Il rabbino: Trieste è una grande casa di riposo

Il rabbino romano Umberto Piperno lascia Trieste. Girano voci che se ne vada non di sua scelta come avrebbe dichiarato lui stesso ma per una condotta non proprio eccezionale dell’amministrazione della comunità. Indifferente. Quello che fa pensare invece sono le sue dichiarazioni sulla defunzione, prossima o avvenuta, di Trieste.
Non credo che Piperno sia tanto lontano dalla verità, se i dibattiti più accesi in città, p.e. sul quotidiano ufficiale, riguardano un fantomatico evento che dovrebbe risollevare le sorti della città (boh?), la chiusura dei locali notturni e l’alcool tra i giovani. E voi, invece, odiate Piperno? (il dibattito è aperto. e poi: ciao, vado in vacanza, torno a fine mese)

 

EL Picolo chiama, el Comun rispondi

El Picolo, quotidiano ufficiale di Trieste, aveva denunciato due settimane fa le gravi pratiche alcoolistiche dei giovani triestini. El Comun, nelle vesti dell’assessore al commercio Paolo Rovis, ha lanciato una campagna per sconfiggere la piaga. "Delicatezza e rigore", scrive El Picolo. "E un bel cartello bianco, rosso e nero con su scritto "Io rispetto la legge". Così il Comune ha deciso di contrastare un fenomeno sociale in crescita, subdolo e dannoso: il consumo di alcool da parte dei giovanissimi, minori di 16 anni, nonostante la sua somministrazione sia vietata dal codice penale".
Purtroppo il Comune più di tanto non può, spiega avanti la massima testata giuliana: "In questi giorni tutti i 1200 gestori di locali pubblici lo riceveranno con preghiera di esposizione, un gesto comunque facoltativo".

Se el Comun sembra essere d’accordo con le inchieste giornalistiche di sensibilizzazione dell’opinione pubblicate da "El Picolo", con la redazione non sembra essere altrettanto d’accordo la concessionaria pubblicitaria "Manzoni", che vende gli spazi pubblicitari sulle stesse pagine in cui i giornalisti scrivono quegli articoli.
Lo stesso giorno sul quotidiano infatti, nella pagina a pagamento "Ristoranti e ritrovi" proprio di fronte a quella che pubblica l’articolo su Rovis VS Alcool, un simpatico redazionale intitolato "Birra, una bevanda che piace ai giovani. E non solo" fa sorgere insopprimibili dubbi ai più attenti confrontatori. (Cliccare sulle due immagini degli articoli per credere)

Intercettazioni su Tadej e Jan

In possesso per l’ennesima volta di uno scoop mondiale, pubblico le intercettazioni della chat di qualche giorno fa tra una non meglio precisata zia Fabiana S., residente a Utrecht nata il 31 gennaio 1976 a Trieste e il sottoscritto. Il tema della scottante conversazione sono i rapporti tra Tadej Milic e Jan Milic.

- come sta Tadej? ma soprattutto, come ga reagì Jan? xè possibile aver una foto de lori due insieme?
- le sto cargando su el server de espana
- beh allora? cossa el ga ditto el mulo Jan?
- la prima roba che el ga ditto co lo ga visto – ierimo in ospedal e lo tignivo in brazzo – xè sta: "coto?" , che nel linguaggio patatinesco vol dir "e questo?"
- ahpperò, o forsi vol dir "volessi un panin de coto", grazie
- no. dopo co semo tornai casa, el ghe xè ndà vizzin un po’ de volte dixendoghe "cah, cah"…. che vol dir "caro, caro".
- che cocolo
- dopo… un zorno ierimo in machina con tuti e 4. poi riva la nona che la ciol tadej fora dela machina… e jan dixi, urlando disperà: "frateloooooo"…
- sul serio???? frateloooooooo???? che fora!!!!
- speta. dopo ogni tanto el ghe da bacini e el ghe dixi a mama: "bracio, bracio" che vol dir "perpiacer, signora co le tete giganti che la me cambia la panuza, la me fa tignir sto nel putel in brazzo?"
- e el xè bon de tignirlo in brazo?
- per niente, oviamente. poi. in realtà jan xè ssai nervoso.
- vedi la fine del suo predominio?
- el devi ncora ciapar le misure de sto fratelo. i ultimi do zorni, anzi, sembrava che ghe giri un po’ el cazo co mama la tigniva tadej in brazo…. el ghe ga urlà un do volte, col ciuciava de la teta, "nooooooooo"…. efetivamente sì, ghe gira un po’ le bale, sembra
- vabbè, ghe vol un poco de tempo, certo magari co’ xè meno differenza de età ghe vol un pò de + tempo per lori per capir che no xè che la mamma e el papà no li ga + per el cul. no come noi che ierimo za grandi co’ xè nati i nostri fradei
- zà. in genere me par che el suco del tuo pensiero sia: "ghe vol un po’ de tempo"…. la sa signora mia, ghe vol un po’ de tempo
- si,su qualsiasi argomento. l’integrazion i olanda? ghe vol un pò de tempo
- (secoli)
- la fame nel mondo?
- (millenni)
- ghe vol un pò de tempo
- però jan desso che mama xè casa el xè molto felice. ogni tanto co semo tuti insieme (magari senza badar tropo ala presenza de "coto") el ne varda e el dixi: "noi". cioè: "semo a casa tuti insieme, mama, papà, mi (e coto)".
- che bel, smebrè la famiglia mulino bianco…
- "smembremo la famigghia mulino bianco". semo 4 serial killer
- si si. visti i soggetti… + probabile

Studenti.it ecc.: “Merce rara”

Voi non lo sapevate: sappiatelo che "Prima Comunicazione", il mensile più autorevole sul mondo dei media in Italia, ha pubblicato a giugno un articolone di due pagine sull’entrata di Paolo Ainio e Pietro Boroli dentro StudentiMediaGroup. Ainio racconta che sarebbe entrato dentro l’azienda che edita Studenti.it e Giovani.it per l’elevata targetizzazione delle sue testate: i giovani… "le aziende non riescono più a raggiungerli tramite i media tradizionali perchè leggono meno i giornali e guardano meno la tivù, ma frequentano altri luoghi come le comunità on-line. Con i suoi siti Studenti raggiunge più giovani di Mtv o RadioDj, quindi ha numeri molto interessanti".

L’articolo contiene una bella intervista a Luca Lani con cui nel 1998 registrammo i domini "www.studenti.it" e "www.giovani.it" come dirigenti dell’associazione Unione degli Universitari, cita la partenza dell’azienda con gli altri tre soci individuali originari (Mucignat, Toro e mi) e contiene pochi sbagli e refusi: un caso raro ;)

(scarica l’articolo in formato pdf

Roma caput purciari

Il New York Times (ho udito dire che sia abbastanza influente come quotidiano) pubblica oggi un edificante articolo sull’eccellente accoglienza che Roma e i romani danno ai turisti stranieri. Copio-incollo dalla newsletter di Italieni:

"Tutti i turisti in visita nella Città eterna conoscono questa sensazione: gli italiani non pagano tre dollari per un minuscolo cappuccino o quattro dollari per un cestino del pane che nessuno ha ordinato. Una sensazione che spesso rispecchia la realtà.

Alcuni ristoranti ammettono candidamente di aumentare del trenta per cento il prezzo di un espresso o di usare ingredienti meno pregiati quando servono i visitatori stranieri. Sfruttare i turisti non è un’esclusiva della capitale italiana, ma i romani hanno un talento particolare.

"Non lo vedono come un reato, ma come una specie di giustificazione", racconta Tegan Shiolder, un cuoco e sommelier canadese che ha lavorato per anni in Italia. "Fa parte della psicologia italiana, e non penso che sia fatto senza humour", aggiunge. "Gli italiani sono molto gelosi della loro cultura. Ma alcuni romani disprezzano i turisti e quindi pensano con ironia che essere serviti da loro sia per gli stranieri una specie di privilegio".

Nel frattempo, possiamo continuare a vivere nel mito veltroniano di Roma Capitale e minchiate varie. Per memoria delle generazioni future, ecco il link all’articolo originale pubblicato a sbafo sul mio blog

SM: l’antropologo del net-porno

Dal 23 al 27 agosto il suo dinamitardo edu-show è in tour per l’Olanda (il 25 a Utrecht, Fabiana!). Per chi non ci potrà essere sono già on-line il sito ufficiale e il blog ed è in lavorazione un libro per un prestigioso editore tedesco. Sto scrivendo di Sergio Messina e di Realcore ovvero della sua ricerca culturale e antropologica sul porno amatoriale e sulla sua diffusione in rete.

 

SM mi ha detto, qualche giorno fa presso un bar a Trieste: "L’impatto dei nuovi media sul porno ha avuto un effetto completamente diverso su due industrie che, prima, teoricamente avevano delle strutture simili. Parlo del porno e della musica". Messina sostiene, insomma, che mentre l’industria musicale ha combattuto brutalmente il p2p non cambiando i suoi stili di produzione e performance per adattarli alla rete, il porno ha visto il fiorire dell’esibizionismo autoprodotto. "Vera gift-economy!", sostiene Sergio. E le aziende editrici del porno si sono adeguate.

"Sergio Messina è la Margaret Mead di alt.sex in rete" ha scritto Mark Dery, prestigioso studioso newyorkese di culture underground, paragonando Sergio a quella che forse è la più nota antropologa della condizione femminile. Dery, effettivamente, qualche giorno fa ha pubblicato una stratosferica intervista a Messina all’interno del suo blog. Ecco alcuni stralci velocemente tradotti da me dall‘intervista completa in inglese:

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Aggiornamento sui blog che linko

Ho segato Luca Sofri perchè il suo snobismo sui festeggiamenti della gente dopo i Mondiali ("A condividere l’imbarazzo per i festeggiamenti post-Coppa siamo stati capaci tutti") è stato patetico e disgustoso. Poi: ciao al link al vecchio morbin.giovani.it.

Sono ricomparsi a scrivere: Sandro e Mattia. Matteo Cuccobaucco dixi che no se pol, che lui se ne va, che basta: e invezze el continua.

Nuovi link: da Trieste la brillante anche se criptica Edera Fenice e la fighetta ma alla fine interessante LunaDiRimmel, da Genova Cara Caterina.

La mia vacanza quasi come Robinson

Serviva una foto-tessera di Tadej con gli occhi aperti. Così abbiamo iniziato la pratica per il documento di espatrio che gli servirà talisqualis per i prossimi cinque anni.

Tutto questo l’abbiamo fatto per andarcene appena si può a Lussino e per tutto agosto (foto di Lussino su Flickr). Noi saremo ospiti della casa di famiglia a Lussin Grande ma magari, con Gabriel e Luisa, un giorno de là ndemo anche sull’isola de Sansego/Susak.
Sansego secondo il Times è una delle 10 perle da Robinson Crusoe che si nascondono nel mediterraneo. Sansego è nota anche per le sue vigne nella sabbia dell’isola (ricomprate recentemente da veneziani se non sbaglio), da cui esce un bizzarro e costoso vino che a Gabriel e me non spiace ma su cui molti italiani lussiniani storcono il naso (segnalato da Travelblog). Forsi però Gabriel e mi no femo testo come intenditori…