* il che mi ricorda battiato *
«Cyberspazio: un’allucinazione vissuta consensualmente ogni giorno da miliardi di operatori legali, in ogni naazionae, da bambini a cui vengono inssegnati i concetti della matematica… Una rappresentazione grafica di dati ricavati dalle memorie di ogni computer»
ho finito di leggere (prima di natale a dire il vero) neuromante, di william gibson. il cosiddetto romanzo cult del cyberpunk ovvero quello che mi hanno consigliato bonariamente a leggere un sacco di testi accademici di studio della rete.
a mio avviso, è da leggere perchè:
a) i contesti del libro riescono a essere più angoscianti di blade runner
b) perchè la protagonista femminile, molly, è palesemente servita d’ispirazione per il personaggio di trinity
c) perchè dovevo stare più concentrato mentre lo leggevo e mi sono perso dei pezzi. così se lo leggi tu dopo mi aiuti a capire di più.
«Night City era come un esperimento deragliato di darwinismo sociale, concepito da un ricercatore annoiato che tenesse un pollice in permanenza sul pulsante dell’avanti-veloce. Se smetti un attimo di farti largo a spintoni, affondi senza lasciare traccia; muoviti un po’ troppo alla svelta e finirai per spezzare la fragile tensione di superficie della borsa nera; in entrambi i casi sparirai senza che di te rimanga traccia alcuna, salvo un vago ricordo nella mente di un’istituzione come Ratz, anche se il cuore, i polmoni o i reni potranno sopravvivere al servizio di qualche sconosciuto fornito di un sacco di nuovi yen per i serbatoi delle cliniche»
* per alcune cose anche meglio di philip k. dick *