Di seguito ripropongo la massima icona pop senza cervello contemporanea (quella con cervello è Madonna) nuda e ritratta scolpita, a quanto dicono le intenzioni dell’autore, nell’atto di partorire. Sembra che nella rear-view si veda anche la testa del piccolo Sean che esce. Aggiungo che sarebbe stata un’opera d’arte realmente de-pop-pizzante con un po’ di sangue e merda in più. Così Britney rimane pop, tutta perfettina.
Comunque ne sono eccitato, come di qualsiasi donna incinta ma anche di più (sarà ironia o no?). (roba trovata tramite Wittgenstein)
Archivio mensile:marzo 2006
Cecotti a proposito de “Il Caimano”
Beh muli, mi go amici che voi no gavè. Di seguito una lussuosa recensione de "Il Caimano" di Nanni Moretti scritta da Giacomo Cecotti (altre recensioni in giro sul web: Luca Sofri, Giuliano Ferrara, Enrico Toro, Paolo Guarino).
Premetto di non essere mai stato un grosso appassionato dei film di Moretti; i suoi lavori mi sono sempre piaciuti, ma solo piaciuti, una parola che è limitante e semplicistica davanti alla visione di un film. Per non parlare del Moretti cinefilo con cui penso di avere in comune veramente poco. Anzi mi sono veramente irritato con lui a sentirlo sparare giudizi in alcune sue esternazioni (vedi Caro diario) su film a cui io tenevo.
Quindi lunedì sono andato a vedere il Caimano felice di andare al Cinema, come sempre. Non avevo troppe aspettative, la cosa migliore per qualunque film. Ho apprezzato, infatti, il riserbo, non mistero, che è stato mantenuto intorno al film, che non è assolutamente una strategia promozional-elettorale, ma che secondo me fa parte del mezzo cinema, come ragion d’essere. Il mistero, lo stupore e la meraviglia è quello che dai Lumiere in poi fa valere ancora certo cinema. E da qui che parte il film di Moretti: l’amore per il cinema. Questo lavoro ne è intriso.
C’era una volta la campagna
Oltre a fare "ohh", sono anche buoni da mangiare, sembra. Roberto Ursini mi manda le seguenti riflessioni di buon senso.

Fino a ieri, tutti sapevano, ma nessuno si è sognato di fare una campagna. Oggi, che si dovrebbe discutere di elezioni, e di programmi, ci mettiamo a parlare della cucina cinese… Vorrei accantonare il problema (tanto i morti non tornano in vita) e
discuterne dopo le lezioni.
A maggio, parleremo dei poveri cinesini stufati. Ma dovremo parlare, ça va sans dire, anche delle cliniche svizzere che
hanno sempre fatto le stesse cose degli ospedali cinesi. Oppure se la placenta, ed i feti, vengono usati per ridare giovinezza a Chaplin, Picasso, ai vecchi miliardari americani e via dicendo, allora tutto va bene? cinesi mostri; e sono d’accordo. Mostri anche il russo mangiabambini, i dispersi sulle montagne cilene, i vari serialkillers made in US, l’italianissima signora che i vicini non li mangiava ma ne faceva sapone (e lo vendeva).
Trovo orrende queste discussioni da Bar Sport su argomenti che richiederebbero la penna di un antropologo per essere affrontati. Ma non credo che nè l’Unto nè i suoi soi-disant giornalisti conoscano Malinovski o Levy-Strauss, nè credo abbiano l’interesse a leggerli.
Com’è considerato il feto nella cultura cinese? Non ho purtroppo le conoscenze antropologico-culturali necessarie a giudicare. Per noi, mangiare un feto è assolutamente una mostruosità. Forse, per loro sarebbe una mostruosità cambiare tutto il nostro sangue con quello di un’altra persona. Eppure è quello che faceva ogni quindici giorni il gran vecchio Cuccia. Andava in elicottero in una clinica di Pisa e gli sostituivano il sangue con sangue (presumibilmente giovane!), nuovo e che era stato ossigenato.
Magari questo, per un confuciano, potrà essere una cosa da punire con la pena capitale.
Per ora gradirei parlare di politica, possibilmente senza diversioni.
P.S. – Se vi piace la carne bianca, e un po’ grassa, vi consiglio Bondi.
Il Rockit rinnovato
Sergio Messina segnala con entusiasmo il rinnovo di Rockit, il sito più noto dedicato esclusivamente alla musica italiana. La nuova veste grafica è una figata e credo che l’archivio di articoli e archivi editoriali sulla musica sia quasi imbattibile. Peccato che Rockit resti un sito buttato alavalàchelavaben, dall’interfaccia approssimativa, non amico di Google, dagli aggiornamenti presumibilmente ancora casuali, dalla linea editoriale fumosa.
Ma del resto, si legge in un quasi "manifesto d’intenti", all’associazione che gestisce Rockit sono contenti così: "Dall’altra parte. Noi. Il pubblico. Quelli che a scuola ci chiamavano con disprezzo/curiosità/paura gli alternativi".
Che palle. Sempre le stesse cose.
La miniera dei banner
C’è un blog molto figo che in realtà non è proprio un blog ma più che altro un archivio di banner e creatività pubblicitarie fighe:
BannerBlog.
L’attenzione selettiva dei miei ormoni vi consiglia la visione del banner che ha un pay-off del tipo “Erotik fuer die Frau” e di quello, ansimante, che pubblicizza il brasiliano SexyHot…
La sorella andicappata della Tv
"Mediaset è cattiva, fa una tv di partito!". Urka. E allora che cosa ci inventiamo per contrastare quel cattivone di Berlusconi? I Diesse, nel loro solito stile masochista, lanciano il più inutile degli strumenti on-line di campagna di consenso politico: la web-tv di partito.
Già avevo sputtanato ampiamente questo residuato dei media tradizionali (a proposito di Corritore e in una mia lezione) che si tenta di riproporre in tutte le salse anche in rete, ma vale la pena forse soffermarsi su come le menti del partito principale della sinistra (una volta sinistra era innovazione, avanguardia, futuro, ecc.) non riescano a fare di più che riproporre nel loro piccolo la strategia berlusconiana di rapporto tra partiti – media – cittadini.
Sembra che, se per 30 anni la tv è stata il principale erogatore di cultura, politica e modelli di vita, allora non ci si possa inventare nuovi modelli per far emergere culture, sapere, fare politica. Dice Moretti: "Berlusconi, negli anni, ha cambiato le nostre teste… lascia dietro di sé macerie, e si tratta di macerie culturali, politiche, istituzionali, etiche, psicologiche".
Se Berlusconi è stato il padrone di quel mezzo di comunicazione per decenni, ora sperando di diventare fighi e potenti quanto lui gli si fa il verso con la sorella andicappata della televisione tradizionale che è la web-tv. Ma internet, grazie a dio, serve ad altro. Ditelo ai Diesse, grazie.
E dopo la serietà, monade
In pieno stile balcanico, dopo la prosa su Slobo, Michele fa le previsioni di voto della famiglia Disney alle elezioni del 9 e 10 aprile.
Questa è la vera Serbia
"Ancora una volta, le campagne occupano la città, rivendicano una superiorità culturale, ribadiscono la loro integrità morale e difendono la tradizione dalla corruzione urbana". Il racconto di Michele, che vive a Belgrado, sul funerale di Milosević, è bellissimo.
Internet spiegata agli studenti
La traduzione collettiva della versione per ragazzi di "Arcipelago web" di David Weinberger (in inglese il titolo è "Small Pieces Loosely Joined"), promossa da Alberto e me la scorsa estate, è stata addottata in una scuola media. La prof e gli studenti hanno dato un ulteriore revisione alla traduzione di cui hanno pubblicato un pdf.
Gli studenti leggendo il testo in classe in cui si spiega come funziona la rete si sono "emozionati". La prof sottolinea che non le era "mai successo". E Weinberger scrive nei commenti al post di Alberto: "Non c’è niente di più importante per me che i ragazzi realizzino un nuovo e migliore mondo anche grazie all’opportunità che la rete ci dà di essere tutti interconnessi".
