Nella terza lezione a Mr Pol, il Master sulla comunicazione politica, Fernando ed io abbiamo fatto una rassegna degli strumenti web utilizzabili in una campagna di comunicazione politica, prendendo un sacco di esempi su quello che succede in Italia e in America, schematizzando e catalogandoli per ben benino.
Come ha precisato giustamente Fernando "non esistono strumenti buoni o cattivi, il problema invece sta in una buona o una cattiva strategia di utilizzo di questi strumenti".
Ma la strategia su quali strumenti utilizzare è l’argomento della lezione successiva di Fernando… Per ora tenetevi la nostra catalogazione e tenete a mente che, ovviamente, uno strumento non esclude l’altro:
- Siti vetrina. Solo informativi o, addirittura, solo belli da vedere. Di solito li commissionano ad una web agency un mese prima delle elezioni. Sono, in sostanza, la trasposizione di un volantino nel web. Utile, ma in teoria il meno utile degli strumenti web per una campagna politica
- Web-television. Sono il tentativo di trasporre un altro mezzo di comunicazione dentro il web. Fin’ora tutti tentativi commerciali di questo tipo (a parte il calcio) sono da considerare un fallimento totale. Di solito piace molto ai candidati, ma poco agli utenti cui gliene frega poco di sorbirsi dei pipponi manco fossimo negli anni ’60 ad un comizio. L’unico strumento che, se non è pensato per essere una coda a tutti gli altri comportandosi da ciliegina sulla torta, sconsigliamo vivamente.
- Forum. Il primo gradino, di solito, nell’interattività. Lo strumento più scarno e semplice per dar sfogo ai tuoi attivisti digitali senza che passino per la tua sezione di partito (ma c’è ancora qualcuno in sezione?!?)
- Blog. Il weblog a.n.c. diario elettronico è lo strumento per far sentire con frequenza la voce del candidato, o meglio del suo staff, direttamente dal ticchettio della sua tastiera. Gli amanti della rete lo considerano lo strumento principale per creare delle campagne di comunicazione "umane", in cui la politica finalmente si riimmerge nella gente e nella partecipazione. Seppur virtuale…
- Gruppi. In Italia la politica tradizionale non li ha utilizzati, c’è stato solo Grillo che però ha utilizzato ahìallui Meetup.com che è in inglese e per di più a pagamento. I gruppi sono degli strumenti virtuali tramite cui la gente può, per conto suo, discutere di temi svariati, organizzare incontri e eventi, pianificare volantinaggi, ecc. Pericolosissimi per chi considera la politica un prodotto da tenere sotto cassaforte, intoccabile dai cittadini!
- Portale. La definizione di portale è vaghissima. Nella nostra presentazione abbiamo considerato portale tutti quei siti che girano con un Cms, ovvero un software di gestione dei contenuti. Questi software possono essere utilizzati per creare dei siti in cui tutti i contenuti e i servizi offerti sono tematizzati su vari indici che si incrociano, p.e. sanità, istruzione, lavoro… ma i contenuti possono anche essere organizzati a seconda del momento in cui sono stati pubblicati. Potremo per esempio avere così sulla home-page del nostro sito un’area in cui vediamo gli ultimi articoli scritti sulla sanità e in un’altra parte gli ultimi sull’università, ecc. Nella definizione di vaga di "portale" ci sta anche che vi siano integrati servizi interattivi come blog, forum, gruppi.
- Newsletter e alert. Se la campagna di comunicazione offre dei servizi interattivi, sarebbe un’assurdità non raccogliere i dati e i profili di chi partecipa alla tua campagna. Se hai quei dati, allora puoi richiamarli in contatto nei momenti caldi della tua campagna tramite e-mail e sms!
- Autofinanziamento. Che sia il bonifico, la telefonata a numeri a valore aggiunto o gli altri possibili… qua sta uno dei perni della politica nel prossimo decennio. Riusciranno i nostri eroi a essere tanto interessanti per gli elettori tanto da invogliarli a donare degli schei?
* Scarica qua tutta la presentazione:
Siti Internet: Tipologie, Strumenti, Potenzialità
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ahhhhhhhhhhhhh, a ciascuno il suo