Ho finito di leggere la raccolta di racconti di Eggers, appena uscita col titolo "La fame che abbiamo". Deprecabile l’italiano del nuovo traduttore che ha sostituito il precedente Giuseppe Strazzeri – da taglio della testa il correttore di bozze di Mondadori. Quello che malgrado tutto questo filtra è una serie di grandi racconti, è Eggers con l’anima e l’altezza del primo romanzo autobiografico e con qualche anno in più. E’ il mio scrittore preferito che ama sè stesso, i suoi scritti e chi li legge. Qua, ne "La fame che abbiamo", racconta come ci costruiamo significati su motivazioni che sono solo bestiali o frutto della mancanza, totale, di senso. E di quelle volte, poche, quando il senso ci porta a… volare!
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Libro ordinato. Eggers è uno dei pochi scrittori che può rappresentare quello che sono le nuove generazioni, la loro ricerca ideologica, e i problemi che il mondo moderno ci pone.
grande mauro, l’altro componente della colonna eggersiana a Trst!
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