punti salienti nell’indirizzo del Governo Britannico sono insomma la diminuzione delle emissioni di carbone tramite la tassazione e lo sviluppo su larga scala le energie alternative. L’emergenza ambientale come priorità vede d’accordo anche l’opposizione di destra in Regno Unito. Il rapporto Stern prevede inoltre una enorme catastrofe economica come conseguenza dell’inizio di quella ambientale. (Leggi i punti salienti del rapporto Stern)

In questo momento (ore 23 GMT) The Guardian on-line spara nel primo strillo sulla home-page uno speciale sul tema.

E in Italia? Tutto procede. 

 

Il nuovo Swg.it e l’identità aziendale 2.0

Negli ultimi tempi come responsabile del progetto ho lavorato al nuovo Swg.it, che finalmente è on-line. Mi piace sottolineare soprattutto l’integrazione senza alcun tipo di controllo editoriale dei flussi esterni di articoli da siti di news e blog che parlano di Swg. Per far questo abbiamo sfruttato i flussi Rss di Google News e Technorati.

Insomma Swg.it riconosce che, in rete più che mai, l’identità di un’azienda si basa sul discorso labilmente intrecciato di miriadi di autori, stiano essi nell’ufficio stampa dell’azienda stessa, in un’agenzia di stampa, in una testata on-line oppure dietro l’url di un blog.

Ci ha dato un grosso contributo il blogger Francesco Fullone, mostro-sacro del codice di WordPress dalle nostre parti dei blog in lingua italiana. Il sito, per l’appunto, è basato su WordPress. La grafica è stata sviluppata principalmente da Iolabs.

5 minuti per l’apocalisse

Ti bastano 5 minuti per leggere l’articolo sul blog del giornalista del Sole24Ore Beppe Caravita a proposito di un convegno che si è tenuto a porte chiuse a Venezia con teschioni di Oxford e altri centri di ricerca sboroni a proposito dell’inevitabile scenario fine-di-mondo. I cambiamenti globali nel clima comporteranno, per esempio:

"al 2030 quasi tutta l’Australia sarà desertificata. In alcune regioni non piove da sei anni filati e ogni quattro giorni, da quelle parti, si rileva il suicidio di un contadino per fallimento.
… da Roma in giù, per quanto riguarda l’Italia, sarà un deserto
… Nessuno dei presenti al workshop (una ventina di esperti), ci dicono, solleva obiezioni a questo genere di previsioni
".

Ok, magari non hai tempo, devi andare in giro in macchina a distribuire un po’ di benzina nell’aria, parlare di quanto sono cattivi Prodi o Berlusconi o chissà che roba eh… (articolo segnalatomi da Roberto Ursini)

Padoa Schioppa e tassa le rassegne stampa!

Giuglio, "L’artista multimediale", mi scrive ricitando RadioGladio di Sergio Messina: "Scusate se importuno, ma questa mi pare grave… Andate, leggete, firmate e diffondete. Ripristiniamo l’intelligenza, deh!". (il titolo di questo articolo, geniale, è anche di Giuglio).

Spiega Sergio Messina che in realtà ricita Adolgiso:

"il copyleft era ammesso sul web con la sola restrizione di citare rigorosamente la fonte editoriale e l’autore del pezzo. In altre parole: un comitato di quartiere che vuole documentare uno scempio ambientale archiviando articoli della stampa locale. Un’associazione di persone colpite da una malattia rara che vuole mettere a disposizione di tutti una rassegna stampa sui progressi scientifici del settore. Un’associazione pacifista che vuole denunciare, con prove giornalistiche, crimini di guerra e violazioni dei diritti umani. Bene – o meglio: male -, tutti questi soggetti sono costretti a pagare una tassa alle associazioni degli editori per continuare a svolgere le loro attività"

E ora firma la petizione di MediaWatch

Associazione a delinquere di stampo telefonico

Massimo, autore del blog Dotcoma, segnala questo brillante intervento video di Beppe Grillo a proposito di Telecom Italia e delle aziende di telecomunicazioni in Italia, presso un programma di RepubblicaRadioTv. Il discutibile conduttore Giovanni Valentini gli dà il benvenuto dicendo: "il suo sito è il primo della rete italiana". Non è così: Grillo non è affatto il primo sito in Italia, al massimo è il primo blog e questo significa una distanza di milioni e milioni di utenti. (questa è una frase contro Valentini, non contro Grillo)

Ma andiamo avanti. Ecco alcune chicche di Beppe Grillo nella trasmissione:

"Telecom è una serie di scatole vuote… L’unica risorsa della Telecom è rubare agli azionisti e ai consumatori".

"Voi giornalisti… siete un’informazione deviante"

"Da quando ci sono questi (Tronchetti Provera e soci)… si sono mangiati una finanziaria all’anno con le stock option".

"In Francia Alice di Telecom Italia va quattro volte più veloce e costa meno della metà che in Italia… le nostre authority non servono a niente perchè qua non c’è il libero mercato… lo capite che se chiamo dall’altra parte del mondo (con Skype) non pago nulla?!? E stiamo qua a parlare di scatto alla risposta… Voi siete indietro con le tecnologie di 100 anni! Avete un sito sulle tecnologie che è indietro di 100 anni!"

"Nella comunicazione siamo dietro all’Estonia".

Telecom è un’"associazione a delinquere di stampo telefonico… non solo ruba, ferma il progresso"

Vai al video di RepubblicaRadio con Beppe Grillo