Datemi una piccola ricompensina…

Ho iniziato a leggere "Everything Bad is Good for You" di Steven Johnson, uscito recentemente in italiano col titolo "Tutto quello che fa male ti fa bene – Perché la televisione, i videogiochi e il cinema ci rendono più intelligenti" regalatimi dalla pericolosa suocera (!) e dalla nonna di Alice.

Le prime pagine sono molto stimolanti e sono centrate sui videogiochi. Tutto il libro invero illustrerebbe come siamo abituati a considerare i consumi d’intrattenimento di massa come qualcosa di lobotomizzante e in ogni caso inutile per la nostra crescita intellettuale - smontando questo stereotipo.
Il successo dei videogiochi, spiega Johnson, è basato sul funzionamento del sistema cerebrale della dopamina, quello che un neuroscienziato  chiama il "circuito della ricerca". Il sistema della dopamina terrebbe traccia di tutte le ricompensine che ci vengono date ogni qualvolta agiamo in una certa maniera. E ci spinge a cercare e ottenere altre ricompense, altre soddisfazioni.

Scrive Johnson:

"Le ricompense della vita reale di solito si librano ai margini della nostra esistenza quotidiana – eccetto per i le ricompense primarie di mangiare e fare l’amore, ed entrambe superano i videogiochi per quanto ci rendono dipendenti. Nel mondo dei videogiochi, invece, la ricompensa è dappertutto".

Alchè, il ragazzo Johnson spiega: non è il contenuto, talvolta idiota, delle trame dei videogiochi, quanto il sistema di "ricerca di ricompensine" che spinge la gente a video-giocare.

Nel valore dei videogiochi per noi esserini umani "non importa quello a cui stai pensando mentre giochi, importa il modo in cui pensi".

Infatti, e a differenza di altri prodotto culturali e d’intrattenimento:

1) in ogni momento, per la tua ricompensina dentro il videogioco (acquisire nuovi poteri, salire in classifica, entrare in un nuovo livello, ecc.) devi fare delle scelte.
2) soprattutto, poi, devi riuscire a entrare nella "fisica del gioco" ovvero di quel mondo propostoti. E lo fai scandagliando (probing) con tentativi e ri-tentativi alla ricerca delle regole del gioco e delle strategie necessarie (quello che tutti dovrebbero fare nella realtà…) e poi…
3) … e poi, con l’obbiettivo finale di finire il gioco, devi riuscire a incastrare (telescoping) diversi obbiettivi obbligati nel tuo percorso.

Afferma Johnson:

"There is something profoundly lifelike in the art of probing and telescoping".

I videogiochi per lui, insomma: un addestramento alla vita reale.
Commenti interessanti sul libro di Johnson: Luca Sofri e David Weinberger 

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