c’è qualcosa che non quadra nella preponderanza degli strilli dei giornali e dei quotidiani on-line dedicati alla vittoria di prodi e al successo di partecipazione alle primarie, mentre uno dei politici più importanti di una nostra regione è morto ammazzato di fronte a un seggio delle primarie stesse.
alcuni spunti li dà giuseppe d’avanzo in un nascosto articolo su repubblica.it:
la calabria è "Paralizzata dal sottosviluppo, abbandonata – solitaria – al suo deprimente destino", una regione dove la ndrangheta ha "Un affiliato ogni 345 abitanti". il volume d’affari di questa organizzazione mafiosa "supera i 35 mila milioni di euro"
"È un potere militare, economico e politico che non accetta di essere messo in discussione"
"Nei primi cento giorni, Loiero fa alcune mosse "rivoluzionarie" per la moralizzazione della vita pubblica. Sostituisce settanta alti burocrati negli enti regionali. Delibera di costituire la Regione "parte civile" in tutti i processi di mafia".
"Se ci fossero stati "interessi privati", lo avrebbero ammazzato "in privato" mentre tornava a casa. Le cosche di Locri, Africo e Siderno hanno voluto offrire una pubblica rappresentazione della loro violenta determinazione affinché tutti capiscano, affinché la politica capisca".
perchè prodi non dice che questi 4 milioni di voti sono contro la mafia in calabria?
possiamo vivere con serenità in un paese in cui una delle regioni (ma non è la sola) è in preda a un far west in cui stato e mafia convivono e s’ammazzano, a seconda dell’accordo e del tramacciamento di turno?
(dell’omicidio di fortugno ne parla anche dotcoma)