Epifanie dei poveri

Oggi ho visto il compleanno di Jan tramite Skype e tramite la webcam.
Io a Belfast all’Elms Village, loro a Trieste in via delle Querce.
Ho parlato molto con Patatino che mi guardava e sorrideva.
Ho visto le gambe di Tadeja che penzolavano e si muovevano come una scimmietta appesa alla mamma.
Ho visto Alice ed è stato così straordinariamente bello rivederci, anche se non ci vediamo solo da una settimana.
Avevo una finestra magica verso casa mia a Trieste, come fosse lo specchio di Morpheus o quello di Alice – quell’altra, di Alice.

E pensavo. Ha ragione Weinberger quando dice che la freddezza del mezzo (queste ferraglie di pc, la plastica delle webcam e vetro, silicio-quel-che-è dei monitor) fa risaltare i nostri corpi e quello che c’è di più umano in noi. Ci fa capire i nostri legami, li esalta.

Skype con la webcam è una gran figata.
(Vado a cucinarmi il salmone che ho comprato a St George’s Market)

Aggiornamento del primo ottobre: qua sotto la foto di Patatino scattata da papà a Belfast mentre Pata è alla festa del suo compleanno, a Trieste

patacompleanno 

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