un ragionevole link tra cellulare e cancro

dal blog di beppe grillo: “Considerando i casi di tumore alla testa, lo studio ha rilevato che per il neuroepitelioma esiste un rischio fino a 4,7 volte superiore al normale usando il cellulare 4-5 minuti al giorno!“.
appena visto questo messaggio ho spento il cellulare mandando sms in giro del tipo “spengo il cellulare per sempre“. non sto scherzando. ciao.
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ma lo meditavo da mesi, eh. non preoccupatevi per la mia salute mentale.

il tg1: “milioni di pellegrini a roma…”. come, scusa?

* basta una macchina fotografica digitale e… *
ore 12. sono in vespa ad attraversare la città per arrivare a corviale, da giuglio. sono munito di macchina fotografica. in tasca ho la concessione del dubbio che i milioni di pellegrini annunciati in tv non siano poi così milioni.
passo per san giovanni. ai concerti del primo maggio e alle manifestazioni della sinistra la piazza straborda di persone in tutte le vie contigue. oggi ci saranno al massimo 7 o 8.000 persone.

rimonto in vespa. 5 minuti dopo arrivo al colosseo. anche qua il dubbio ha la meglio. 3000 persone, se va bene.

circa 2 chilometri oltre si arriva al circo massimo. alla manif nazionale della cgil sull’articolo 18 tutta la superficie era stracolma. oggi c’è uno spicchio di prato occupato da, se va bene, 8.000 persone. se non ricordo male quel giorno la cgil, col naso alla pinocchio, spacciava 2 milioni di persone.

arrivo da giuglio.
tg1 delle 13.30. la speaker: “oggi milioni di pellegrini hanno invaso roma“. sullo schermo le stesse piazze che ho visitato in vespa sono riprese sempre, e solo, con primi piani di persone o gruppetti. i totali delle piazze in pratica non si vedono.
non ci sono milioni di pellegrini a roma, oggi. ammesso che ce ne fossero decine o, se va bene, qualche centinaio di migliaia a san pietro e tor vergata, quella raccontata dalle tv è un’invenzione.
e così si scopre che anche il vaticano (o i tg o la prefettura o la protezione civile o boh) inventa cifre sulla partecipazione proprio come fanno i partiti e i sindacati. si scopre che questa grande emozione collettiva non ha portato le torme umane di cui si favoleggia.
beati i puri di cuore.
* chi si sogna le cifre, secondo te? *
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se clicchi sulle foto qua sopra puoi vederle MOLTO PIU’ GRANDI

in onore a flickr e alla tua casa dallo spazio

* va’ dove ti porta il link *
link1) il servizio maps di google.com permette di vedere fotografato dal satellite qualsiasi fresco posto degli states: p.e. la statua della libertà e il golden gate. daniele che stugenda con me, dice: "il giorno che ci sarà la mia casa fotografata dall’alto. mi prende male. pensa che tra 20 o 30 anni vedrai queste immagini in diretta. le macchine che si muovono. devo cercare sulla mappa l’unico posto non mappato e trasferirmici…". glom.
link2) i love flickr: per piazzarci le proprie foto ad alta risoluzione è veramente tosto, soprattutto a confronto del cagoso webshots che ho usato per mesi. fantastica la funzione dei tag: scopri in questo momento quali sono le cose più fotografate nel mondo (aehm… negli usa!… o meglio… su flickr!)
* è un mondo di fotine, dopo tutto *

senza speranza, o quasi

* morbìn è contento di non aver votato e spiega pkè *
1) PRIMO MOTIVO DELLA CADUTA DELLA SPERANZA morbìn non ha sentito nessuno che fosse contento perchè se ha vinto il centro-sinistra adesso le regioni funzioneranno meglio. tutti godono perchè così berlusconi & co… s’imparano! sembra che le regioni non servano a qualcosa ma sieno il premio marginale di un campionato nazionale “buoni vs cattivi”. la conseguenza di questo modo di pensare è, banalmente, ke tra cinque anni la sanità in lazio farà ancora cagare
2) SECONDO MOTIVO (EXEMPLUM) DELLA CADUTA DELLA SPERANZA oggi morbìn va in giro co’ la vespa per ‘a gapitale. morbìn scatta photo. ecco risultato grafico delle sue esperienze vespistike:


3) DOPO DUE PASSI INDIETRO PERO’ UN PASSO IN AVANTI morbìn però è contento perchè in puglia ha vinto uno che è dikiaratamente gay, comunista e cattolico, e questo rende felice morbìn perkè pensa ke dopotutto non è così vero ke l’italia è ferma al medio-evo. sì, morbìn a vendola l’avrebbe votato
* scopri l’influenza del pibe de oro su morbìn e vinci 1 marrazzo *

ma sarebbe meglio star zitti, cucci cucci…

* i tempi difficili delle sfumature durante l’emozione collettiva *
il papa è stato, riconosciutamente, un gran manipolatore dei media (quasi condivido thejournalist). la cerchia di collaboratori attorno a lui è stata istruita per questo. anche le sue ultime ore, evidentemente, sono state costruite in questo senso dai collaboratori che con lui sono sempre stati, grazie a lui, nei luoghi del potere: che c’è di strano a sostenere che questo papa ha permesso che si spettacolarizzasse la sua fine? “IL DOLORE E’ UN SENTIMENTO DA VIVERE INTIMAMENTE, NON UNO SPETTACOLO”, scrive 000isabella000. giustamente.
resto a bocca aperta per questo fluire dell’emozione collettiva che si rimbalza continuamente tra le masse raccontate dalla tv e la gente che mi sta attorno o che leggo sui blog. queste emozioni che vi piaccia o no sono pilotate, evidenziate, aumentate da 1) chi sta in vaticano e 2) da chi gestisce le televisioni (un giusto sob per la rai sta qua).
facciamo un post su quanto sono fighi gli ultimi risultati del nostro shopping e uno in cui ci strappiamo i capelli perchè il grande papa è morto. pittoresco.
ma io riesco a emozionarmi solo per chi conosco veramente, non per chi ho conosciuto tramite i discorsi pubblici e i comunicati stampa mandati sui mezzi di comunicazione (gianpyy si chiede a tal proposito come sia possibile che il papa abbia realmente parlato negli ultimi giorni).
tutti abbiamo stimato le crociate del papa (anche elettra!) contro il comunismo, le guerre di bush e berlusconi, il consumismo e il capitalismo. anche enzo biagi.
sul papa ci sono tanti punti di vista: andrebbero letti e pensati tanto quanto il dolore che ci permea. il guardian afferma che giovanni paolo aveva “un’attitudine da neanderthal verso le donne” . fabiana ricorda la sua crociata contro i preservativi che ha facilitato l’espandersi di aids e morte in africa e non solo in africa (stessi temi di un altro articolo del guardian).
non ho bisogno del papa nè della sua morte spettacolarizzata per trovare e rafforzare la mia spiritualità. ho la mia famiglia, i miei amici, i miei libri (tra cui la bibbia e il corano), i miei blog, i miei luoghi. là trovo i miei confessori (cuccobaucco hai una coerenza da redneck e neo-con!) e i miei confessori sono persone con cui ho uno scambio reale: non ho bisogno di un confessore che non conosco.
internet e i blog servono a ricordare, contro l’amnesia totalizzante propostaci dalla tv.
non ho bisogno di uno che non conosco per provare a cambiare la realtà attorno a me e me stesso. come dice chomsky.
come mi ha scritto fabbs: grazie di esistere, internet, che ci permetti di ricordare e conoscere.
* testa e organi genitali in acqua fredda. poi, solo poi, rispondere *

specijale elezzioni reggionali (3)

infine a proposito delle elezioni di domenica, cito lo spietato tremonti: «A me pare che la componente della lotta per il potere sia più importante per la sinistra che per la destra. La sinistra concepisce il potere per il potere, non vede limiti nei mezzi per acquisirlo e, di conseguenza, senza limiti è disposta a usarlo. C’è nella sinistra una componente di determinismo, che ha per conseguenza machiavellica il cinismo del fine che giustifica i mezzi».
tremonti probabilmente ha ragione. e che vinca storace o marrazzo la mia vita non cambierà. la principale competenza della regione è la sanità (credo circa l’80% del budget regionale è dedicato alla sanità). la sanità in lazio fa schifo ma non penso che 5 anni fa, col centrosinistra al governo della regione, gli ospedali funzionassero meglio.
*quindi, malgrado il provocatore, non vado a votare*

il dibattito sul papa si infervora…

in redazione il dibattito… esplode.
io: “ma scusa, ok, il papa sarà pure una brava persona, ma perchè mai dovrei stare in pena per lui? di gente che muore ce n’è a bizzeffe ogni giorno“.
manu: “viene spontaneo. io ieri sera ho pregato. mi viene spontaneo come fosse un nonno“.
io: “ma di nonni che muoiono ogni giorno ce ne sono un botto”.
manu: “lui ha un aurea di santità e si sente. lo riconosco come ruolo. e mi dispiace che muoia così con quest’agonia e non con un colpo. la sofferenza. vedere tutto il mondo che prega mi emoziona e mi commuove“.
quel pallone gonfiato di genna invece scrive, e stavolta sono d’accordo con lui: “L’ictus che il morente Pontefice ha causato, in trent’anni quasi di sovraesposizione mediatica, è in linea con i tempi laici che desiderava frenare. Il simbolo è svuotato perché è diventato un canale di comunicazione. L’ondata emotiva che ha cominciato a montare, e che raggiungerà culmini mai registrati quando il Papa sarà deceduto, è la coerente fotografia di uno stato di fatto: l’emozione è ormai l’unica sfera di azione con cui la gerarchia cattolica intrattiene un rapporto con la realtà. Essa suscita emozione“.
il papa ha cercato in questi ultimi mesi la mediatizzazione del suo martirio. l’ha ostentato, sfruttando i media.
nella mia parrocchia mi hanno insegnato che questo atteggiamento è da peccatore. un vero cristiano, mi hanno insegnato, avrebbe dovuto sopportare il dolore senza ostentarlo e senza spettacolarizzarlo.
ciò non toglie che il papa è stato in questi anni l’uomo pubblico più in sintonia con le mie idee sul mondo.
torno a lavorare.