esultanza di prodi e un calabrese all’andrangheta ogni 345

c’è qualcosa che non quadra nella preponderanza degli strilli dei giornali e dei quotidiani on-line dedicati alla vittoria di prodi e al successo di partecipazione alle primarie, mentre uno dei politici più importanti di una nostra regione è morto ammazzato di fronte a un seggio delle primarie stesse.
alcuni spunti li dà giuseppe d’avanzo in un nascosto articolo su repubblica.it:
la calabria è "Paralizzata dal sottosviluppo, abbandonata – solitaria – al suo deprimente destino", una regione dove la ndrangheta ha "Un affiliato ogni 345 abitanti". il volume d’affari di questa organizzazione mafiosa "supera i 35 mila milioni di euro"
"È un potere militare, economico e politico che non accetta di essere messo in discussione"
"Nei primi cento giorni, Loiero fa alcune mosse "rivoluzionarie" per la moralizzazione della vita pubblica. Sostituisce settanta alti burocrati negli enti regionali. Delibera di costituire la Regione "parte civile" in tutti i processi di mafia".
"Se ci fossero stati "interessi privati", lo avrebbero ammazzato "in privato" mentre tornava a casa. Le cosche di Locri, Africo e Siderno hanno voluto offrire una pubblica rappresentazione della loro violenta determinazione affinché tutti capiscano, affinché la politica capisca".
perchè prodi non dice che questi 4 milioni di voti sono contro la mafia in calabria?
possiamo vivere con serenità in un paese in cui una delle regioni (ma non è la sola) è in preda a un far west in cui stato e mafia convivono e s’ammazzano, a seconda dell’accordo e del tramacciamento di turno?
(dell’omicidio di fortugno ne parla anche dotcoma)

primarie: pensavi partecipazione? hai d’alema

come scrive paolo piccolo (autore del blog angolo acuto) per tantissimi cittadini l’unico senso delle primarie è stato che il loro voto di ieri "è un voto non tanto e non solo PER il centro sinistra ed il suo candidato, ma resta purtroppo fondamentalmente un voto CONTRO il governo e il suo Presidente del Consiglio".
sottoscrivo in pieno. aggiungo: ho votato prodi proprio perchè è un leader che tenta a modo suo di sganciarsi dai pachidermici paleocenici partiti che lo sostengono.
ma ovviamente le voci che ci arrivano dalle altre ere geologiche dicono il contrario. un esempio è massimo d’alema: «Senza i partiti tutto questo non si sarebbe ottenuto, sarebbe buffo se i partiti avessero organizzato questo contro se stessi».
peccato che le primarie le ha richieste prodi, prima di d’alema.
se ai partiti dell’unione fosse interessata ‘così tanto’ la partecipazione dei cittadini alla scelta del candidato presidente, i modi per stimolarla sarebbero stati certamente diversi.
per esempio le primarie avrebbero dovute essere indette ufficialmente non a luglio per un evento di ottobre, ma almeno un anno prima.
così tutti i cittadini avrebbero potuto ascoltare per bene le ragioni dei vari candidati leader.
i candidati avrebbero potuto girare l’italia, costruire il loro programma socialmente assieme ai loro possibili sostenitori.
altri personaggi avrebbero potuto decidere se candidarsi o no, ci sarebbe stato il tempo perchè forze sociali alternative si organizzassero.
invece oggi ci sono le dichiarazioni di d’alema.

primarie: file? boh (e il solito casino mentre c’è il morto)

sono stato a votare (prodi) a san lorenzo alle 19. c’erano due persone prima di me in fila e qualche crocicchio fuori dalle sedi dei ds e rifondazione che qua sono una attaccata all’altra. non mi hanno chiesto l’euro da donare, che pur mi sembrava fosse richiesto (mah).
intanto leggo dichiarazioni entusiastiche che, col morto ammazzato in calabria, forse sono indelicate.
puzzled.

i risultati di una campagna organizzata da un tipo spiacevole

* verso le entusiasmanti elezioni politiche 2006 *
la maggior parte delle fervide menti che navigano su morbìn.it non conosceranno roberto menia. le fervide menti triestine, invece sì. nella nostra città è noto per essere stato accusato di essere un picchiatore ai tempi d’oro del fronte della gioventù, nei frizzanti ’70. in parlamento, in anni più recenti di prestigiosi eletti alla nostra camera, è stato protagonista di una elegante rissa (con le mani, non metaforica)* e di un brillante “taci, troia” rivolto a una sua collega parlamentare.
ora il genio ha prodotto la campagna “iter italiae” di an, che qua potete vedere commentata in video dal genio e qua sotto da me stesso, che certo non mi avanza ma almeno go el morbìn.

il passato, a sinistra“. voto: 5. era il 1982 e romano prodi a 41 anni era presidente dell’iri. in quei tempi l’m.s.i. (m.ussolini s.empre i.mmortale?) di menia menava le mani in giro per viale xx settembre e dintorni. il leader della coalizione di menia, silvio berlusconi, si arricchiva tramite amicizie dubbie in maniera dubbia se non illecita. a rovistare il passato non so chi ci faccia più bella figura.
il futuro, a destra“. voto: 5. beh, questa è una stronzata. non dice niente. almeno a chi non è stato per una vita a votare o a militare, come menia, nella destra missina e poi alleata nazionale.
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* ora non trovo un link con la memorabile zuffa alla camera. se qualcuno ha dei link sulle atroci imprese di menia sarò lieto di pubblicizzarli

università: riforma e contestazione come da tradizione

* come da legge elettorale *
assenteismo e nepotismo? sono i mali peggiori delle nostre università ma questa riforma dello stato giuridico dei docenti universitari non prende in considerazione serie contromisure.
la ministra moratti (consulente di una holding multinazionale che investe negli armamenti, legata a bush e nel passato a bin laden), memore delle sue esperienze aziendaliste, crede che per introdurre meritocrazia e senso nelle università basti eliminare i contratti a tempo indeterminato per i ricercatori, permettendo loro solo contratti a tempo e introducendo, in parte, la stessa dinamica contrattuale per i professori associati (i prof di serie “b”).
vergognoso: la riforma permette a docenti universitari full-time, con stipendi full-time pagati dai contribuenti, di poter svolgere attività professionali presso altri enti, mantenendo intatto lo stipendio pubblico erogato dall’università.
super-vergognoso: e a questi docenti dà l’obbligo minimo di impiegare 350 ore all’anno nell’attività didattica cioè meno di un’ora al giorno dedicata agli studenti.
purtroppo i temi della protesta stanno molto poco sulla necessità di riforma della peggior casta che abbiamo in italia, ma molto su una lagnosa e solo ideologica denuncia della precarizzazione dei docenti e dei ricercatori, e sulla mancanza di finanziamenti per la ricerca. rivendicazioni anche giuste, ma che se sbandierate da sole senza uno sguardo sui problemi d’insieme dei nostri atenei, sono una riprova dell’incapacità di riformarsi autonomamente del nostro mondo universitario.
e allora arriva la moratti che con la sua bacata idea dell’aziendalizzazione delle università, pensa di aver fatto chissà che riformona. e gli studenti fanno codazzo acritico a un attacco che è solo ai docenti o ai ricercatori e che, per gli studenti, cambierà poco o niente.
* link per capirne di più sulla riforma:
- il wiki nazionale della protesta
- una valida presentazione powerpoint che spiega contesto e critiche
- il disegno di legge della moratti
- puntata di radio anch’io sulla riforma universitaria con il ministro moratti

ma ve lo immaginate ezio mauro che?

* un articolo trovato grazie al ragazzo sofri *
di seguito la traduzione di un pezzetto dell’editoriale da prima pagina apparso sul guardian qualche giorno fa (ma ve lo immaginate ezio mauro, direttore di repubblica, che firma articoli di questo tipo sullo scenario culturale creato dagli autori di blog?).
"la lezione per la gran bretagna da tutto questo è semplice: un bisogno imperativo a investire le massime risorse che possiamo nell’istruzione e a fornire alle prossime generazioni le capacità di cui hanno bisogno per avere un posto nella rivoluzione digitale"

no domande post-moderne, grazie

* ieri sera a markette *
chiambretti: “berlusconi può essere considerato l’erede di sturzo e de gasperi?
prodi: (sorridendo al cielo e chiedendo pazienza divina con le braccia) “mah mah… cosa mi fai queste domande post-moderne! non puoi mettere vicino cose che non c’entrano niente!”

niente…