Ne avevo già parlato sinteticamente qua. Ora mi sono messo con olio di gomito ad analizzare la fallimentare campagna di marketing politico di Scalfarotto, candidato (abbastanza) perdente alle primarie dell’Unione.
– Contenuti Il blog del candidato ha toccato spesso i contenuti giusti ma in maniera poco approfondita. Tanto che i contenuti del blog sono rimasti alla discussione e all’approfondimento libero di altri cittadini solo in un sistema di commenti agli articoli del blog a dir poco dispersivo
– Modello di comunicazione Il messaggio comportamentale che è passato sul sito di Scalfarotto è: "Io parlo, voi no". Nei due mesi precedenti al voto, il blog non ha mai citato altri blog di cittadini. Ha risposto pubblicamente a una mail di un navigatore, a una mail di una parlamentare e ha citato, in un unico altro giorno di gloria relazionale, un blog di un suo amico, la mail di una sua amica, la risposta a una precedente mail su una polemica. Decisamente poco come relazioni nel mondo, no? Ma la rete permette di creare assieme relazioni sociali, discussione, programmi, idee. E invece…
– Attivazione di una rete di militanti Il modello di Joe Trippi/Howard Dean (una rete autonoma di persone sul territorio che si organizza per conto suo) non è stato neanche tentato. Scalfarotto non ha attivato nessuna newsletter o mailing list pubblica aperta ai navigatori e tantomeno nessun strumento di community. Ha aperto un forum solo il 21 ottobre, dopo il voto! Argh.
– Portiamoli al voto! Fallimento, anche qua. La rete, proprio tramite i suoi strumenti interattivi e in particolare di community, permette la raccolta di dati, profili, indirizzi. Se fatto in maniera propria, questo avrebbe permesso di avere un database di contatti da attivare nei momenti caldi, in particolare inviando via email o sms dei promemoria nei giorni del voto. I 49.000 utenti (dati Nielsen) di settembre su www.ivanscalfarotto.info avrebbero potuto essere tramutati, almeno in parte, in un database profilato. Mannaggia!
– Schiavi della tv? Sia chiaro: i mezzi di comunicazione tradizionali sono oggi molto più potenti delle comunità on-line. Ma, pure, in rete ci abitano milioni di persone. L’analisi del voto fatta dallo staff e dagli attivisti di Scalfarotto è tutta incentrata su quanto poco Scalfarotto sia uscito in tv, radio, giornali. Senza rendersi conto che se Scalfarotto è esistito politicamente, è stato grazie alla rete…
– La domanda allora da porsi era: visto che affermarsi sui mezzi tradizionali in un battibaleno era impossibile, cosa si poteva fare in meglio in rete?
Secondo me, alla fine niente.
Fare meglio quello che descrivi nel lungo elenco avrebbe spostato il risultato di poco.
L’elettore on line è ancora un elettore minoritario. stop.
La “blogosfera” (bleah! che parola del cavolo che sto usando…) inciderà di più la prossima volta, magari…
non sono d’accordo…!
non credo che scalfarotto potesse puntare a… vincere le primarie! però poteva puntare a qualche decina di migliaia di voti in più.
per fare un esempio sulla roba più minima (i blog appunto) durante la campagna delle primarie si contavano a decine (se non di più) i blog che parlavano di lui. lui non mi ha mai degnati di un link.
ma soprattutto avrebbe potuto fare furori con una campagna basata su una comunità virtuale, facendo costruire il programma e la campagna a loro… avrebbe potuto coinvolgere ALMENO migliaia di persone in più. ma, a dire il vero, io credo DECINE DI MIGLIAIA DI PERSONE IN PIU. e sono voti.
ciao