Ho iniziato a leggere "Everything Bad is Good for You" di Steven Johnson, uscito recentemente in italiano col titolo Perché la televisione, i videogiochi e il cinema ci rendono più intelligenti
Le prime pagine sono molto stimolanti e sono centrate sui videogiochi. Tutto il libro invero illustrerebbe come siamo abituati a considerare i consumi d’intrattenimento di massa come qualcosa di lobotomizzante e in ogni caso inutile per la nostra crescita intellettuale
Nel valore dei videogiochi per noi esserini umani "non importa quello a cui stai pensando mentre giochi, importa il modo in cui pensi".
Infatti, e a differenza di altri prodotto culturali e d’intrattenimento:
1) in ogni momento, per la tua ricompensina dentro il videogioco (acquisire nuovi poteri, salire in classifica, entrare in un nuovo livello, ecc.) devi fare delle scelte.
2) soprattutto, poi, devi riuscire a entrare nella "fisica del gioco" ovvero di quel mondo propostoti. E lo fai scandagliando (probing) con tentativi e ri-tentativi alla ricerca delle regole del gioco e delle strategie necessarie (quello che tutti dovrebbero fare nella realtà…) e poi…
3) … e poi, con l’obbiettivo finale di finire il gioco, devi riuscire a incastrare (telescoping) diversi obbiettivi obbligati nel tuo percorso.
I videogiochi per lui, insomma: un addestramento alla vita reale.
Commenti interessanti sul libro di Johnson: Luca Sofri e David Weinberger