Un Governo da vergognarsi di averlo votato

Ve lo ricordate il Governo Prodi del 1996? Fu un Governo i cui Ministri erano pochissimi (solo 20) e dall’iindimenticato livello di qualità tecniche e probabilmente umane.

Ma D’Alema – sfruttando le smanie di altri – voleva diventare Presidente del Consiglio. Così l’Italia ebbe qualche patetico Governo di centro-sinistra che poco fece. Si riaprirono le porte a Silvio Berlusconi. Ed ecco la risposta che il centro-sinistra dà agli ultimi cinque anni di banane.

La lunghissima lista dei Ministri del nuovo Governo Prodi (un record per il numero di careghe assegnate) è imbarazzante: in pratica a essere ministri sono solo funzionari di partito e spesso di un livello piuttosto basso, politicamente eterogenei e spesso nemici, vecchi (solo due ministri hanno meno di 50 anni), ognuno con poche e spezzettate funzioni. Inoltre, è un Governo fallocrate quasi tanto quanto quello di Silvio, dove i maschi hanno la stragrande strabordanza.

Durerà questo Governo? Spero di no.

Per ora c’è da pensare che Berlusconi aveva ragione quando dichiarò qualche giorno fa: "Mi rimpiangerete"

 

36 pensieri su “Un Governo da vergognarsi di averlo votato

  1. non facciamoci prendere dal pessimismo…semo sai mal,ma rimpianger silvio cazzo….un momento di rabbia e scoramento il tuo,mi sa.in ogni caso non durano 5 anni,quindi poco male…

  2. ah,schioppa xè amicissimo de mia zia…se servono favori…….
    eheheheh….

  3. Xè malissimo invece, ribadisco come sempre. Romano xè l’ultima volta che voio vederlo tra le balle. Grazie.

  4. Perchè fassarse la testa prima de gaversela rota?
    Spetemo muli, xe pena all’inizio sto governo lassemoli lavorar e pò vederemo se sarà de spudarghe drio, pezo de Berlusca no pol far nissun credeme!! Durerà quel che ga de durar ma pezo dei 5 anni de berlusca no pol esser, se xe un che no voio più tra le togne xe proprio sior berlusca !! AUGURI AL NOVO GOVERNO

  5. inutile fare giri di parole: questo governo fa schifo. peggio della scollatura della melandri durante il giuramento.
    comincio a pensare che il problema è antropologico: una classe dirigente gerontocratica, fallocrate e antifemmenile che rappresenta bene un paese in cui il 60 per cento degli elettori è contro le unioni gay.
    l’alternativa è che ci hanno presi tutti in ostaggio. come un ladro nella notte controllano un trust di potere (politica, finanza, banche, grandi giornali e media, grande impresa) che (r)esiste alla contemporaneità. se ne sbatte allegramente della rete, dei blog, di tutto ciò che si muove e che ci avvicina al mondo civile. cultualmente xenofobi, ecco chi sono i sinistri governanti unionisti, come i mentecatti che li hanno preceduti. d’altronde tra cofferati (sono di bologna) e gentilini (ex sindaco leghista di treviso) la differenza è una questione di sfumature. e la “bbbase” applaude.
    d’alema tiranneggia il fortino (già) assediato, rutelli si occupa di “made in italy”, la bonino ringrazia degli schiaffi (sul sito dei radicali) e abbassa la testa e mastella fa il ministro della giustizia. cazzo! beh, almeno sarà a favore dell’amnistia…
    ahhhhhh!!!

  6. Speriamo che lavorino nell’interesse del paese…AHAHAHAH…E BASTA ROSIBINDI PLEASE…SONO DEBOLE DI STOMACO….E PUR DI CERVELLO….CIAO ENRICO!:)

  7. Ci sarebbe anche Bobo Craxi sottosegretario… Un inizio scoppiettante, non c’è che dire… Comunque ricordiamoci che fino a ieri ci governavano Castelli, Lunardi e Scajola. Comunque mi aspettavo qualcosina di più ardito e meno da manuale Cencelli.

  8. no, dai… meglio niente che l’eversione al governo.

    d’altronde, qui non servono tecnici. serve che ogni partito abbia il suo orticello in modo che nessuno abbandoni la nave prima che berlusconi diventi troppo vecchio per ricandidarsi…

  9. noi, che siamo molto meno bravi nel marketing di loro e infatti il vino novello lo vendiamo e compriamo solo da quando le beaujolais nouveau est arrivé lo chiamiamo col suo nome, un pastrocchio.

  10. perchè, no ierimo serii fino adesso? mi sì, comunque.
    massimo: gentiloni ti sembra uno che porterà a casa qualcosa? speriamo…

  11. la serietà iera riferida a mi! no volevo che el post fossi ciapado come un vitz :P .

    Bersani non sembra male, ma stimo di più Bindi e Turco. Sarà che ho seguito la loro carriera politica più attentamente.

  12. Come dicono altri, lasciamoli lavorare e poi giudicheremo … non penso comunque fosse giusto un governo votato dagli italiani che facesso solo gli interessi del Presidente del Consiglio e che fosse deriso all’estero con poca credibilità.
    Io spero in un Italia migliore, perchè amo il mio paese e vorrei lasciarlo migliore di quello che ho trovato.

  13. La sostanziale differenza è che nel 1996 c’erano meno partiti da sistemare (PDS, PPI, Verdi, Socialisti e Dini, mi pare). Finché c’è un finto bipolarismo e una legge elettorale che favorisce le liste-ricatto (che contano per l’1% ma risultano decisive per la governabilita’) saremo in balia dei grandi tattici della politica, con buona pace per i giovani e le classi sociali piu’ deboli. Possiamo anche dire una cosa positiva di questo governo? La ricerca e’ stata separata dalla scuola. Meno carrozzoni e rilancio della ricerca in Italia? Speriamo!

  14. Pingback: d o t - c o m a *:o)

  15. michela:
    pensi che basti un presidente del consiglio che NON fa le corna o che non fa solo i suoi interessi (prodi) per essere rispettati all’estero?
    ne dubito.
    come dice roberto questo governo è vittima di mille ricatti incrociati e rappresenta 1000 persone di tutte le segreterie dei partiti ma molto poco i milioni di cittadini che lo hanno votato…
    sob.

  16. intanto el mortadella ga dichiarado che ce ne andiamo dall’iraq..e scuseme,ma prima de dover far bella figura all’estero,o de risollevar l’economia,o de cambiarse camicia,xè importante finirla de partecipar a guerre illegali.un punto a romano.poi vedemo se gaverà i coioni de ritirarli sul serio.al più presto.
    e poi è evidente perché la sinistra non governerà mai stabilmente.basta leggere quanti commenti ha suscitato il tuo post.semo divisi,no stemo contarsela.mi con chi va in iraq no ghe stago.chiunque sia.

  17. che beli, i comenti in triestìn :)

    beh, diciamo che non fare le corna, non aver imputazioni contro e non farsi leggi ad personam è comunque un buon inizio per essere rispettati all’estero. non basta, ma è necessario. oh, e comunque lo sapevamo tutti di non aver votato zapatero, no?

  18. Il primo governo Prodi nasceva in un contesto molto più sereno e aperto e anche nelle scelte dei dicasteri traspariva un altro ottimismo. Questo no e lo sappiamo benissimo, perché l’abbiamo vissuta la realtà di questi ultimi mesi. Perciò è più o meno un fedele ritratto dello stato d’animo e delle condizioni materiali in cui ci troviamo? Secondo me più, e quindi dire che non è così rappresentativo non è detto che sia proprio un’affermazione esatta.

    Tanto per dirne una il dover accontentare tutti i partiti è una contropartita necessaria per la stabilità del governo: la lezione del ’98 non può essere dimenticata.

    Cioè io starei attento a non rifugiarmi troppo nel passato. E non dimentichiamoci che molti dicasteri ‘neutri’ di allora erano lì a tutela del primo governo comprendente i post-comunisti, che per ragioni di opportunità dovevano abbassare la cresta e rassicurare un po’ tutti. Oggi per fortuna il veto è caduto, anche se, e questo è il classico paradosso all’italiana, i partiti che ne erano oggetto si stanno praticamente dissolvendo.

    Ha anche ragione Roberto: in fondo è tutto una conseguenza dell’esorbitante numero di partiti. Allora bisogna sistemare la causa non guardare solo agli effetti.

    Animo!

    ciao

  19. scusate, sulla necessità di una nuova legge elettorale (doppio turno come per i sindaci?!? sarebbe una figata) siamo tutti d’accordo.

    non sono d’accordo invece sull’accontentarsi:
    - nè sul ritiro dall’iraq perchè la strada da fare per le fonti energetiche alternative piuttosto che per il pacifismo è molto distante dalle non-possibilità di azione di questo governo
    - nè sull’orrida lista di 25 personaggi che rappresenta politicamente me e altra 60 milioni di tizi in italia: questi partiti sono tanti ma soprattutto sono famelici e senza senso della vergogna… questi partiti ci possono andar bene??!?!

  20. no, Enrico. su una Legge Elettorale strettamente uninominale e a doppio turno alla francese possiamo essere d’accordo io e te, ma certo non Mastella e Pecorone Ascanio e Diliberto e Bertinotti o Casini e, immagino, visto la Legge che hanno votato, neanche Berlusconi e Fini…

  21. “tutti”… mi riferivo ottimisticamente ai commentatori di questo blog…
    hai ragione.
    sad but very very true

  22. aaaah…be’,io non dicevo di accontentarmi.però sarebbe una cosa importante.le altre vengono dopo per me,questo sì.ciau.

  23. Visto che parliamo di Iraq, vi ricordate che già tempo fa Berlusconi disse che le truppe italiane sarebbero rientrate nel giro di pochi mesi? Non mi ricordo le date, entro il 2006, boh? Che elezioni erano in ballo?

  24. beh, effettivamente, con tutte le poltrone che hanno creato, un posticino per me alla sottosegreteria delle stronzate pubblicate su internet potevano darmelo: SONO UN ESPERTO!!!
    : )

  25. INTERVISTA AD ANTONELLO DE PIERRO
    Da Napolitano alle liti per le poltrone nel governo Prodi, all’Iraq, al sistema elettorale, all’economia.Il ”depierro pensiero”.

    Angelo M. D’Addesio

    *Iniziamo con le notizie politiche di questi giorni. La scelta di Napolitano come Capo dello Stato è condivisibile, giusta oppure si configuravano alternative possibili e se sì quali?

    Sì, penso che Napolitano sia stata la scelta giusta, a dispetto dell’anzianità, anche perché vista la situazione che si era venuta a creare non poteva essere D’Alema, l’uomo giusto, avendo fatto la campagna elettorale per un determinato schieramento. Gianni Letta è stato sempre al suo posto, ma non dimentichiamo che è stato al centro dei fondi neri dell’IRI negli anni ’70 e quindi non era una figura credibile al momento. Mi ha fatto male vedere i 42 voti a Bossi, che è leader di uno schieramento che fa i raduni sul Po e cantava con i suoi seguaci la canzone “Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il Tricolore…”. Parlo di Bossi perché è stato il secondo più eletto. Penso che Napolitano è una buona figura, che sicuramente riuscirà ad essere al di sopra delle parti.

    *Il Governo Prodi. Dopo la vittoria risicata che durata potrà avere questo governo e soprattutto come si risolveranno i diverbi interni ai DS o il nodo Mastella-Bonino per il Ministero della difesa?

    Come durata mi auguro che sia di cinque anni pieni. Diciamo che le liti sono più nell’ambito dell’Ulivo, nel partito “unico”. Sembra che qualcuno abbia attribuito a D’Alema, la frase e la volontà di una doppia vicepresidenza del Consiglio, con Rutelli. Non sarà così. La vicepresidenza andrà, a mio parere, a Rutelli. Non sono d’accordo sulla scelta di Rutelli, in tempi passati ho trovato molto da ridire sul comportamento politico di Rutelli.

    *E sulla questione Bonino-Mastella?

    Sicuramente vedo molto meglio Mastella alla Difesa. La Bonino alla Difesa sarebbe una scelta contraddittoria, viste le battaglie pacifiste che la Bonino ha condotto in questi anni con i Radicali, Rutelli in primis. Non dimentichiamo il trasformismo esasperato di Rutelli, dai Radicali ai Verdi, per poi genuflettersi in Vaticano, passando alla Margherita.

    *Rimanendo sull’argomento pace-guerra. A fine giugno dovrebbe esserci il rifinanziamento delle missioni in Iraq ed Afghanistan. Il governo Prodi avrà la volontà di svincolarsi dalle missioni oppure seguirà i propositi del governo Berlusconi?

    Io mi auguro di no. Innanzitutto la missione in Afghanistan è stata ben diversa. Quella in Iraq è stata una missione di guerra, perché gli italiani hanno partecipato a diverse operazioni di guerra.
    E’ eclatante il caso di Nassiriya. Lì sono di stanza gli italiani e ci sono gli stabilimenti dell’ENI che gli italiani hanno protetto durante la missione.

    *Quali sono le possibili soluzioni politiche per risolvere questi nodi cruciali legati alle missioni in Iraq?

    Io spero si trovi una soluzione che non sarà comunque facile, vista la situazione creatasi in Iraq. Penso che sia però il momento di ritirare i soldati dall’Iraq. C’è da sottolineare comunque il cinismo aberrante che accompagna il cordoglio per la morte dei militari italiani, dalla tragedia di Nassiriya. Berlusconi disse all’epoca “E’ come se fosse morto mio figlio”. Suo figlio non era lì, purtroppo o per fortuna e sono parole e frasi fatte. Il fatto di considerare i morti in terminI di mera contabilità di un bollettino di guerra dovrebbe far riflettere. Dietro ogni morto c’è una tragedia familiare che segna per tutta la vita.

    *Si parla di Partito Democratico e di Casa dei Moderati. Eppure le formazioni sono molto disomogenee, la sinistra radicale va per conto suo. Saranno possibili queste elaborazioni in termini bipolari e quali saranno i tempi per queste soluzioni?

    E’ una bella domanda. Io sono contrario all’unione DS-Margherita. Sarebbe il tramonto dell’ideologia. Questo già esiste, però se qualcuno ha ancora delle idee, ci troveremmo di fronte ad un’unica lista formata da coloro che combattevano, verbali o meno, ovvero democristiani e comunisti, la vecchia maggioranza ed opposizione. E’ come se in futuro si unissero Berlusconi e Prodi. Dall’altro lato la Casa dei Moderati è surreale. Nel centro-destra non ci sono moderati, per il sol fatto di aver accettato l’alleanza con la Lega Nord che è sempre stata contraria e lontana dallo spirito democratico e di moderazione. Fino a quando ci saranno certe alleanze, sarà difficile una Casa dei Moderati.

    *In riferimento al sistema proporzionale come le pensa?

    Ecco in riferimento a ciò è bene ricordare che l’art. 1 dice che “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. In realtà l’Italia è stata fondata più sul denaro, sulla ricchezza, che non sul lavoro. E’ stata più che altro una plutocrazia e non una democrazia, non di certo un governo del popolo. In questo senso la legge elettorale è stata un attentato alla democrazia. Non dare neppure la possibilità all’elettore di scegliere il proprio candidato, ma imporre candidature come quelle di Previti, peraltro arrestato in questi giorni o Dell’Utri che si è avvantaggiato di una legge ad personam, altrimenti avrebbe dovuto scontare due anni e sei mesi rende l’idea di come questa legge sia da rivedere, completamente.

    *Il tema scottante del lavoro. Veltroni ha riabilitato la Legge Biagi, ha detto che è da riformare, ma non da bocciare completamente. Altri la considerano l’apice e la causa prima del precariato in Italia. Che posizione ha sulla Legge Biagi?

    Non dimentichiamo che questa situazione è stata determinata in parte dal centro-sinistra. Bisogna invertire la rotta. Non dimentichiamo che il centro-sinistra introdusse i c.d. “Co.Co.Co.”, ora spariti per fortuna, per poter pagare i periodi di prova. Gli stessi sono stati strumentalizzati, infatti circa tre anni fa si arrivò a circa 2 milioni e 700 mila Co.Co.Co. Vorrei sottolineare un evento abbastanza importante su questo argomento.

    *Prego.

    Al Ministero dei Trasporti c’è una centrale operativa, che risponde agli utenti che hanno a che fare con la Motorizzazione Civile, occupandosi dei dati sensibili di tutti i cittadini. Prima l’appalto del call-center era stato dato ad una ditta privata. E’ qualcosa di assolutamente sbagliato affidare i dati sensibili di milioni di italiani ad una ditta che può passare la mano ad altre ditte, in barba alla legge sulla privacy. Tutto ciò non è affidabile. Circa tre anni fa, in proposito feci una trasmissione in Radio su Radio Roma, in cui si parlava del Co.Co.Co, come incostituzionale, perché prevedeva una situazione contraria all’art. 4 della Costituzione, perché prevedeva un lavoro da dipendente con le non garanzie del libero professionista. Nel caso del Ministero la nuova ditta che venne impose questo trattamento e c’era chi lavorava lì da 15 anni ed a 40 anni si vide costretta ad accettare.

    *E’ il caso di rivedere tutto, di attuare una vera riforma.

    Adesso ci sono i “contratti a progetto”. C’è un futuro nel segno del precariato e dell’incertezza. Sono aumentati i divorzi e sono diminuiti i matrimoni. Questo è uno degli effetti collaterali di questa situazione. Oggi un giovane non può neppure comprare una cosa, perché è necessario impegnare una busta paga per un mutuo o un affitto. Una volta si diceva “Ho trovato lavoro” o “Sono Disoccupato” oggi si dice “Lavoro, ma non so cosa farò”. C’è una grande incertezza. Non si parla più tanto di usura in questi tempi, non so se è notato, ma anche questo è un altro effetto collaterale indiretto che bisognerebbe approfondire e che è conseguenza di tale sistema. Berlusconi aveva promesso 1 milione di posti di lavoro, ma se sono questi, ha vinto la scommessa, ma il lavoro è un’altra cosa.

    *Faccio l’avvocato del diavolo. L’impresa italiana è in crisi. La concorrenza asiatica è molto forte. La grande impresa sceglie la strada della vendita o svendita o della fusione all’estero. La piccola impresa è strozzata e quindi o sceglie la strada della flessibilità o cede al lavoro nero? Cosa è meglio e cosa il peggio?

    Lavoro significa stabilità futura e lavoro è un diritto costituzionale. Lo Stato ha il dovere di tutelare il lavoro, ma mi sembra che lo stia piuttosto calpestando. Un lavoratore che mette su famiglia, lavorando in tre mesi e per altri tre mesi non lavora più, può essere schiacciato dall’usura. Si parla di mobbing, senza che ci siano però una legge adeguata. Ho partecipato ad un convegno sul Mobbing, constatando che una legge seria si attende da anni. Solo la Regione Lazio ha varato una legge regionale, fu un consigliere di Forza Italia a presentarla, Claudio Fucci, ma fu bocciata dalla Consulta su istanza del Governo Berlusconi, cosa abbastanza curiosa. Tornando al mobbing, questo tipo di impostazione del sistema lavoro, presta il fianco al mobbing. Lavoratori con contratti di più durata sfrutteranno quelli con contratti precari
    E’ una situazione da ribaltare, magari con incentivi alle imprese che possano assicurare contratti a tempo determinato e con grosse penalizzazioni per le imprese che mantengono la vergogna dei contratti precari.

    *Passiamo alla politica estera. Si dice che il binomio Usa-Italia è destinato a concludersi con l’avvento del governo Prodi che guarderà verso altri modelli ed altre collaborazioni. E’ possibile che l’Italia si rifaccia al modello spagnolo o a quello francese, ad esempio nel campo dei diritti civili. E’ vero che finirà anche il binomio Italia-Usa.

    Io guarderei prima al mio orticello. Prima risolverei i problemi interni. La Spagna di Zapatero sicuramente, per quello che si sente, sta rinascendo dopo gli otto anni di governo Aznar. Se parliamo dei diritti civili, se vogliamo chiamarli così, io posso essere d’accordo personalmente con i PACS, ma non con le unioni omosessuali. Per giunta nella cattolicissima Spagna. E’ un po’ una contraddizione. In paesi come il Brasile forse non si arriverà mai ai matrimoni gay.
    Quanto al rapporto con gli Usa, spero che possano continuare, ma attenzione, devono essere rapporti di scambi reciproci e non di sudditanza. Il Governo Berlusconi si è piegato al governo degli Usa. Lo stesso partito di Forza Italia ha una visione servilistica, Berlusconi ha impostato il suo modello con gli Usa allo stesso modo, ovvero servi del volere di Bush.
    Quanto ai diritti civili, gli Usa stessi hanno molto da imparare, se pensiamo agli innocenti che aspettano il giudizio solo perché non possono pagare le spese legali. Si parlava poi di mercato con l’estero. Se penso alla Cina che è lo stato che vanta al mondo il maggior numero di esecuzioni capitali. Ebbene, fino a quando non ci sarà uno standard di rispetto dei diritti umani, io frenerei l’espansione commerciale ed economica della Cina verso l’Occidente.

    *Le chiederei un parere sulla vicenda Calcio. Tema banale, ma saltato agli occhi della cronaca, della politica.

    Io sono sconcertato da quello che è successo. Siamo abituati a situazioni poco pulite dell’universo Calcio. Situazioni poco chiare ci sono state anche in altri sport ed in altri organismi. Il Calcio è un gioco. Quando il Calcio diventa business, con squadre quotate in borsa ed altro. Non dimentichiamo i crack di Cagnotti e Tanzi. Dove c’è business si vengono a creare situazioni che permettono alle persone di arricchirsi illecitamente. Negli altri sport non esiste ancora tutto questo. Pensiamo al Calcio dei grandi valori, al grande Torino, perito a Superga, con grandi calciatori che giocavano per un premio-partita che poteva essere un cappotto.
    Questo non dovrebbe accadere. E’ il caso di fare vera pulizia e che i magistrati vadano veramente fino in fondo per punire pesantemente i reati che sono stati commessi e dare una lezione a questi signori. Fra questi c’è anche Carraro e mi dispiace che sia stato sindaco anche a Roma, una città bella, rinata. Mi fa scemare un po’ di orgoglio di essere romano.

    *Ultimo punto. Cosa dovrebbe fare un governo, in questo caso, il Governo Prodi, non dico in cento giorni, ma con estrema urgenza almeno nei prossimi sei mesi. Tre priorità su cui intervenire.

    Prima di tutto la scuola. Soprattutto dopo la riforma Moratti che svalutato la scuola pubblica. Bisogna dare a tutti l’accesso alla scuola pubblica, al sapere che è il segno distintivo di un popolo. Altra cosa su cui operare la sanità. Un esempio è il modello tedesco è molto avanti. Si paga una tassa più elevata, ma in Germania viene tutto rimborsato, visite private comprese. Conosco un caso spaventoso di un barbone dimenticato su una lettiga fuori dall’Ospedale di Ostia. La tutela della salute è un diritto da non calpestare che favorisce anche una società più laboriosa. Infine va rivisto completamente il sistema lavoro, a partire dalle assunzioni.

    Antonello De Pierro, giornalista, direttore del portale di informazione nazionale Italymedia e da tempo impegnato nel giornalismo di denuncia sociale. Ha collaborato per “La Stampa” e “L’Opinione”, ha diretto nel 2003 il mensile “Nuove proposte” ed ha condotto programmi nel circuito tv Stream, oltre che essere un assiduo ideatore di trasmissioni per Radio Roma ed altre emittenti locali nel Lazio. Oggi è molto attivo nel giornalismo on line e nell’informazione telematica grazie al sito di informazione da lui diretto Italymedia.it

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