Se la campagna di marketing politico di Davide Corritore magari si fosse buttata nel key-word advertising come ha fatto la Bmw con Google, magari questi avrebbe preso qualcosa di più del suo alla fine purtroppo misero 3,2% di consensi alle Primarie dell’Unione. Certo Corritore nel suo piccolo ha fatto molto meglio di Scalfarotto, credo perchè i contenuti di Davide fossero azzeccati e meglio comunicati di Scalpha.
Ecco i beni e i mali degli strumenti on-line dell’avventura politica di Davide Corritore, fino a oggi, secondo quello che dice la mia mente:
- Linea editoriale: la partecipazione. Il sito di Corritore non è stato orientato a esaltare la partecipazione dei cittadini: internet serve alla politica per questo, prima di tutto. Per esempio: i commenti degli utenti hanno poca visibilità. Lo strumento di community più semplice da attivare – i forum – non è stato nemmeno attivato. E’ stata data visibilità al feedback di altri cittadini ma solo previa moderazione della redazione: molto meglio di Scalfarotto, ma molto male rispetto agli standard della partecipazione nelle comunità virtuali. Figo ma marginale l’advergame contro la Moratti.
- Linea editoriale: i contenuti. Costava tanto qualche ghost writer in più per inserire la voce di Corritore nel dibattito scritto ed umano della rete? Sul sito di Corritore ci sono troppi articoli impersonali e pochi testi che appaiono come emessi di pugno, di sentimenti e carisma dalla testa del candidato. Tutti i testi sembrano solo ed esclusivamente scritti da un ufficio stampa: ma un sito così deve rivolgersi alla gente qualsiasi, non a chi lavora in una redazione.
- Web-tv, un Frankenstein da cui liberarsi. Mi ero permesso di suggerire che la web-tv, scelta da Corritore come architrave della sua campagna, non permette di sfruttare le potenzialità di partecipazione a una campagna di marketing politico basata su internet, potenzialità precipue di internet… La campagna basata su internet di Howard Dean in America ha visto la presenza di video e audio solo come marginali.
Inoltre, non mi piace che il sito ufficiale della campagna di Corritore sia così poco amico di Google. Alcuni accorgimenti tecnici riguardanti l’html e qualche articolo in formato testo (e non formato immagine) in più avrebbero permesso di essere più visibili nelle ricerche dei navigatori su Google.
- I tempi. La campagna è partita a inizio dicembre, ovvero clamorosamente troppo tardi per poter essere una campagna vincente. Alcune ispirazioni sono state azzeccate ma contro la rendita di posizione dei partiti nelle Primarie sarebbe stato necessario partire ben prima. Inoltre si sarebbero potuti coinvolgere blogger, comunità virtuali, associazioni e gruppi che magari sono stufi della solita solfa grigia.
- Nervosismo mio e allegria di Majorino. Fino a quando le campagne politiche basate su internet non saranno realizzate con dei santi crismi e la cui vera bussola sarà la partecipazione dei cittadini, continuerò a non credere (ma a schiumare sì) alle parole di Pierfrancesco Majorino, segretario dei Ds di Milano che così ha commentato la vittoria di Ferrante su questo blog: "la verità, forse, è che ’sti terribili bbburocrati dell’apparato milanese hanno trovato un candidato che piace ad un bel pezzo del mondo del centrosinistra. banale ma forse reale, no ?"
Ciao Morbìn! in bocca al lupo,
dS.
in una parola: per un candidato come Davide Corritore o come Dario Fo il sito Internet avrebbe dovuto essere TUTTO e invece è stato solo un di più. Semplicemente, avrebbero dovuto dirigere il 90% dei loro sforzi su Internet, non tanto per convincere il loro pubblico naturale che li avrebbe trovati e amati, ma soprattutto per raccogliere soldi da spendere in pubblicità per convincere gli altri. Quelli che Votano Antonio, insomma.
Invece, sito partito in ritardo, pochi investimenti, web-tv inutile, poca partecipazione, testi scritti da un ghost writer e giochino in flash. Peccato.
p.s.
Majorino ha scritto terribbbili conuna ‘b’ sola
ehhh… il baffobianco è tanto tempo che non vive più a roma. si sarà disabituato….
p.s. -> non credo che la raccolta-fondi sia il problema principale, almeno all’inizio, in una campagna politica ideale fatta on-line, ma credo che venga da sè, a ruota della partecipazione ovviamente…
beh, intendevo dire che se sei un candidato non appoggiato dai grandi partiti puoi mobilitare le tue truppe quanto vuoi (se le fai partecipare, come invece non hanno fatto), ma non arriverai mai al 50% +1. Per poter sperare di farlo, a un certo punto devi buttarti anche tu nel mass-marketing, temo. E per farlo, servono i $$$orrrdi.
sì, se la metti così sono d’accordo…
eh caro enrico, magari avere una ricetta sicura per far funzionare una campagna on-line!certo la cosa peggiore di corritore è stata proprio la web-tv(come ci hai spiegato al master), troppo costosa e unidirezionale.
già…. la web-tv mi è sembrata solo ed esclusivamente sforzi (e costi) buttati via… sob
eh, ma si saranno di sicuro bullati che sono stati i primi a farla…
sob
senti questa, dal sito ufficiale di ferrante:
“In primavera, quando i milanesi sceglieranno il loro nuovo sindaco, Bruno Ferrante avrà appena compiuto 59 anni”
–> “appena”, capito??? APPENA!!! 59 anni …. ehhehehe
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a proposito di Ferrante e giovani, sul sito
http://www.acidopolitico.it/ che è un giornale degli studenti universitari di scienze politiche di Milano, troverete una lunga videointervista nella quale Ferrante, intervistato da due giovani della redazione, risponde a molte domande. Cristina