Ricerche di mercato on-line: lezione al Mib

Questa mattina ho tenuto una lezione di 4 ore al Corso di marketing e ricerche di mercato al Mib di Trieste. Il titolo che, con estrema originalità, ho dato alla lezione è stato "Ricerche di mercato su internet" (ppt, 3,7 MB, 53 diapositive). Ho parlato di:
- Lo stato di internet in Italia: audience della rete, investimenti, confronto con gli altri media e l’estero, il ruolo di Google
- Come la rete cambia il marketing: reti e comunità di consumatori on-line vs il marketing aziendale (Ibs, Amazon, Ciao, Technorati, i blog e le comunità aziendali), i tipi di pubblicità acquistabili on-line, gli strumenti della pubblicità, l’autopromozione basata sul passaparola a.n.c. viral marketing
- Come la rete cambia le ricerche di mercato e opinione: l’approccio di Swg, aspetti critici delle ricerche in rete, acquisire utenti per il proprio panel, invitare gli utenti ai questionari, indagini quantitative e qualitative
- Un caso ad esempio cioè l’Instant Poll 2006: gli obbiettivi, la preparazione, l’evento e i risultati

Scaricati il powerpoint della lezione:
Ricerche di mercato su internet (ppt, 3,7 MB, 53 diapositive)

Il Cluetrain sulla web-tv, o quasi

"The temptation is to go back to "business as usual", and search for the grail of "TV with a buy button" that our moneyed business relatives would love to find behind the door labeled "internet." It still ain’t there. CLUETRAIN didn’t let the conversational genie out the bottle. We just pointed out that the bottle was uncorked". Dalla prefazione di The Cluetrain Manifesto

Powelpoint della licetta cinese

 La simpatica amica azienda di consulenze Gartner mi ha segnalato la vela licetta del pollo alla cinese. Ecco il powelpoint completo (non adatto ai deboli).

 I FA VENIR FAMONA!
yum yum
yum yum tom soup…..
top quality chinese food served via the internet.
gnam gnam
help yourself from the screen
do u want sam soy sauce with the delicious dish?
si si sam sauce on de pooh las strell….
dame la soia dei che me magno sto bon polastro
tanto che i la mena co l’aviaria……. no go’ mai visto un pasto piu’ sano de sto qua!
tuta salute
polastro sano in corpore sano
chi vuol essar lieto sia, del diman non xe’ freschezza

Reality show, teen americani e Gianni Morandi

Circa il 50% dei ragazzi americani dagli 8 ai 18 anni guarda i reality show televisivi perchè così "possono parlarne con gli amici": metà dei 1300 intervistati da una ricerca di Harris Interactive (pdf) insomma guardano questi programmi per creare e rafforzare amicizie, avere qualcosa di cui riempire le proprie relazioni. Per molti, soprattutto per i più deboli socialmente (i grassoni, ecc.), guardare i reality è un’attività solitaria e asociale.

I ragazzi "si identificano potentemente con i partecipanti dei reality show; il 33% sperano di poter assomigliare loro fisicamente, il 29% di vestirsi come loro, il 24% di essere come loro e il 47% aspira a diventare uno di loro". Così tanti vorrebbero, tra i giovani americani, diventare un Taricone.
Il dato che evidenzia l’alienazione regalataci dall’utilizzo della tv è quel grasso 34% di muli americani che dice che "c’è una chance che lui/lei possa far parte di un reality show". Non hanno mai sentito o capito veramente la canzone di Gianni Morandi.

Reverie (?) 2006

Domenica sera, ore 19.54, casa de Gabriel, poco prima degli inni.

Julien, ospite e amico d’oltralpe: "Che vinca il migliore!".
Voce dal fondo: "Anche no".
Julien: "Speriamo sia una bella partita!".
Voce: "Anche no".

Nereo Rocco docet. A ricordo della mitica impresa, soprattutto umana, basata sul collettivo e sugli ultimi della classe come Grosso e Materazzi, il gladiatorio Toni, l’umile Zambrotta e Rino "c’ho la faccia con la moquette" Gattuso (altro che er pupone!), ecco qualche roba sulla festa a Trieste:

da Fabiana, la foto "la mamma di Zidane è in vetrina ad Amsterdam":

Da Maxino, i fantastici cori post Italia-Germania. Da Cuccobaucco, una poesia mondiale di metà mondiale che ha portato bene. Dall’utente Remly di Flickr piazza Unità col mega-schermo.

Sulla festa in giro per l’Italia: la galleria di Flickr, Enrico di TvDiari che nell’82 scendeva in piazza con "Tutta Ponte di Piave", il primo videogame Nintendo-style su Zizou (trovato da SM) e il secondo (tratto da qua):

 

Web-Tv obsession: è il turno di Velardi

Ossessionati dalla tv. Da DagoSpia:

"Vogliamo fare una Mtv della politica, sul modello dell’americana C-Span" anticipa a Panorama Lucilla Parlato (con un passato alla Mediaset e prima da addetta stampa di Maurizio Gasparri), che insieme con Maddalena Loy (ex responsabile dell’ufficio comunicazione del Parlamento europeo) sarà tra i responsabili della redazione.

Claudio Velardi (su di lui: Wikipedia, pagine ufficiali, Google) vara la web-tv sulla politica, probabilmente ossessionato anche lui da Berlusconi e spendendo, sembra, milioni di euro. Muovo alcune critiche a questo progetto che, per quello che se ne sa, mi sembra bizzarro:

- Critiche sul target. Il blogger Luca Conti scrive che Claudio Velardi avrebbe "fiutato la possibilità di inserirsi in questo vuoto di contenuti, andando a coprire una nicchia, la politica, che in rete ha i suoi appassionati". Il discorso principale dei blog, dei siti personali, dei forum nella rete italiana non mi pare per nulla appassionato dalla politica e le iniziative di successo si contano sulle dite di una mano (a memoria: Brunik, Politicaonline, Fantaparlamento e, forse, possiamo inserirci ilFoglio.it). Blog curati e di successo sulla politica non esistono (no, Wittgenstein non va bene perchè non l’ho mai visto in una graduatoria Nielsen e quindi non credo proprio che faccia questa audience di massa). I politici e soprattutto i partiti che stanno on-line, invece, sono una ristretta minoranza e la sensibilità del Parlamento e delle stanze dei bottoni a riguardo dalla rete mi sembra sia contrassegnata dal deserto.

- Critiche sul media scelto. Non ho idea di cosa vogliano fare, ma l’approccio "un giorno andremo sul satellite e intanto facciamo la web tv", per di più con una squadra di giornalisti dei media tradizionali, mi sembra totalmente toppata. Perchè solo contenuti video? Perchè richiamarsi al modello della web-tv che è fallito ovunque e sempre? Perchè non realizzare una testata che sfrutti le attuali potenzialità del web e quindi soprattutto testo e immagini, oltre a un po’ di video?   

- Critiche sulla sudditanza culturale. Ne ho già scritto: richiamarsi alla televisione dentro il web è la spia di non sapere cosa è il web e di pensare che i cittadini non aspettino altro che una televisione basta che sia bella anche se è sul web. Non si va lontano così: la tv va bene per quel monitor con lo schermo grande che avete in salotto, non per quella roba con le tastiere che avete in ufficio. Non vi va bene che Berlusconi se la domini dall’alto del suo impero? E’ un problema politico da risolvere in Parlamento, non facendogli guerra… con la web-tv.

Vi assicuro che senza tv e soprattutto senza web-tv si può sopravvivere, giuro.