Continuano i pipponi di Granieri sulla politica e internet. Penso che, con tutta l’empatia verso quello che ha scritto nel suo libro, potrebbe usare la sua web-popolarità per stimolare e segnalare iniziative politiche dal basso di cittadini come (tra le tante) queste dei gruppi di Grillo o quella nota di tanti cittadini per il bosco Gioia a Milano… ma così è l’Italia: tante speculazioni e poche azioni e nel frattempo nel mondo succede di tutto…
Archivio mensile:dicembre 2005
“Se le bobe se sta sbimbinando”
Per farve passàr un bon Nadàl, sia tra i muli del nostro porto imperial-regio che lazò in Friùl, el mulo Dree e mi gavemo pensà che ve podeva piàser ciuciarve el novo rèmix de un telefilm americàn rivoltà in salsa furlana-triestina fato dei muli de Zuppotto Pacioso.
I muli (zà famosi per el mitico "Star Trek chel Just"), i gà cagà un’altra produzion de lusso. Se tratta de:
"Starsky & Hutch, cube".
I furbeti tal Friùl i gà fato che i muli Starsky e Hutch i parla in furlàn mentre a parlàr in triestin xè… el loro amico negròn! Mi no vojo far el intrigante che xè Nadàl e ciacole no fa fritole, ma devo anca dirve che se no iera per Morbìn in Fvg nissun gavaria podù scarigarse el fenomenàl "Starsky & Hutch cube" e cussì passar un Nadàl prestigioso.
Come dixi el negròn nel telefilm, "se le bobe se sta sbimbinando…"

Patatona tal Friùl
Elena Venutti, mula de Codroipo finalista de Veline e ‘desso "schedina" dala Ventura, la xè stada intervistada qua dal mulo Dree nel’idioma che i parla oltra al sacro confìn etnico del Timavo. (gavessi fatto volentieri signora mia la traduzion tal furlàn ma son de furia e del resto xè la una de note).
Voi del resto no ve ciava ssai, perchè sè ignoranti come stue, de cossa che la dixi la mula Elena. Ve interesarà saver che la xè una grandisima patatona. Morbìn.it ghe dà una verta co’ una grandissima colaboraziòn con IlFurlanist e ve ofri quasi in anteprima mondiale, zertamente de oltra Timavo, le foto dela mula de Codroipo:
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Pensare da editore web
La lezione "La gestione di un sito: pensare da editore web" che abbiamo tenuto Fernando Diana e io, al Master in comunicazione politica di Running, verteva su quali secondo noi sono i punti cardine per verificare la navigabilità e la visibilità di un sito. Eccoli, in breve: Continua a leggere
D’Alema, io e le vergini in paradiso
Leggo in redazione ad alta voce questa notizia allucinante per cui D’Alema assieme a un suo socio – su un conto Bpi – si permette un leasing di ben 8000 euro mensili per pagare il suo yacht Ikarus II. Ho una casa di circa 40 metri quadrati, mentre la supeficie della vela della barca di D’Alema è attorno ai 200 metri quadri. Il motore della barca di D’Alema, a 145 cavalli, presumibilmente permetterebbe alla mia vespa, unico mio mezzo di locomozione oltre a bici e gambe, di decollare verso Saturno.
Commento di Marta: "Ti invito a sacrificare te stesso come kamikaze con la prospettiva di una vita di una vita eterna di 10.500 vergini al giorno e godendo sulla terra di quotidiane celebrazioni della tua memoria".
Ora ci penso.
“Tenti che riva quel dei piani alti”
"… Occio muli che desso fazzo scender el pezzo da novanta su de voi!".
E’ con questo pensiero che don Eglio ha celebrato il mulonico sposalizio tra Gabriel e Luisa.
Che dire che non sia già stato detto dalla più attenta cronista dell’evento?
Per esempio se podessi dir che:
1) mateo c. e mi ierimo in curva in cesa, vizzini de banco come a scola. ierimo commossi. ehhh xè robe che no podè capir
2) i camerieri ne ga odiado
3) alla domenica matina, ritornadi nel ristorante del delitto, el mulo vinicio me ga ditto: "ah, sei guarito!". ehhhh xè soddisfazioni, la sa signora mia…
4) la mission spericolata de far bever a tutti costi gli imberbi rocco e el mulo che canta nei coldplay
4) semo stadi i migliori, come sempre, come testimoniado oltre che da fabiana anche dalla mia minuta ma pur sempre simpatica galleria fotografica.
Insomma: that’s amore e felicità per tutti.
Politica x tutti
Granieri, noto pensatore sulla rete, è stato sabato scorso al convegno sui rapporti tra internet e politica organizzato in un’aulica sala al Parlamento e ne racconta sul suo blog.
Dice Granieri: "La rete non serve alla politica di oggi".
Glom e sgomento.
Internet serve alla politica invece, eccome, oggi, subito. Se intendiamo la politica come l’agglomerato di classe dirigente ammuffita allora, certo, internet possiamo buttarlo giù dalla finestra. Ma se invece, col ritornello più classico di un’assemblea studentesca, la politica sono ogni atto e opinione dei cittadini, allora internet ci serve eccome.
Ma internet serve solo se si mettono in piedi progetti concreti in cui la gente ha voce, in cui la gente si relaziona, in cui i cittadini scrivono loro l’agenda politica. Siano forum, blog, sia Push-button power to the people. Non bastano Grillo, non bastano nel loro piccolo il filter di Granieri o IoScelgo… che uno, dieci e centomila si sveglino e organizzino un movimento come Moveon.
Quello che c’era da pensare e da convegnare è stato stra-detto. Ora, anche in Italia, c’è da organizzare.
Non preoccupatevi, politici o pensatori: si sveglieranno.
Caravita supera Corritore
Beppe Caravita, immaginifico, va oltre il manifesto di Davide Corritore per l’internet pubblico a Milano. Caravita sprigiona entusiasmo da miracolo italiano (ne avremmo bisogno tutti) ma soprattutto teorizza ipotesi che mischiano pubblico e privato di cui da tempo si parla per innovative riforme politiche ma che mai si realizzano.
Caravita sostiene che non è sufficiente che il Comune fornisca l’accesso gratuito alla rete: "Comune e Aem sono solo gli architetti e i gestori della rete fisica di base. Mentre i servizi sono sviluppati liberamente dai provider, vecchi e nuovi, e dalle iniziative di volontariato. [...] Ci sarà chi farà pagare (poco), chi si ripagherà con formule pubblicitarie non intrusive, con contenuti locali, chi lavorerà esclusivamente sul modello volontario di cittadinanza. Ci sarà chi promuoverà reti Wi-fi interconnesse da casa a casa e così via. L’infrastruttura condivisa diverrebbe terreno di multiple sperimentazioni e di multiple iniziative, comprese quelle gratuite".
Vogliamo un programma forte per l’Unione, entusiasmante, che riempia di senso sia le aspirazioni dei cittadini verso il mercato che per uno stato sociale moderno? Ascoltiamo Caravita, non solo a Milano ma a livello nazionale!
(e Roma che fa? ah già… noi come sindaco abbiamo il comunicatore che di programmi concreti non ne ha bisogno…)
“Yuhhhuuuu?!? Italia? Ci sei?”
All’estero sono convinti che abbiamo bisogno, come italiani, di qualcuno che ci spieghi che la barca sta affondando:
Questa è una locandina che stava all’edicola in stazione a Bologna una settimana fa. Qua l’inchiesta "Addio, dolce vita", dal sito dell’Economist. Qua qualche riga di riassunto in italiano da Yahoo.


