Le regole degli elettori milanesi

Scrive GM nei commenti a questo mio post: "forse dovresti aver maggior rispetto per chi ha fatto ore di coda per scegliere una persona…non credo alla favola che siano tutti (80.000!!!) comandati e diretti dai partiti…".

Certo, ovviamente neanch’io credo che gli elettori di Ferrante siano dei robottini telecomandati da Majorino & co. Penso, invece, che un voto di quel tipo sia la prova di uno schema di comportamento (e di pensiero) per cui l’elettore sta ad aspettare in panciolle la proposta dei partiti di riferimento, seppur questi siano discretamente sputtanati.

Solo perchè da tempo immemore quelli là sono il punto di riferimento, allora l’individuo si adegua acriticamente come se la proposta di quei partiti fosse l‘unico piatto possibile.

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Silvio rulez Naufragato a largo delle Canarie a causa di un branco di capodogli. 64 anni, nell’82 molla la famiglia e uno stipendio da nababbo come assicuratore. Per oltre vent’anni ha fatto il ramingo coronando i nostri più profondi sogni di libertà. Qua c’è la colletta per ridargli una barca. Qua il suo diario. (è un mio mito personale ed è il futuro suocero del mathoosa)

La Puglia sogna. Milano: no

pier francesco majorino maialino : )Alle primarie dell’Unione in Puglia aveva vinto il candidato di Rifondazione, dichiaratamente alternativo, Niki Vendola. A Milano il candidato senza programma dei tristi e grigi partiti del centro-sinistra milanese si prende addirittura il 67% dei voti: due elettori dell’Unione su tre. Questa è gente che, oltre ad aver accettato supinamente la decisione delle segreterie dei partiti e oltre a non essersi interessata dei programmi e dei profili dei candidati, ha deliberatamente scelto di non sognare qualcosa di alternativo per il loro futuro. I milanesi ora restano con la grigezza del prefetto contro la mummificata Letizia Moratti.

Ferrante non votare

Paura non avere. Secondo un sondaggio di una settimana fa pubblicato su Repubblica il grigio e amico dei peggiori partiti dell’Ulivo, Bruno Ferrante, sarebbe in testa alle preferenze dei cittadini milanesi che vorranno, questa domenica tramite le primarie, decidere chi avere come candidato sindaco dell’Unione. Ma chissenegrega dei sondaggi: paura non avere.
Ho conosciuto Davide Corritore e, umanamente, mi sembra ci si possa fidare di lui. Per il programma giudicate voi.
E se invece non vi piacciono gli out-sider come a Massimo, allora vada per il grande ribalta-tutto Dario Fo.

Gola profonda alla Kirby!

Stra-cult. Non siamo soli nella nostra liaison di amore/odio con il Kirby. Una talpa, sfidando il potere oscuro di Kirby e rischiando molto più della vita, ogni giorno sta telegrafando su un blog cosa succede dell’altra parte: ecco a voi il diario di una telefonista del call-center Kirby.
Alcune chicche:
"Mi fingo del gregge. Sarà bellissimo".
"Telefono a raffica. Una media di 100 telefonate in 4 ore.
"
Pronto Signora, buongiorno! Sono Camilla della Kirby, lei  non mi conosce personalmente perchè il suo nome me lo ha dato Paperina, sua cognata".
"Signora, lei sicuramente tiene alla cura e all’igiene della sua casa, non è vero? – No. Odio pulire. Lascio accumulare lo sporco anche per settimane, quando poi non ce la faccio più chiamo una ragazza extracomunitaria e le dò 100 euro per pulirmi la casa. Come vede, non me ne frega nulla di un attrezzo per pulire".
"Le mie colleghe sono dei cessi immani. E’ una fortuna che la televendita non avvenga in video chiamata, altrimenti non darebbe l’appuntamento nemmeno Edward ManiDiForbice….
"Un travestito in Corso BuenosAires ha più pudore di chi scrive i testi di queste telefonate… La piovra di Placido aveva meno tentacoli".
"
Essenziale per prendersi la laurea in Scienza della Turlupinazione è vedere almeno una volta una "demo" fatta a regola d’arte".
"George Orwell era un ottimista".
"immagini del Kirby non se ne trovano".
"il prezzo del Kirby è un argomento… flottante. Ovvero, il Kirby non ha un prezzo stabile".
Sorridi, la signora lo percepisce!
(Qua: tutti i miei link su Kirby su Del.icio.us.)

Toscani: “La macchinona è da mentecatti”

Una settimana fa Oliviero Toscani ha rilasciato un’intervista a Metro a proposito delle automobili. Un grosso.
Qualche chicca:
"Si fanno pagare le autostrade, nate per le auto e si gira gratis nelle città d’arte, dove le auto rovinano e rendono impossibile la vita".
"Le macchine più sono da ricchi e più sono assurde".
"Sfoggiare muscoli tecnologici è da mentecatti".
"I venditori d’auto sono dei tangheri. Aprono il cofano al cliente. Sarebbe come se chi vende tv aprisse il fondo e facesse vedere i circuiti".
"Io rilevo solo che l’autoscontro, in città, è l’ideale… Perchè confinarlo ai lunapark?"

La tenebrosa mente di Luttazzi

"Ho notato che un blog tende ad assecondare le derive populistiche… Io torno a studiare. Appuntamento qui fra dieci anni". Con questo  delirante post e un’intervista a Repubblica, Daniele Luttazzi chiude il suo blog che pure Morbìn aveva celebrato all’apertura con rami d’ulivo e molti coriandoli.
La mente di Luttazzi contiene tanto delirio da essere appesa fotografata in un poster della mia cameretta, proprio sopra la culla di mio figlio.
Secondo Luttazzi la tv non è populista, il blog e la radio invece sì: "Se la tv è un narcotico, il blog può essere un ipnotico potentissimo, siamo rinchiusi nelle nostre casette e non facciamo nulla. Conviene spegnere e uscire e incidere nel reale"… "La tv non tende a creare masse più leader, è la radio che riesce a farlo, così come il blog. Se ci fosse stata la televisione alla sua epoca, Hitler non avrebbe avuto speranza".
Snaturandomi dal mio luttazzismo e tentando di essere razionale, credo che: Continua a leggere

Cosa succede a chi guarda troppa tv

Chi guarda troppa tv si convince che la normalità sia una sparatoria da film americano. I due sondaggi di Repubblica.it e Corriere.it sulla nuova legge sull’autotutela armata vedono in entrambi i casi la maggior parte dei navigatori a favore di questa legge.
Questo, alla fine però, non mi stupisce visto il contesto culturale proposto dai grandi media negli ultimi vent’anni. Mi fa incazzare la testadicazzaggine ovvero la mancanza di responsabilità verso la comunità di chi approva queste leggi. Solo demagogia.