C’era una volta la campagna

Oltre a fare "ohh", sono anche buoni da mangiare, sembra. Roberto Ursini mi manda le seguenti riflessioni di buon senso.

Fino a ieri, tutti sapevano, ma nessuno si è sognato di fare una campagna. Oggi, che si dovrebbe discutere di elezioni, e di programmi, ci mettiamo a parlare della cucina cinese… Vorrei accantonare il problema (tanto i morti non tornano in vita) e
discuterne dopo le lezioni.

A maggio, parleremo dei poveri cinesini stufati. Ma dovremo parlare, ça va sans dire, anche delle cliniche svizzere che
hanno sempre fatto le stesse cose degli ospedali cinesi. Oppure se la placenta, ed i feti, vengono usati per ridare giovinezza a Chaplin, Picasso, ai vecchi miliardari americani e via dicendo, allora tutto va bene? cinesi mostri; e sono d’accordo. Mostri anche il russo mangiabambini, i dispersi sulle montagne cilene, i vari serialkillers made in US, l’italianissima signora che i vicini non li mangiava ma ne faceva sapone (e lo vendeva).

Trovo orrende queste discussioni da Bar Sport su argomenti che richiederebbero la penna di un antropologo per essere affrontati. Ma non credo che nè l’Unto nè i suoi soi-disant giornalisti conoscano Malinovski o Levy-Strauss, nè credo abbiano l’interesse a leggerli.

Com’è considerato il feto nella cultura cinese? Non ho purtroppo le conoscenze antropologico-culturali necessarie a giudicare. Per noi, mangiare un feto è assolutamente una mostruosità. Forse, per loro sarebbe una mostruosità cambiare tutto il nostro sangue con quello di un’altra persona. Eppure è quello che faceva ogni quindici giorni il gran vecchio Cuccia. Andava in elicottero in una clinica di Pisa e gli sostituivano il sangue con sangue (presumibilmente giovane!), nuovo e che era stato ossigenato.

Magari questo, per un confuciano, potrà essere una cosa da punire con la pena capitale.
Per ora gradirei parlare di politica, possibilmente senza diversioni.

P.S.  – Se vi piace la carne bianca, e un po’ grassa, vi consiglio Bondi.

2 pensieri su “C’era una volta la campagna

  1. Nessuna nota di antropologia tradizionale cinese, ma in molte tradizioni mangiare la carne del nemico significa attribuirgli un onore del tutto fuori luogo con Bondi. l’antropofagia consiste nell’assumere ogni carattere fisico del divorato, che deve essere quindi non solo rispettabile ma onorevole (no pun intended).
    La questione del cambio del sangue, di cui non si può sospettare la diffusione nelle cliniche svizzere e non solo (anche tra le rockstar), è puntuale e azzeccata. Ma ogni quindici giorni? Sai quanto costa? Vai così vecchio mio!

  2. inveze altro che bondi…fassino bisogna magnar.poca carne ma saporitissima,provare per credere.el più bon xè vizin l’osso,o no?

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