"Ho notato che un blog tende ad assecondare le derive populistiche… Io torno a studiare. Appuntamento qui fra dieci anni". Con questo delirante post e un’intervista a Repubblica, Daniele Luttazzi chiude il suo blog che pure Morbìn aveva celebrato all’apertura con rami d’ulivo e molti coriandoli.
La mente di Luttazzi contiene tanto delirio da essere appesa fotografata in un poster della mia cameretta, proprio sopra la culla di mio figlio.
Secondo Luttazzi la tv non è populista, il blog e la radio invece sì: "Se la tv è un narcotico, il blog può essere un ipnotico potentissimo, siamo rinchiusi nelle nostre casette e non facciamo nulla. Conviene spegnere e uscire e incidere nel reale"… "La tv non tende a creare masse più leader, è la radio che riesce a farlo, così come il blog. Se ci fosse stata la televisione alla sua epoca, Hitler non avrebbe avuto speranza".
Snaturandomi dal mio luttazzismo e tentando di essere razionale, credo che:
– Luttazzi non riesce ad accettare di essere un leader. In tv, in radio e ad un suo spettacolo, i suoi utenti devono starsene zitti o al massimo possono fargli un applauso. Sul blog, invece, ogni utente ha la sua individualità e tutti possono commentare i contenuti di Luttazzi, dirgli quanto lo amano, eccetera. Come scrive FataNiva: "la gente famosa che ha un blog ai miei occhi diventa molto meno leader di quando la osservo in tv. Ritengo la tv totalmente intangibile in fatto di "personaggio", mentre un blog fa del personaggio qualcosa di più raggiungibile, di più "normale" oserei dire, il personaggio si abbassa ad una categoria sotto, quella del boom di internet vicino a tutta la gente comune che scrive per interesse o per cazzeggiamento".
– Luttazzi non vive in maniera sana le relazioni sociali. Ecco perchè i suoi monologhi e i suoi testi strabordano di atti sessuali ipotetici o praticati (questa era un po’ di psicologia da strapazzo fatta in casa ma ci credo abbastanza).
– Luttazzi, a parte la coerenza della sua satira (la satira è incoerente per definizione) è incoerente per quanto riguarda le basi della democrazia (dei media): sul copyright (cui è favorevole in toto), sui media da utilizzare (preferisce la tv che è serva di poteri molto di più di qualsiasi altro mezzo), sulla generalizzazione che i "blog sono cattivi" quando evidentemente dipende dall’utilizzo che ne fai, sull’utilizzo del monologo come sua forma di espressione principale che è il trionfo, in uno spettacolo live quindi potenzialmente aperto al contributo di tutti i presenti, del potere concesso a un’unica persona, come scrive Kurai.
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Forsi el ga ragion
“con la tv hitler non avrebbe avuto speranza”… ma berlusconi e bush sì, a quanto par… dei dei. ‘ndemo avanti.
In effetti con il blog si è ben sputtanato! Altro che populismo: sui blog si sgamano le cazzate che uno dice! con un’amico abbiamo commentato che sui blog paga la sincerità, evidente che non ne aveva abbastanza. io ho qualche dubbio anche sul tuo candidato Grillo…
Luttazzi non si è affatto sputtanato col suo blog, anzi. I suoi commenti all’esordio della guerra in Iraq dimostrano con quanta competenza segua le vicende. E con un anno di anticipo su Repubblica, aveva denunciato come propagandista di guerra Carlo Rossella. I bloggers neo-con non gliel’hanno perdonata. Sono complici dei crimini di Bush, Christian Rocca in testa.
Inoltre: Morbin, leggiti meglio il post di chiusura: l’analisi di Luttazzi sul blog è tecnica, sa cose che tu non sai. Prima studia, poi commenta, senno’ sono solo chiacchiere da bar.
l’analisi di luttazzi me la sono letta con molta attenzione.
e penso che lui sfiguri alcune sue intuizioni sui blog tramite il filtro del suo ego squilibrato.
luttazzi, non a caso, ambirebbe tanto a un ritorno in tv… non si spiega come la tv sia più equilibrata e meno populistica di un blog… non si spiega ed è una conclusione delirante, questa luttazziana.
ciao
A me sembra che il tuo giudizio sul comportamento di Luttazzi sia giustificata ma non del tutto corretta.
L’errore iniziale è di Luttazzi: si è lasciato andare a considerazioni sui blog in generale, offendendo chi sui blog fa enormi sforzi sia di educazione che di documentazione.
Ma non credo che sia stata una cosa voluta: è stata ignoranza – questa sì – di quello che succede veramente in queste comunità.
Probabilmente quello che ha detto si applica bene ai “blog tenuti da personaggi dello spettacolo”.
Insomma, tu Enrico dici bene: questi signori (Luttazzi, Grillo, etc.) hanno un ego spropositato.
E quindi – qui ha ragione anche Luttazzi – gli manca solo di avere una tribuna come un blog di successo per arrivare al delirio di onnipotenza.
Per essere corretto avrebbe dovuto dire:
“Per noi è impossibile tenere un blog senza sbandare verso il populismo”.
Non c’è narcisismo e delirio a teatro, o in tv?
Certo, ma lì per loro è legittimo. In parte si tratta di una droga necessaria per gli artisti (anche se purtroppo non è l’unica).
E gli schemi, le regole dell’arte pongono dei limiti e dei valori in questo.
I blogger “seri” giustamente si sentono offesi a essere tirati in ballo, ma io direi di riportare la valutazione dell’episodio alle giuste proporzioni.
Per concludere: possiamo dirci offesi, oltre che dal commento, dall’azione (aver chiuso il blog)?
Non credo. E proprio perché ha dimostrato di non riuscire a gestirlo.
Resterà ignoto – ai più – se si sia trattato di un’onesta presa di coscienza o solo di una valutazione costi-benefici: sicuramente ha visto che Grillo – almeno come seguito – è su un altro pianeta, e non gli ha fatto piacere.