Il web è umano! MySpace è umano!

Fred Krueger di TagWorld ha detto a proposito del successo di MySpace, la comunità virtuale più popolare d’America su cui ogni utente può costruire facilmente le proprie pagine web, caricare i propri mp3, far visualizzare al mondo intero le proprie immagini:

"C’è una tendenza a sovra-intellettualizzare il problema. La ragione per cui i ragazzi hanno lasciato Friendster (un’altra comunità virtuale) è che non gli permetteva di organizzare ogni parola e pagina personale con degli sfondi neri. Hai mai visto una stanza di un teen-ager? Assomiglia a MySpace".

Insomma, il successo di un servizio che offre uno spazio per costruire la propria comunità e il proprio spazio sul web sarebbe basato su: sfondi assurdi, impaginazione alla và-là-che-là-va-ben e semplici ma consistenti possibilità di personalizzazione come la possibilità di mettere sul proprio spazio web quello che ti passa per la testa. 

Scrive Weinberger: "Sul web, l’imperfezione è la nostra parola d’ordine, il segno d’intesa che ci fa capire che stiamo parlando con un altro essere umano".

Per la mia esperienza, sono perfettamente d’accordo con Krueger e Weinberger. Quando ho progettato la partecipazione degli utenti negli spazi web personali su Giovani.it, per quanto ci era possibile tecnologicamente, ho sempre tentato di preservare la massima personalizzabilità delle pagine di cui poteva essere autore ogni utente.

La posizione del Morbìn

Il sito Voisietequi.it interroga il povero navigatore con 25 domande sulle sue opinioni politiche e, in base alle risposte, lo schiaffa su una mappa dell’arco politico più o meno vicino alle posizioni dei partiti. Le mie risposte sulla politica italiana sono qua e il grafico sotto è Enrico Maria ancora più alternativo di Rifondazione, Verdi e Rosa nel pugno… : )
asocial morbìn

Stropicciamento di occhi e orecchie

Sembra che le percentuali del consenso verso Prodi siano da paese del socialismo reale.
Aggiungo cose. Che mi sono compiaciuto assai a vedere Silvio che aveva finalmente qualche regola da rispettare ovvero non poteva strabordare, starnazzare, insultare e parlare sopra l’avversario.
La trasmissione anche se non eccitante non mi è dispiaciuta: finalmente un dibattito civile in cui due candidati parlano di robe concrete. E’ stato un confronto politico da paese normale e la spia di questo è data dal fatto che i vari commentatori del dopopartita su La7 si strappavano le vesti denunciando la noia, la mancanza di spettacolarità e di passione: segno che i vari minchioni tipo Ferrara, Buttafuoco, Liguori, Veneziani come i degni compari di sinistra, questa volta non hanno potuto mettere in piedi il loro teatrino giornalistico e di potere in cui la fanno da padrone affermando per forza la loro solfa e le loro conduzioni (ma chi vi caca?) rispetto ai temi concreti che interessano i cittadini ovvero alla valutazione dei politici e delle coalizioni.
"Comunisti!".
"Ma che stravolgimento della realtà".
"Mi stropiccio gli occhi e le orecchie".
Blah blah.

Commenti interessanti sul dibattito di ieri sera:
- Stefano Hesse di Google:"Avanti miei Prodi"
- Michele Rumiz di Petti di Pollo: "Io ne voglio di più, di cifre"

Radio3: storia di Studenti.it e i blog

Stamattina sono stato ospite della trasmissione "Radio3Scienza" assieme a Daniele Sommavilla, direttore generale per il sud Europa di Nielsen Net-Ratings.
Il conduttore Fabio Pagan mi ha fatto una lunga intervista a proposito della nascita di Studenti.it e di StudentiMediaGroup Spa e sul ruolo di internet e dei blog nella società italiana.
Nel podcast di Radio3Scienza trovate l’mp3 della trasmissione incriminata, dal titolo "Abitanti della rete".

Acqua sull’inferno, fuoco al paradiso

Ieri è apparso un grande articolo di Slavoj Zizek sul New York Times. Una perla:

"La lezione del terrorismo di oggi è che, se Dio esiste, tutto quanto è permesso, compreso il far saltare in aria migliaia di innocenti passanti – almeno per quelli che dichiarano di agire direttamente per volontà di Dio, visto che un collegamento diretto a Dio giustifica la violazione di ogni considerazione e lacciuolo umano. In breve, i fondamentalisti sono diventati proprio come i "senzadio" stalinisti comunisti".

I 3 segreti di Srečko

In un’intervista esclusiva rilasciata a Morbìn.it presso l’agriturismo di Mario The Great in Dragogna, Srečko N., che per ovvi motivi lasciamo nell’anonimato, sessantenne abitante di un paese nei pressi di Smarje, ha rivelato i suoi tre segreti, quasi più importanti dei tre segreti di Fatima.

Srecko sa tutto 

Srečko ha rivelato che Romano Prodi è, in realtà, originario di un paese vicino a Buzet, dove vive il ceppo originario della sua famiglia, i Prodan. Infatti, il vero nome di Romano Prodi è, ha spiegato Srečko all’intervistatore incredulo, Romano Prodan. Srečko ha inoltre svelato che l’attuale candidato a premier dell’Unione in gioventù sarebbe stato un militante fascista e tutt’oggi, in realtà, tramerebbe per il ritorno dell’Istria sotto l’Italia.

Srecko e la sua grappa

Il secondo rivelato segreto di Srečko consiste, invece, negli ingredienti della sua celestiale grappa ("60 gradi", ha spiegato ridendo il giovane operaio di Telekom) che ha mandato al cimitero alcuni nuovi neuroni degli intervistatori: ginepro, arnica, assenzio, finocchio e chi se ricorda più el quinto ingrediente.

Il terzo segreto verrà fatto conoscere in un secondo momento. Intanto Patatino si rotola nelle vigne della Dragogna e raccoglie fiorellini: 

  

Yuhuuu! Miglioriamo i prodotti!

Una fascia crescente della popolazione si sta disfando, nelle sue identità più profonde, di valori come croci, falcimartello, identità locali, familiari & much more. Fosse per me sarei piuttosto poco indulgente verso il sistema di aziende, marketing, prodotti.
Invece sentite che dice un’utente di Ciao.it, a proposito di una ricerca di mercato cui ha partecipato: "ho risposto volentieri perché quello dei capelli (i miei sono grassi) è un mio problema (mi son detta: "Dai che magari la tua opinione servirà a migliorare qualche prodotto e ti risolvono il problema!)… (e poi figata…se lo shampoo entra in commercio, quando leggeremo sull’etichetta testato su 100 donne con questo tipo di capelli…una sarò io!!!)".
Invece di istinti piromani verso un sistema di scaffali da supermercato in cui, come dice Appadurai, siamo schiavi o al massimo selettori, ci sono masse di cittadini consumatori che mettono al centro del proprio orizzonte uno shampoo, come migliorarlo, come dare una mano a quell’azienda che lo produce. Essi vivono.
essi vivono (img tratta dal film di Carpenter)